agliana new deal una pippa. LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE CIOTTOLI: «È QUESTO IL PAESE DELLE FATINE?»

La giunta Benesperi non gradisce avere cani alle costole e l’assessore Ciottoli abbaia conto di noi e urla di smetterla di rompere… L’unica risposta possibile? Che facciamo come ci pare e come coscienza ci dice. E così anche il professor Guido Del Fante la smetterà, dall’alto della sua cattedra di ovvietà da facebook, di scrivere che siamo vergognosamente di parte. Sì, siamo di parte e partigiani (ma non partenopei)
A ripensarci bene, caro Maurizio, ad Agliana non è cambiato un corno e il panorama è rimasto quello fiabesco di sempre. Siamo immersi fra le fate (la terza, perfida, era il Magnanensi con la mela da dare alla Ciampolini, te la ricordi?) di cui una si dimenticava di tutto e si guadagnò l’appellativo di Smemorina (forse dimenticò anche che non poteva cancellare gli archivi del Comune di Agliana…); l’altra, giunta di recente e che ne ha preso il posto, fa concorrenza – come fata dai capelli rosé – a quella di Pinocchio, che era troppo… leghista

MUORE LA PECORA, MUORE L’AGNELLO,

MUORE IL BUE E L’ASINELLO,

MUORE ANCHE AGLIANA PIENA DI GUAI,

MA “LINEA LIBERA” ’UN MÒRE MAI?


Maurizio Ciottoli con il senatore La Pietra, uno dei freni alla gestione di FdI a Pistoia

 

CARO MAURIZIO,
stamattina poco dopo le 9, alla Coop di Agliana, un tizio non meglio identificato ha pagato il conto in uscita a una cassa e, dopo aver perso una scarpa tipo ginnastica, nonostante i richiami della commessa, è andato via spingendo il carrello come niente fosse e ignorando di avere una gamba più lunga e una più corta: come quando a Firenze il professor Giorgio Pasquali andava in facoltà per fare lezione camminando a zoppino con un piede sul cordolo del marciapiede e l’altro sull’asfalto.

«In questi tempi sconclusionati…» mi scrisse un uomo di gran valore, che stimo moltissimo, a Natale del 2017. E infatti, questi che stiamo vivendo grazie alla s-politica, sono così: senza conclusione e perciò tali da meritare some di bastonate sul gruppone di coloro che, invece di fare quel che dovrebbero, come tutta la dis-ossatura dello stato (dal capo non-presidente in giù), galleggiano alla deriva.

Caro assessore ai vigili e al personale di Agliana, noi ci siamo conosciuti più di dieci anni fa a una festa bisteccaia alla Ferruccia, con Mario Niccolai. Allora appartenevi ad altre categorie di pensiero, e precisamente a quella di Taralla (che moriva senza assaggiàlla) e a quella di Tarilla (che moriva senza sentìlla). Eri all’opposizione di quel carrozzone motoso che è il Pd e dovevi, come dice Bart Simpson, ciucciarti il calzino.

Qualche tempo fa sei passato, con altri tuoi colleghi, alla categoria più salda e sicura del potere. Hai dunque fatto carriera (come si dice) e l’hai fatta a danno del PoDere caro ai filoso-sociologi alla Guido Del Fante, che una ne dice e ne sbaglia tante.

Tarallucci e vino. Si deve durare dell’altro?

Ma, lentamente, mi sono accorto che c’è stata una specie di virata di bordo. Lenta e ampia, ma alla fine chiaramente percettibile. Dalle categorie Tarall+xy sembri passato a quella dei Tarall+ucci e vino. Sei diventato, come si dice a Quarrata, morvido e comprensivo, duttile e malleabile. Insomma: io non ti ri-conosco, io non so chi sei come cantava la Mina.

Ognuno ha il diritto di vivere come può (Caterina Caselli), ma diàmine, cosa t’è successo? E il mutamento (è evoluzione o mutamento genetico vero e proprio?) mi sembra iniziato da quando hai incontrato la nuova segretaria, la dottoressa Paola Aveta, che – ad essere sinceri – credo sia giunta ad Agliana con il piede sbagliato, iniziando subito con un atteggiamento scontroso e di massima chiusura nei confronti del nostro giornale: Linea Libera indegno (vedi G. Del Fante) di esistere e di poter parlare.

E non potrebbe essere diversamente, Maurizio, perché questo giornale pesta ogni giorno tutte le merde lasciate dal Pd in 75 anni di guida santa e giusta del «popolo ignorante e ciuco, maremma cane!».

Tu non lo sai e non lo sa nemmeno il tuo proposto don Tofani (quello che pretende che gli aglianesi mantengano anche i pakistani clandestini), ma dio stesso, Jaweh, s’incazzò a bòno con Mosè, durante il viaggio 40ennale degli ebrei nel deserto, perché s’era rotto i coglioni (che aveva: o altrimenti come sarebbe nato un suo figlio da una mortale?) di pestare merde nell’accampamento.

Mosè. Dio si arrabbiò con lui perché gli ebrei la facevano dappertutto nell’accampamento…

E disse a Mosè che insegnasse ai suoi ragazzini di andarla a fare fuori dal campo e portandosi dietro un paletto per scavare una buca e ricoprirla dopo fatta. Forse don Tofani dovrebbe parlare di questo, a messa, piuttosto che sbilanciarsi in filippiche contro Salvini.

