agliana. DISTRAZIONI: LA DIRIGENTE DIMENTICA SEMPRE IL PIÙ E IL MEGLIO?

La responsabile della Segreteria Affari Generali del Comune risponde con tempestività e apparente efficienza alla nostra richiesta di accesso agli atti, ma purtroppo manca roba. E non solo a noi, anche alla Corte dei Conti
In generale i dipendenti, tranne qualche eccezione, continuano a lavorare con i ritmi del tempo che fu

UFFICI, SVEGLIATEVI!
AGLIANA SI È TOLTA IL BASTO


AGLIANA. La Corte dei Conti di Firenze ha formalmente ricevuto la delibera del consiglio comunale del 1° luglio, relativa il riconoscimento della spesa “fuori bilancio” per complessive € 7.825,07, riconducibile a una temeraria azione giudiziaria promossa dal Comune nei confronti dell’agente Daniele Neri (sentenza 209/2018).

Bene, ma ci spiace dover rilevare che l’invio della delibera, così asciutta e secca, senza alcun elemento di corredo, non è davvero utile alla necessaria presentazione del magnifico danno erariale causato dal fu dirigente dott. Andrea Alessandro Nesti – e si può dirlo perché dimostrato – contro il più elementare sentimento del buon pater familias, viste le dichiarazioni espresse dal Sindaco Benesperi in Consiglio.

L’estratto della “asciutta” delibera del consiglio comunale del 1° luglio scorso spedito dalla dottoressa Santoro alla Corte dei Conti

Sul punto è da sottolineare che sciagurata è stata la determinazione (arrogante e temeraria, perché pagata con i soldi dei cittadini) dell’allora sindaca Eleanna Ciampolini, di dare spago e credibilità al suo comandante dei vigili: l’adesione alla conciliazione proposta in Camera di Lavoro, sarebbe stata lungimirante e opportuna, vista la necessità di riconoscere (ci ha pensato poi il giudice Francesco Barracca a decidere per il Comune) “…la negazione del principio di autonomia di giudizio nella valutazione dei dipendenti…” che il Nesti si era illegittimamente arrogato.

Un Comune vessatore che sobillava i dipendenti della Pm (in molti costretti alla fuga) con azioni di mobbing sistematico, delle quali quelle dell’agente Daniele Neri e di Emiliano Campanelli sono state solo la punta di un iceberg.

Risentitevi l’audio del Consiglio comunale del 1° luglio, partendo però dal tempo di 1 ora e 52 minuti. Da lì si potrà conoscere come le intenzioni del Nesti fossero arbitrarie, illogiche e irragionevoli, perché il criterio di progressione orizzontale (schede di performance del 2006), da lui indicato, è stato errato, perché non oggettivo, ma aleatorio: la quantità delle multe alle infrazioni al CdS emesse dall’agente, non sono, infatti, elemento di merito ed efficienza, perché subordinato anche alla capacità dei cittadini di essere diversamente ligi al rispetto del Codice della Strada: quindi un parametro aleatorio e soggettivo. Semplice e intuitivo, ma non per il comandante Nesti, che ha commesso il misfatto censurato dal giudice.

La delibera del consiglio del 1° luglio dice dell’altro: cioè che è assai rilevante sulla comprensione della genuina motivazione, per la quale la successiva amministrazione (quella di Giacomo Mangoni) ha poi rinunciato a ricorrere in appello ed esattamente: “…la messa in discussione della correttezza logica del percorso argomentativo seguito dal Giudice, sarebbe rientrato in un ambito di discrezionalità tale da determinare un elevato rischio per l’esito finale del giudizio…” (citazione letterale).

Daniele Neri faceva poche multe e venne di fatto mobbizzato dall’amministrazione demokrat

Quello che il giudice ha poi detto era lo stesso già preannunciato nel tentativo di mediazione tenutosi prima della costosa vertenza (ascoltate l’audio e capirete bene), ma testardamente ignorato dal Nesti con una buona dose di presunzione (forse perché non era lui a dover comunque pagare?).

