agliana. BENESPERI CONGEDA LA SEGRETARIA D’AMICO

Un atto che era nell’aria e che sarà formalizzato il 30 luglio in Consiglio Comunale
Donatella D’amico dovrebbe uscire di scena il 30 luglio prossimo

AGLIANA. Siamo in spiaggia, ma non possiamo resistere e lanciamo – con i piedi sulla sabbia – la notizia delle notizie che ci arriva per le vie traverse di un palazzo comunale scosso da una serie crescente di scoppilli a effetto “tellurico”: un licenziamento d’oro.

La lettera di congedo alla segretaria generale è stata  predisposta e sarà formalizzata nel termine esatto previsto dalla legge.

Infatti la notifica formale ha una latenza temporale ristretta (sembra di un solo giorno), trovandosi in confluenza tra le prescrizioni nell’ordinamento di legge e nella convenzione demokrats con il Comune di Montale, con il quale Agliana, ha un “servizio associato” che scade il 30 dicembre prossimo.

Sulla segretaria D’Amico abbiamo scritto quintali di byte, necessari alla pubblicizzazione delle numerose omissioni, prima fra tutte la mancata costituzione della indispensabile commissione di disciplina: un buco che ha permesso a dirigenti e dipendenti particolari di restare impuniti per numerose mancanze, disapplicazione di sentenze del Tar, con fatti anche gravi in odor di reato, quali l’infedeltà (del dirigente pubblico), l’abuso di ufficio, l’omissione di atti e altre quisquìlie. Un patto tacito di indifferenza che avrebbe permesso ai dirigenti di vivere nell’impunità, consapevoli che il Partito Dominante, aveva previsto tutto, anche il condono per gli atti omessi o viziati?

Vittorio De Cristofaro sulla D’Amico: non possumus

Della Fata Smemorina abbiamo parlato sia con il Viceprefetto De Cristoforo – in più occasioni –, che con il Prefetto Zarrilli in un tempestoso colloquio concessoci alle 18 del 5 dicembre del 2018 e nel quale le facemmo il riepilogo delle criticità che erano denunciate su Agliana dalle opposizioni: un’amministrazione con più ombre che luci, con atti illeciti di ogni tipo suffragati da numerose interrogazioni dell’allora opposizione dei consiglieri Luca Benesperi e Fabrizio Baroncelli. Invano.

I due sono stati sfiancati e sconvolti da una serie ripetuta di “accessi agli atti” semplicemente ignorati (ancora aperto è quello sulll’arbitrato Ladurner-Cis) e di contestazioni diverse ignorate in un clima di reticenza sistematizzata, assicurata dal controllo del commissario Pd Rino Fragai, vero satrapo/despota del terzo piano che ebbe una rissa anche con il Presidente Nerozzi.

Il Prefetto Emilia Zarrilli, parla ad Agliana

Mentre il Prefetto Zarrilli protestò la sua ignoranza delle comunicazioni di Anac (gli presentammo la nota di risposta dell’Ufficio preposto Urac, che informava di aver aperto ben due istruttorie all’Ufficio vigilanza Uvot) parlando di una prassi diffusa (per la ingiustificabile richiesta di pareri legali in esterno da parte della Segretaria, profumatamente pagati a professionisti fiduciari) e lamentando che il precedente Prefetto Angelo Ciuni non le avrebbe passato i documenti utili con le consegne dell’ufficio; anche il Vice Prefetto De Cristoforo ci ha poi ricevuto alzando le “mani al cielo” in segno di resa: non possumus ci disse, chiarendoci che la Prefettura rispettava il rispetto formale delle in-competenze imposte dalla legge Bassanini. Ma allora cosa si aspetta a chiudere le prefetture d’Italia e a risparmiare soldi sostanzialmente regalati ai funzionari di stato nulla-competenti?

Una legge, la Bassanini, che ha permesso alla Fata Smemorina di incassare circa un milione di euro in due lustri di “servizio” nei due Comuni del Mont-Ana: quattrini freschi, piovuti con il tacito accordo del Pd e dei pupari che hanno sempre controllato da Pistoia il sistema del “quieto vivere”.

Entrambi ci hanno infatti riferito che il riordino delle competenze in materia, ovvero la riforma della Pa, li aveva estromessi da qualunque competenza disciplinare e sanzionatoria nei confronti dei segretari comunali: e con questo ci liquidarono. Tutto scorreva e Fragai continuava indefesso a permettere la firma di bandi di mobilità viziati, ricche determine di spesa a favore di cooperative poste in liquidazione e illegittimi regolamenti di servizi associati di polizia municipale.

Ma questa volta un Giudice a Berlino c’è stato davvero: sono stati gli elettori che hanno cambiato il verso delle cose cacciando una dittatura lunga tre quarti di secolo.

Raffaele Cantone cosa dirà delle vicende dei Comuni del Mon-Ana?

La Segretaria D’Amico dovrà adesso accontentarsi di servire, con il consueto sistema del quieto vivere, Don Ferdinando di Montale e così vedere ridotto il suo compenso dagli oltre 100mila euro l’anno a meno della metà: perché l’incarico a scavalco tra i due Comuni della Piana le permetteva di percepire anche una cospicua indennità per lo sfiancante maggior carico di lavoro.

Ora la dottoressa D’Amico dovrà trovarsi un altro Comune che voglia accoglierla per la sua collaudata efficienza ed efficacia dedicata al controllo corretto e rispettoso dei principi della buona amministrazione.

La riduzione del compenso, in conseguenza della perdita dell’incarico a scavalco sui Comuni del Mont-Ana, avrà delle ripercussioni anche sui criteri di computo della pensione, a meno che la D’Amico non sia reintegrata in un nuovo “scavalco” da parte di altro ente che intenda approfittare dei suoi servigi di consulenza interna.

È appena il caso di ricordare a tutti – credenti e atei, fideisti e anarchici, silenziosi e arrabbiati, portaperte e serrande chiuse – che tutto quello di cui abbiamo sin qui parlato, poggia su solide basi documentali di atti ufficiali del Comune di Agliana: quindi, come si dice, «non ci provate».

Intanto il Sindaco ha preso la sua decisione, poi vedremo. Il 30 luglio la dottoressa D’Amico se ne andrà. Nel frattempo ci chiediamo: «Cosa penseranno il Ministro degli interni Salvini e Raffaele Cantone, con il suo Ufficio Uvot e con la Vigilanza di Anac, di questa amena vicenda di Agliana?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealinea.info]


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