Eri partito, con Luca Benesperi & C., per appuntire un paletto non tanto per ricoprire le merde, quanto per scoprire quelle ricoperte (Pane & Rose, danni erariali del Nesti, casini d’ogni tipo per sperperi di denaro pubblico: anche tu hai una causa con il Comune dei compagni per auto abbandonate nella tua autofficina) e poi… la gatta fece i boi. E quando li ebbe fatti, diventaron tutti gatti, Maurizio?

Non si dice di essere cattivi per forza, altrimenti i compagnucci di Porte Aperte e della Misericordia versano troppe lacrimucce di coccodrillo catto-com, Cristo! Ma… tra andar dietro ai casini documentali e cominciare a soffrire di congiuntivite che incolla le palpebre e impedisce la vista, la differenza è un po’ tanta, non credi?

Rino [nau]Fragai detto il Magno, il miglior politico di Pistoia
Ora, poiché – checché ne dica il professor Del Fante, che ne sa una e ne sbaglia tante – noi non siamo una testata che vi tira la volata come tutte le altre di Pistoia la tirano al Pd: ci saremmo un pochino rotti i coglioni dell’ondivago atteggiamento della giunta del cambiamento che opera con gli stessi esatti criteri e metodi del Pd – silenzio, lasciar fare e lasciar correre.

A cosa è servito, Maurizio, il sacrificio con colpi di reni di Giacomo Mangoni che ebbe il coraggio da leone di sfanculare il più grande politico della provincia di Pistoia, il signor [nau]Fragai Magno, che sosteneva a spada tratta – come l’omìno della Lega – l’ottimo comandante Nesti?

Dunque: poiché, checché ne dica il professor Del Fante, che ne sa una sola e non tante, noi non siamo al vostro servizio né al vostro soldo, non vi dobbiamo niente e, come abbiamo mazziato di santa ragione il Pd, non ci costa niente pigliare a clavate anche voi e la vostra evidente inefficienza. E non perché siamo delle checche isteriche, ma perché, ogni giorno che passa, sembrate essere sempre meno capaci di levarvi il dito di culo.

Credo e crediamo – ed essendo questa un’opinione, è insindacabile e non può essere oggetto di censura neppure da parte di pm pistoiesi molto inclini a tirarci alle gambe – che due siano stati i macigni piazzati sul binario della giunta Benesperi:

La dottoressa Paola Aveta segretaria generale

la gestione FdI instaurata a Pistoia e provincia dal senatore Patrizio La Pietra (morbidismo e politically correct a oltranza)

l’arrivo della nuova segretaria Aveta con cui – come si dice in campagna – sembra che “tu pisci dallo stesso buco”.

Senza essere particolarmente cattivi, è bello tirare 50mila euro l’anno per due giorni e mezzo di lavoro a settimana, e regolare le cose da remoto tipo smart working. È un’altra delle belle/balle invenzioni della sinistra italiana grazie a Bassanini.

A ripensarci bene, caro Maurizio, ad Agliana non è cambiato un corno e il panorama è rimasto quello fiabesco di sempre. Siamo immersi fra le fate (la terza, perfida, era il Magnanensi con la mela da dare alla Ciampolini, te la ricordi?) di cui una si dimenticava di tutto e si guadagnò l’appellativo di Smemorina (forse dimenticò anche che non poteva cancellare gli archivi del Comune di Agliana…); l’altra, giunta di recente e che ne ha preso il posto, fa concorrenza – come fata dai capelli rosé – a quella di Pinocchio, che era troppo… leghista.

In questi giorni, Maurizio, ci urli e ci strilli che noi di Linea Libera facciamo troppo casino e diamo noia a tutti, voi compresi (vedi, Del Fante, quanto sei settario tu, che ci accusavi di essere vergognosamente filofascisti? Ora chétati e mettiti a sedere sulla seggiolina zitto e buono!).

Donatella D’Amico, Fata Smemorina

Noi di Linea Libera, assessore, facciamo quel che ci pare, se permetti. E se la dottoressa Aveta l’ha a noia, perché si sente il fiato sul collo ogni minuto “Ce dispiace – come disse il Marchese del Grillo –, ma noi siamo noi e voi non siete un cazzo!” almeno finché non ci sopprimerete con un vaccino contro il Covid-19.

Chi siamo? Siamo dei partigiani, non come il Del Fante e la Ciampolini, ma sempre partigiani. Non possiamo non vedere e non parlare solo per lasciare carta bianca alla dottoressa Aveta, a cui tu e il sindaco tenete assai.

Dato che sei un toscano scontroso e crudo, spiegale, con le dovute maniera, che ad Agliana non c’è venuta per cantare Vide ’o mare quant’è bello | Spira tanto sentimiento e per accompagnarti a fare colazione e a conoscere le aziende locali.

Devi farle capire, Maurizio, che se vuole vivere così, col sole in fronte, deve fare il segretario non a Pistoia e provincia, ma – che so? – a Santa Maia Capua Vetere o a Sorrento. Sempre, ovviamente, che colà le lascino spazio per fare Il sindaco del Rione Sanità.

Stammi bene, assessore, e non urlare. Ti fa male alle coronarie.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca, critica, satira, pizza margherita e babbà

Dice il proverbio della Piana: «Il corto riman da piedi».
Chiedete spiegazioni al proposto o alla Misericordia


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