agliana. CHI BEVE AMIANTO CAMPA CENT’ANNI?

Giacomo Mangoni Sindaco di Agliana
Giacomo Mangoni, Sindaco di Agliana

AGLIANA. Un tempo la pubblicità diceva che «chi beve birra campa cent’anni».

A Agliana, in barba a tutti i princìpi di precauzione sbandierati sotto il naso del giovane Sindaco Mangoni e della Preside Desideri, sembra che la situazione sia stata estesa, ope legis, all’acqua all’amianto o – come ormai si dice comunemente – l’acqua del Sindaco, nella quale nuotano in sospensione, secondo i comitati della salute, percentuali di fibre di amianto da fare giustamente paura.

Lotta dura senza quartiere per un Sindaco che invita i genitori a far bere ai ragazzi l’acqua dell’acquedotto (sostenuto in questo, anche dalla amministrazione scolastica); e per i comitati della salute (coordinati dal portavoce Gianfranco Ciulli) che vogliono, a buon diritto, non rischiare e non far rischiare i ragazzi delle scuole.

La dirigente Angela Desideri [youtube]
La dirigente Angela Desideri [youtube]
Di recente i comitati avevano chiesto a Mangoni di ammettere un nuovo incontro pubblico per dibattere del problema, ma il Sindaco ha risposto con un gentile e cordialissimo “no”, sostenendo che del problema se n’era già parlato fin troppo: oltretutto, secondo Mangoni, finché nell’acqua non nuoterà almeno 1 milione di fibre (ma chi glielo ha detto?), non c’è pericolo per la salute pubblica e/o dei ragazzi che, possibilmente, dovrebbero arrivare all’età del lavoro per poter versare contributi all’Inps e pagare le pensioni in corso d’opera: ragazzi che stanno molto a cuore anche alla Ministra Lorenzin, auspice di una rinnovata gioventù italiana che non può essere lasciata alla mercé dei figli dei migranti e dei richiedenti asilo.

Un gentile e un cordialissimo “no”, dicevamo, quello di Mangoni, che ha messo i comitati prima alla porta e poi, giustamente, sul piede di guerra.

giannini-renzi oggi sposi
Il Ministro Giannini e Renzi

Questo è accaduto il 5 settembre scorso: ma sùbito dopo, il 9, Mangoni si è visto “avvisare” e mettere in mora dallo studio legale Bonanni & Rossi di Roma-Firenze. E insieme è toccato al Presidente Rossi, alla Preside Desideri e all’Ordine dei Medici di Pistoia, mentre il primo della lista è il Ministro Giannini, in questo caso… “maglia rosa”.

Le domande inquietanti che sorgono leggendo i documenti (il “no gentile” di Mangoni e l’atto legale Bonanni & Rossi) sono le seguenti:

  1. qual è l’autorità (nome e cognome), invocata da Mangoni, che ha innalzato a 1 milione di fibre la soglia per l’attenzione dei rischi-amianto derivanti da un acquedotto con condotte dichiarate illegali? Perché Mangoni non ne cita il nome?
  2. l’Ordine dei Medici di Pistoia è d’accordo a farsi tirare per la giacchetta a sostegno della tesi-Mangoni del milione di fibre senza battere ciglio e senza citare, esso stesso, il nome dell’autorità che avrebbe deciso la soglia sopracitata?
  3. Mangoni dice che, ove sia necessario, farà sostituire i tratti di condotta di amianto d’accordo con l’Ait, l’Autorità Idrica Toscana: ma tale autorità è in grado di fare la prevenzione primaria secondo le norme europee?
  4. se non si cambiano tutte le tratte di condotta all’amianto, come è difendere la popolazione dal rischio potenziale di essere soggetta a patologie cancerogene?
Egisto Bagnoni
Egisto Bagnoni, presidente Ordine dei Medici di Pistoia

I comitati non rilasciano dichiarazioni in proposito. Hanno preferito agire: ora toccherà risolvere il problema a livello legale.

E tutto questo grazie a una pubblica amministrazione (Comune di Agliana e scuola) che, secondo un consolidato costume italiano, ragiona o sragiona a seconda dei casi e delle persone attuali. Con circolari e pareri non di rado immaginati e riferiti come attendibili.

La messa in mora, per la cronaca, è firmata da Gianfranco Ciulli e Elisabeth Failla.

[Edoardo Bianchini]

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4 thoughts on “agliana. CHI BEVE AMIANTO CAMPA CENT’ANNI?

  1. Buon giorno Direttore, come sai in un recente passato ho polemizzato aspramente con il prode consigliere Baldi, che evidentemente, insieme al Sindaco Mangoni si è dimostrato comicamente ignaro del contenuto della direttiva europea che tratta l’argomento. D’altro canto se l’ignoranza per un cittadino non è ammessa, per un politico può significare solo una cosa. Che è arrivato il momento di sloggiare e se non lo fa bisogna farglielo fare. I metodi sono tanti: il voto per chi ha fiducia e pazienza (io l’ho finita), per tutti gli altri ha parlato Ghandi: “rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo”.
    Massimo Scalas

  2. Le quattro domande e la loro successione, sono quanto di più chiaro, ficcante e tranciante ci possa essere.
    In un Paese civile, democratico, maturo, evoluto, capace di tutelare i diritti di tutti (chi può aggiunga altro se gli riesce), queste domande non ci sarebbe neppure bisogno di porle. Ma, visto che ad Agliana, Toscana, Italia, è necessario porle e non è affatto scontato che il /i destinatario/i riesca/no o voglia/no rispondere, rimane da fare una sola cosa: non demordere neanche un pochino e “mordere ai polpacci”, con grinta e decisione chi è tenuto a rispondere.
    Altrimenti, le possibili soluzioni rimangono quelle prospettata da Massimo Scalas.
    Piero

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