AGLIANA E LA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE ALLA ROVESCIA

Maurizio Ciottoli
Maurizio Ciottoli

AGLIANA. Clamoroso caso di discriminazione alla rovescia a Agliana, cittadina democratica e legalitaria, patria delle marce della giustizia.

Non è proprio piaciuta la mozione presentata dal consigliere di Fdi-An Maurizio Ciottoli, che aveva per oggetto il caso di  Gian Michele Gangale uno sfortunato concittadino, italiano dalla nascita, da poco costretto su di una sedia a rotelle, dopo aver subìto un’aggressione nella sua abitazione di Quarrata.

Forse, non è piaciuta ai consiglieri di maggioranza – la comparazione diretta con il caso del giovane senegalese Moustapha Dieng, anche lui gravemente ferito da un folle omicida (è il sopravvissuto alla strage di piazza Dalmazia di Firenze) per il quale si sono mossi in tanti e con sicuro risultato positivo: l’associazione Spingi la Vita, il Rotary club di Firenze Nord, il Comune di Firenze e quello di Scandicci, il Presidente della Regione Toscana Rossi e il Presidente della Repubblica Napolitano: l’avvolgente azione populistica-politically correct ha esaltato un gesto di solidarietà eccezionale permettendo a Mustafà di ricevere subito la cittadinanza italiana e non solo.

Lui all’epoca dell’evento era inoccupato e privo di permesso di soggiorno come molti altri dei suoi connazionali, tutti migrati in Italia perché mossi dalla speranza di una vita migliore.

Allo sfortunato migrante africano il Governatore Rossi ha riservato un trattamento d’assistenza esemplare, appunto come quello che viene riconosciuto ai “lavoratori italiani” (il senegalese non era lì per lavoro, ma per incontri conviviali con amici – n.d.r.) e dunque, gli è stata concessa una dotazione di 20.000 euro, un alloggio predisposto di servizi per i disabili, una colf che lo accudisce e una piccola pensione di invalidità.

Per questo motivo – svolgendo Ciottoli un’analisi perfettamente sovrapponibile alla stessa natura e dinamica dei due distinti atti criminali – chiedeva un fattivo e formale pronunciamento del Consiglio, da ratificare in una mozione dedicata al nostro concittadino, al fine di promuovere il massimo del sostegno possibile, anche rivolgendosi al Presidente della Repubblica, subito attivato per i gravi fatti fiorentini. Il nostro  Gian Michele Gangale ha una pregressa esperienza di lavoro e molti anni di contributi pensionistici versati e – fate attenzione qui – è stato aggredito nella sua casa, poco dopo le sette, appena alzato mentre stava per uscire per andare al lavoro: non era lì per caso o corresponsabilità.

Gian Michele Gangale
Gian Michele Gangale

A lui non viene fatto analogo riconoscimento di status e tutele concesse al senegalese: anzi i consiglieri di renziana maggioranza di Agliana non capiscono, si irrigidiscono, parlano di “individualismo” di un caso limite, respingono il confronto, lo stigmatizzano come “fuori luogo”, non comparabile, risultando evidentemente incapaci di riconoscere il patrocinio originario di Renzi, Rossi e Napolitano nell’altro caso.

I consiglieri aglianesi, si sa, sono democratici e rispettosi delle formalità democratiche (ma non delle sentenze dei Tribunali, per esempio) e quindi, hanno spostato la valutazione della mozione su questioni surrettizie legate alla Società della Salute e al fondo regionale “Vita indipendente”.

Dunque siamo di fronte a un chiaro esempio di discriminazione alla rovescia: il nostro concittadino ha ben due difetti che non gli permettono di vedersi riconoscere un’analoga considerazione da parte del Pd, evidentemente strabico: non è un migrante africano e non è inoccupato.

Dopo il consiglio Ciottoli si dichiara deluso e sbalordito da tanta indifferenza e si propone comunque di ripresentare la mozione, che è stata necessariamente ritirata.

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