AGESCI, UN CAMPO MOBILE DELLA «ROUTE NAZIONALE» SUL MONTALBANO

Ospitati dal clan «Quarrata 1» una sessantina di scout di Trebaseleghe e Rovigo condividono insieme momenti di incontro e scambio in vista dell’evento in programma dal 6 al 10 agosto a San Rossore
“Route Nazionale” Agesci
“Route Nazionale” Agesci

QUARRATA. [a.b.] “Da Vinci a San Baronto”, è questo il campo mobile della “Route Nazionale” Agesci che vede coinvolti una sessantina di ragazzi (giovani Rover) e ragazze (Scolte) dai 16 ai 21 anni dei gruppi di Trebaseleghe 1 (Tv) e Rovigo 2 ospitati da Quarrata 1. Dal 6 al 10 agosto poi oltre 30 mila scout dopo cinque giorni di strada, condivisione e incontro arriveranno al punto di incontro di San Rossore (Pisa) all’interno dell’ex tenuta presidenziale per un evento per lo scoutismo italiano che non si ripeteva dal lontano 1986.

La prima parte della Route è una sorta di pellegrinaggio a piedi a cui partecipano i due gruppi provenienti dal Veneto. La Route fa parte della vite dei Clan, così si chiamano i gruppi degli scout, ma poche volte l’evento ha raggiunto le dimensioni di questo anno. Il percorso partito venerdì dai pratoni di Villa La Magia è arrivato ieri alla Torre di Sant’Alluccio sul Montalbano.

Nel campo mobile si condividono esperienze di vita significative “nella consapevolezza che il percorso è appunto quello dei protagonisti del futuro, ovvero di coloro che hanno il coraggio di agire per un paese migliore, per un futuro migliore”. Il tema scelto è quello del coraggio e l’idea di fondo quella di scrivere una Carta del coraggio che sintetizzi il proposito di mettersi al servizio del Paese per renderlo migliore, è impegnativo. Nella prima giornata il clan ospitante ha presentato il proprio territorio agli ospiti; infatti la conoscenza della storia, della cultura e delle tradizioni altrui è la prima pietra da porre per costruire comprensione, integrazione e comunità.

In preparazione di questo importante evento un gruppo di scout quarratini “per vivere da vicino il coraggio di cittadini che tutti i giorni vedono morire , di cancro o di stenti, centinaia di persone” hanno elaborato del materiale riflettendo sull’ambiente e l’immigrazione mediante due diverse esperienze vissute a Lampedusa e all’Ilva di Taranto.

“Route Nazionale” Agesci
“Route Nazionale” Agesci

Il materiale prodotto è visibile sul sito www.stradedicoraggio.it in due video di 15 minuti ciascuno.

“La domanda che in questo momento ciascuno scout si pone è: “ Siamo pronti?”. La risposta è sicuramente affermativa. Ogni clan gemellato ha lavorato tutto l’anno su uno dei cinque filoni: Il coraggio di amare; Il coraggio di farsi ultimi; Il coraggio di essere Chiesa; Il coraggio di essere cittadini; Il coraggio di liberare il futuro tradotti con progetti e impegni precisi sul proprio territorio” spiega Alessandro Paci. “La traccia di catechesi impostata sul Libro dell’Apocalisse è stata seguita fino in fondo.

I percorsi nelle varie regioni sono stati definiti. Per il campo fisso sono state sviluppate attenzioni particolari per la salvaguardia dell’ambiente, non si fuma, si usano saponi ecologici, si distribuiscono vivere in confezioni biologiche e raccolta rifiuti differenziata… tutto ciò che si poteva fare è stato fatto e … fatto bene. Ma la cosa più importante saranno le attività che si svolgeranno. Nei momenti plenari è prevista la presenza dei Presidenti della Camera e del Senato (Boldrini e Grasso), la Santa Messa di chiusura sarà celebrata dal Cardinale Bagnasco.

“Route Nazionale” Agesci
“Route Nazionale” Agesci

Ma il momento più importante sarà quello dei laboratori dove i ragazzi potranno gestire e assistere a incontri di alto livello accompagnati da persone di primo piano del mondo del volontariato, della Chiesa, del servizio sociale… I ragazzi saranno protagonisti di questo momento che porterà successivamente alla stesura della “Carta del coraggio”, un impegno per migliorare la nostra società a vantaggio dei più deboli”.

“Una Carta del Coraggio sostenuta e fatta propria dai 30.000 scout di San Rossore: basterebbe solo questo a giustificare tutti gli sforzi compiuti, ma credo che, oltre a questo, ci sarà l’entusiasmo, la gioia e il piacere di incontrarsi che ogni scout porta sempre con sé e che dà fiducia per gli impegni futuri, e, allo stesso tempo, dà una nuova carica a noi adulti, sempre alle prese con le cose che non vanno… Ma ci sono anche tante cose che vanno… e la Route nazionale è una di queste”.

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