agliana. BARONCELLI E BENESPERI DI NUOVO ALL’ATTACCO: «TARGA-SYSTEM O GRATTA SYSTEM?»

«Sarà davvero una gran fatica, per il giovane Mangoni – ora anche assessore alla polizia municipale da quando se n’è andato Rino [nau]Fragai sbattendo la porta – dover dare quelle sette risposte alle sette domande che sembrano i sette peccati capitali»
Tempi duri e tegolate per Mangoni

AGLIANA. Non solo i nodi tornano al pettine: a volte – come gli zombi – tornano anche le tegole in capo. E per il povero Mangoni, dopo tutto quello che ha passato e ha dovuto ingoiare con le Rinotruppe cammellate del Pd, anche questa impudente interrogazione a risposta orale dei soliti rompiballe Baroncelli-Benesperi non ci voleva proprio.

Si vede che siamo in campagna (e Agliana è in campagna) elettorale e ognuno spara le noci di cocco più dure che può sulla capa dell’avversario politico, ma obiettivamente Mangoni (che involontariamente ci richiama il famoso dramma pirandelliano Pènsaci, Giacomino!) suscita in noi umana comprensione e simpatia. Gli è rimasto il cerino in mano: anzi, una scatola intera, gentil dono dei suoi ex-compagni di partito.

Ma smettiamo di girare intorno al cespuglio, come dicono gli inglesi. Veniamo al sodo. Ad Agliana – città campagnola dove tutto è politica come nella Brescello di un don Camillo alla rovescia – sembra che da un po’ di tempo sia in vigore la regola del “mi faccio gli affari miei” nel senso letterale del termine: ma la cosa peggiore è che, a farseli, gli affari propri, sembra essere la polizia municipale, che, utilizzando il Targa System (strumento, si sottolinea, non omologato e quindi inutilizzabile per il sanzionamento su ampia scala epidèmica…), ha fatto – come si direbbe – una strage di multe, ma:

  1. non sempre contestando le infrazioni (assicurazione e revisione-veicolo) direttamente all’interessato; più spesso genericamente dichiarando che non era stata possibile la contestazione immediata al conducente, come richiesto dalla legge;
  2. “convincendo” i cittadini fuori-regola, convocati in file chilometriche al comando dei vigili, a pagare direttamente, con un risparmio del 30% sulla cifra da versare allo sceriffo di Nottingham. Come si direbbe? Cittadini presi per il culo, cornuti e mazziati perché, essendo effettivamente in fallo, in buona fede sono stati portati a pagare più che volentieri con uno sconto del 30 percento ritenuto una regalìa della pubblica amministrazione, mentre in realtà è l’effetto di un “Gratta System” più o meno furbesco, previsto da una prassi anomala che mira solo a fare cassa. Per pura analogia, viene in mente il trucco del «buon affare» offerto da Banca Etruria e dalle venete ai propri sprovveduti clienti.

Di fatto, però, Agliana è il comune che permetteva l’avanzamento di carriera ai vigili più «petalosi-multosi», una procedura ben sanzionata anche dal giudice del lavoro di Pistoia, dottor Francesco Barracca.

Sarà davvero una gran fatica, per il giovane Mangoni – ora anche assessore alla polizia municipale da quando se n’è andato Rino [nau]Fragai sbattendo la porta – dover dare quelle sette risposte alle sette domande che sembrano i sette peccati capitali.

Una di queste domande impudenti è senz’altro la sesta (non sinfonia di Behetowen, Pastorale!). Cioccàtevela: «per quale motivo il giorno 23 marzo 2019 l’ufficio [è] stato aperto al pubblico solo alle ore 9,15 e quindi quasi con un’ora di ritardo, con due unità all’interno che si sono estraniate dal ricevimento del pubblico, creando malumore e maggiore fila con attesa per i cittadini, in orario in cui era previsto il ricevimento del pubblico facendo attendere cittadini già arrabbiati per le illegittime modalità sanzionatorie, ancora vittime di un disservizio fatto gravare sull’utenza»?

Dietro ad essa sembra nascondersi un piccolo mistero. Ma noi, ad Agliana, città campagnola da sinfonie democratiche e popolari alla stregua dell’Inno del corpo sciolto di benignana memoria, ormai non ci meravigliamo più di niente. Vedremo stasera cosa risponderà Mangoni in consiglio. E come interverrà, di conseguenza, la segretaria generale D’Amico, ormai definita “la bella addormentata” che non vede, non sente e non sa anche se ogni anno “tira” (= riscuote, come dicevano una volta i proletari) un centinaio di migliaia di € di stipendio.

Insomma: con l’anomalo Targa System, quanto spende il comune di Agliana? E quanto spenderà per i ricorsi che perderà dinanzi al giudice di pace?

[Edoardo Bianchini]
direttore@lineefuture.it

Diritto di cronaca e di critica
Scaricate e leggete: Agliana-Targa System o Interrogazione


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