AGLIANA, LA “MAISON CLOSE”, SCIASCIA E IL SISTEMA DON ABBONDIO

Il Presidente del Consiglio comunale, Alfredo Fabrizio Nerozzi, non poteva prendere peggior decisione di quella di far svolgere la seduta “a porte chiuse”…
Il presidente del Consiglio Nerozzi: anche lui omologato?
Il Presidente Nerozzi: anche lui omologato?

AGLIANA. In un suo saggetto sui Promessi Sposi Leonardo Sciascia (“compagno” che di mafia se ne intendeva bene) scrisse che in quel romanzo a vincere era il “sistema don Abbondio”: il metodo dello svicolo, dello sviamento di potere, del sottrarsi alle proprie responsabilità, della reticenza e dei sistemi obliqui o in tralice.

Mai definizione migliore si potrà trovare, dopo ieri sera, per illustrare la “democratica amministrazione” della cittadina che, più che ridente, dovremmo definire triste e trista, visto che di tutto sa fuorché di modernità, libertà, indipendenza, chiarezza, trasparenza, senso della legalità e della giustizia e chi più ne ha più ne metta.

Il Presidente del Consiglio Comunale, Nerozzi, che sin qui sembrava essersi comportato bene, tirando le orecchie a destra e a manca, di qua e di là, si sopra e di sotto, ieri sera, durante il Consiglio (ma, forse, meglio il Coniglio, senza la S) comunale, ha preso la peggior decisione della sua vita: ha deciso di ritirare la testa dentro il guscio come una tartaruga, ha cantato messa e si è fatto don Abbondio (vedi). La seduta doveva essere chiusa per Maison close?

Non sappiamo e non vogliamo dire per chi o per cosa lo abbia fatto. Ma certamente ci è chiaro contro chi: contro i suoi concittadini aglianesi e contro l’ordinamento stesso di questo Stato in dissoluzione guidato – a livello locale – da giovani invecchiati anzitempo in una sorta di “gioventù bruciata” dall’ambizione del potere sorretta dal donabbondismo dilagante.

Una Giunta giovane, ma con modi da PCUS...
Una Giunta giovane, ma con modi da PCUS…

Anche la Giunta giovane del Mangoni ha succhiato alla “palla di seggiola” di sempre: quella che sta bene sia in canonica che in Casa del Popolo, ambienti e locali in cui, indistintamente, regna l’etica e l’ottica – o, se preferite, il Vangelo – del potere.

Se nessuno se ne fosse accorto, svegliàtevi: Agliana ha seri problemi sotto ogni profilo e sotto qualsiasi latitudine associazionistica, sia laica che religiosa.

Purtroppo, dopo aver mangiato preti e bambini per 70 anni dalla fine della guerra ad oggi, ciò che torna a galla nella sinistra è il donabbondismo di Sciascia: una sindrome di sapore cattolico.

E questo, oltre a non essere punto bello, nuoce gravemente alla salute – e ai portafogli degli aglianesi…

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