affondamento nazionale. «CARA PROCURA, LA GENTE COMUNE DI COGNOME NON FA SOLO “TURCO”»

Capite bene che in una specie di stato come l’Italia, in cui tutto è permesso a condizione che tu creda, obbedisca e combatta senza discutere dietro gli ordini dei capi, non si può parlare di libertà democratica. Tantopiù se la magistratura si distingue non per la sua correttezza morale, ma per il proprio appiattimento sulla base del potere di turno


 


 

Evidentemente i residenti a Vicofaro non sono «gente comune»…

 

Proprio ieri una persona ultrasettantenne si è vista recapitare dal postino la famosa multa dei 100 € perché risultava non-vaccinata secondo l’11° comandamento dei profeti della pandemenzìa.

Una bella raccomandata del ministero della salute (che se ne va, per come amministrata da Speranza) e dell’agenzia delle entrate (nel posteriore degli italiani). Dieci giorni per spiegare perché la persona ribelle, refrattaria, disobbediente, riottosa, non fidelizzata alle pappine confezionate dai sedicenti esperti (oggi si vede, ogni giorno, solo esperti della minchia) non si è presentata a pecora per la tosa del cervello.

Scusarsi, allora, direttamente alla propria Usl, ma poi avvisare anche l’arca di Noè che galleggia sulla disfatta d’Italia come nel mare di cacca in cui nuotano certi famosi peccatori danteschi.

Vorrei, però, sùbito rassicurare il sostituto Giuseppe Grieco chiarendo che la persona di cui sto parlando non sono io.

Io, Edoardo Bianchini, giudicato ab aeterno e condannato a prescindere come ultra-pericoloso stalker e non solo, non mi nascondo: ho il mio green pass perpetuo, anche se non mi sono mai vaccinato e certamente non intendevo farlo.

La persona di cui parlo è altro da me e non vorrei che Grieco, con il suo fiuto da fine indagatore, non mi venisse a chiedere perché adopero il giornale per interesse personale, come ha fatto, con Curreli, Martucci, Coletta e Gaspari, riguardo a una pura questione di diritto che né lui né gli altri citati, hanno neppure studiato per almeno mezz’ora o per quel quel tanto da riuscire a capire – povera nostra giustizia! – che avevo ed ho piena ragione circa le richieste di «aprire le strade e abbattere le barriere del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi» come legge comanda; e non «fate entrare tutti in nome della Terra Aperta, passione primaria del cattolicissimo Curreli, che spalanca sì agli ultimi come don Biancalani, ma chiude agli italiani di Vicofaro, suoi datori di lavoro che lo pagano per rispettare e far rispettare la legge, non per fornire sponda ai clandestini su suolo nazionale.

Non di sole dichiarazioni vive un popolo

Detto questo, vedere che una procura della repubblica fa arrestare anche il Gatto (oltre che la Turelli), ma non richiama un Curreli per le di lui conclamate incompatibilità nullificanti – a mio parere – ogni sua azione per incompatibilità ambientale; sostituti che si permettono di insegnare a noi di Linea Libera la deontologia, l’etica professionale giornalistica, il succo della professionalità di Indro Montanelli, mentre loro non leggono (e se leggono equivocano e/o non comprendono neppure i concetti insindacabili e fondanti dei documenti su cui si basano le nostre osservazioni e le nostre richieste), ci fa cadere il cosiddetto pan di mano.

A fianco di questo feroce impegno repressivo in area pistoiese, anche questa procura cui siamo purtroppo soggetti – il cui capo è incappato nella brutta vicenda del maresciallo della finanza e della dottoressa Lucia Turco, sorella del procuratore aggiunto di Firenze, Luca Turco –, che estende il suo potere su tutto il nazional suolo patrio, non potrebbe, molto più utilmente ed efficacemente, invece di perseguitare innocenti, perseguire certi colpevoli di privilegi e favoritismi vari, o anche mettere sotto inchiesta chi, esercitando un potere datogli da un non-presidente come Mattarella e non dal voto del corpo elettorale, analizzando, anche sotto il profilo penale, la prevaricazione e l’abuso del potere di un governo che ha decretato di multare chi ha deciso di non rilasciare il proprio consenso a farsi in[o]culare? Rilasciare il consenso non equivale, infatti, a dover obbedire: il rilascio affida al soggetto la propria scelta; il doverlo rilasciare o, in alternativa, subire sanzioni, significa solo violenza alla libera volontà della persona.

Ma nell’Italia non democratica ma dei democratici, ciascuno ha l’obbligo di fare il famoso «volontario forzato» perché le autorità costituite non possono e non devono essere mai messe sotto inchiesta, altrimenti ci finiscono anche i giudici?

Non tutti possono contare sul proprio cognome

Eh no, cara procura! La gente comune, tanto cara a Coletta, di cognome non fa solo “Turco”»!

E un cittadino se non vuole farsi bucare e per farsi bucare viene costretto a rilasciare una liberatoria di responsabilità a chi lo buca e a chi ha prodotto il vaccino, non è un cittadino rispettato, ma un ebreo sotto le cure amorose di Josef Rudolf Mengele redivivo, checché ne pensi l’illuminato Pd e la sinistra di Speranza, ma senza speranza!

Una battuta per perculare questa logica dei nostri mirabili salvatori & custodi. E se un’ultrasettantenne femmina avesse, in ipotesi, il timore di vedersi tornare il ciclo mestruale e la ragionevole paura di restare incinta, avrebbe ragione o no di mandare a fanculo governi, politici e magistrati?

“L’utero è mio e lo gestisco io”, dicevano le femministe anni 70. Che, trasformatesi in gran parte in Cirinnà, trovano 24 mila € (non baci alla Celentano) dentro la cuccia del cane…

Edoardo Bianchini
[direttore@libnealibera.info]


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