E ancora, il documento inviato alla Corte dei Conti di  Firenze non ci dice niente del verbale redatto nel momento della mediazione, documento dal quale si evince che è stato il Nesti a insistere per vedere soddisfatte le sue ragioni, rigettate poi dal giudice di prime cure e in maniera talmente limpida da impedire ogni tentativo di appello.

Un verbale che però ha richiamato il Sindaco nel momento della illustrazione della richiesta di approvazione della partita “fuori bilancio”, alla quale si deve giustamente aggiungere anche il conto della parcella dell’avvocato che difendeva il Comune di Agliana. Tutti lo avevano dimenticato? Non noi, però.

I cittadini interessati potranno risentire la registrazione audio della seduta (il punto trattato è il 13.mo in elenco) per capire meglio l’indignazione del Sindaco e la prudenza della Fata Smemorina (l’allora Segretaria Generale D’Amico oggi trionfalmente ricollocata in montagna dal Pd), che ha fatto di tutto, ostinatamente, pur di non pronunciare il nome del dirigente responsabile del pasticcio, costringendoci a chiederlo al Sindaco che ci ha risposto: ”… ma lo sanno tutti, che è Andrea Nesti!”.

Eleanna Ciampolini, difendeva la legalità, ma permetteva ai dirigenti di vessare i dipendenti

Adesso che abbiamo visto il parziale e insoddisfacente lavoro di riporto alla Procura Generale della Corte dei Conti, ci viene da chiedere se la funzionaria Elena Santoro non avrebbe fatto meglio a spedire anche l’audio o il verbale della trascrizione degli interventi del consiglio alla Procuratrice Generale dott.ssa Acheropita Mondero.

P.S.1: La dotto.ssa Santoro ha poi provveduto a fare una proposta alla Giunta per una opportuna delibera di avvio della procedura di tutela per il danno di immagine subìto dal Comune e, di conseguenza, un’opportuna azione di ristoro dei danni a carico del Nesti?

P.S. 2: Forse i danni devono essere pagati solo al fu comandante che non ha esitato a procedere con una richiesta di risarcimento da 600mila euro per le questioni conseguenti a quella “ciofeca” di concorso illegittimo del 1999 (cioè di venti anni fa) e che il prossimo 26 novembre, sarà finalmente pronta al pronunciamento del tribunale? È questo che pensa,  forse, la dott.ssa Santoro?

Anche Agliana aveva la sacra Trimurti: Brahma, Vishnu e Shiva

P.S. 3:  E il danno sofferto per il compenso dell’avvocato Marica Bruni (già incaricato di difendere il Comune d’Agliana), l’avete dimenticato? Anche questi soldi, indirettamente spesi per una vertenza irragionevole, dovrebbero essere risarciti o no? Lo avete comunicato alla Dott.ssa Mondero a Firenze? E soprattutto: l’avvocato deve essere a carico degli aglianesi o va accollato al funzionario che “volle, sempre volle, fortissimamente volle” a dispetto dei santi e della legge?

Alessandro Romiti
[
alessandroromiti@linealibera.info]


C’E SEMPRE UNA TRINITÀ

Fucsiati, direbbe Diego Fusaro

 

CHIAMATELA come volete, ma il risultato non cambia. Nessuno, alla fine, si libera del numero tre.

Ad Agliana il discorso ha funzionato esattamente in questo modo: un «vertice smemorino» e due ancelle (una a destra e l’altra a sinistra) agli ordini. Peggio dei carabinieri, nei secoli fedeli.

L’ultimo vertice si chiamava Donatella D’Amico – ma niente era cambiato rispetto alla Madrussan. D’altra parte se le amministrazioni possono scegliersi il segretario, mi dite voi come si fa a garantire la legalità di un ente? Sarebbe chiedere al lupo di badare le pecore o al topo di non finire affogato nel coppo dell’olio – come un tempo, quando i comunisti erano di quelli veri e non di quelli fucsiati con Vanish o meglio con Omino Bianco (margheritoso-petaloso Dc), e facevano seriamente il loro mestiere.

Fate vobis, gente di Agliana. Ma state attenti a non farvi mangiare il midollo da chi, per partito preso, fa il mestiere, ma senza farlo a dovere e con l’impegno che richiede a chi è pagato dal popolo.

E.B.


 

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