AGLIANA, INSOLITO PARCHEGGIO: LA PROVINCIA DI PISA RISPONDE

«L’amministrazione ha avviato un provvedimento disciplinare nei confronti del soggetto affidatario del mezzo di servizio stesso»
L'auto di Pisa dell’insolito parcheggio aglianese
L’auto di Pisa dell’insolito parcheggio aglianese

AGLIANA-PISA. Vi ricordate la storia che vi avevamo narrato circa una macchina della Provincia di Pisa parcheggiata alla vecchia Coop di Agliana? Il pezzo era intitolato Agliana, un insolito parcheggio e, dopo vari contatti, con la Provincia stessa, del nostro Alessandro Romiti, pubblicammo anche una seconda puntata dal titolo Compagni, siamo messi male!

Oggi ci giunge la risposta ufficiale da parte dell’Ufficio stampa della Provincia di Pisa e noi – anche se può sembrarvi impossibile – avendo fatto della nostra professione un punto di forza al servizio della gente e dei suoi diritti, la pubblichiamo integralmente.

Mi chiederete perché sto parlando così, ma non ve lo dico. Almeno per ora. Prima, per favore, leggete il testo, poi ne riparliamo.

Il testo (integrale come la farina, ma un po’ quella del diavolo che finisce in crusca) dice:

In merito alla vicenda dell’auto di servizio oggetto di vostri articoli, informiamo che l’amministrazione ha avviato un provvedimento disciplinare nei confronti del soggetto affidatario del mezzo di servizio stesso.

L’assunzione della decisione avviene a conclusione delle verifiche necessarie, svolte nei giorni scorsi. Con ciò, sottolineiamo anche l’inopportunità di alcuni passaggi giornalistici non corretti, che preghiamo di rettificare (laddove per esempio si riferisce di inesistenti contatti diretti), oltre che di un tono e di un lessico oscillanti tra il farsesco e l’offensivo nella ricostruzione di quanto accaduto e dell’atteggiamento dell’amministrazione.

La realtà è ben più semplice: si è registrato un episodio specifico, si sono effettuati gli accertamenti occorrenti, si è agito in modo rapido e conseguente, molto rispettoso del corretto uso del denaro pubblico e dei cittadini.

La vostra testata riesce a fare altrettanto, fornendo notizie complete e rispettose dell’amministrazione?

[Ufficio Stampa – Provincia di Pisa Piazza V. Emanuele II, 14 – 56125 Pisa tel. 050/929428, 050-929237 – fax 050/929340 http://www.youtube.com/provpi http://twitter.com/provinciapisa]

La mail dell'ufficio stampa della Provincia di Pisa
La mail dell’ufficio stampa della Provincia di Pisa

E ora possiamo passare al metodo nostro preferito, quello filologico di analisi e commento.

Cominciamo sùbito dal dato di fatto: «informiamo che l’amministrazione ha avviato un provvedimento disciplinare nei confronti del soggetto affidatario del mezzo di servizio stesso».

In questa condizione, e visto che è iniziato un “provvedimento disciplinare”, la Provincia di Pisa dovrebbe esserci grata e ringraziarci apertamente per averle permesso di fare chiarezza laddove, evidentemente, non ce n’era punta.

Sull’inopportunità dei passaggi giornalistici e sulla richiesta di correggere «inesistenti contatti diretti», siccome i discorsi stanno in poco posto, crediamo che, se lo ritiene opportuno, la Provincia può chiedere tutti i tabulati telefonici: e allora ci potremo confrontare e vedremo se i contatti ci sono stati o meno. E qui la chiudiamo.

Quanto al tono e al lessico – di cui la Provincia si erge a giudice unico e monocratico –, àmbito nel quale ravvisa il farsesco e l’offensivo, si interroghi piuttosto se le andrebbe più a taglia la lingua e l’espressione del compagno Crozza: non dipenderà mica dal post-sessantottismo liberalizzante se oggi – e specie il potere – non capisce e non afferra più una lingua ironico-satirica e tutto quel che è vero deve essere solo politically correct nei confronti del potere stesso? Bene: è una teoria da sinistra che non ha motivazioni necessarie e sufficienti per sussistere ed essere accreditata senza discutere.

Per concludere – e chi scrive possiede un’idoneità alla Dirigenza nei contratti del 1975, quando la dirigenza era a concorso e non a chiamata… – la domanda finale che ci è stata derisoriamente rivolta con una marcata sfumatura di arroganza, la rispediamo sùbito al mittente, riformulandola: il vostro ufficio stampa riesce a rispettare il lavoro dei colleghi che operano non nel pubblico con la certezza della copertura, ma nel mondo reale, della concorrenza e dell’arrembaggio, fornendo notizie complete e rispettose della libertà di informazione altrui come protetta dall’art. 21 della Costituzione o la Costituzione gli serve solo per fare la festa della legalità, ma si parte, comunque e sempre, preconcettualmente, dall’assunto (quasi mai verificato né verificabile) che l’amministrazione ha, in astratto e assoluto, ragione solo perché esercita un diritto di imperium su dei soggetti che sono visti, nella maggior parte dei casi, come dei semplici esseri assoggettati/assoggettabili?

Tanto risentito moralismo, gentili colleghi, non attacca e non deve attaccare. I ruoli – vostro e nostro – sono e devono restare ben distinti: noi, liberi ed esterni, abbiamo il dovere di essere inopportuni per scuotere e far capire che chi sta in amministrazione ha più doveri di chiunque altro. Che piaccia o non piaccia. Ed è soggetto a esami accurati e critiche, anche sottili e taglienti.

E questo non piace. Lo capiamo bene: ma non ci turba – sia chiaro – più di tanto. Perché il popolo amministrato sta da questa parte e non di là.

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