AGLIANA, RIEPILOGANDO IL CASO NESTI/GODUTO. 1

Il dottor Mauro Goduto
Il dottor Mauro Goduto

AGLIANA. Riepiloghiamo brevemente – ma in due tempi – la vicenda Nesti/Goduto dopo l’uscita della sentenza del Consiglio di Stato (vedi).

Il dott. Goduto ha finora chiesto il silenzio-stampa, ma ormai è il caso di iniziare a parlarne diffusamente. All’epoca del famoso concorso, che dette la precedenza a Alessandro Nesti, era Sindaco di Agliana Paolo Magnanensi, e comandante la dott.ssa Cristiana Menichini, che si dimise per ragioni proprie, lasciando vacante il posto per alcuni anni.

Nel frattempo, riservato agli appartenenti della polizia municipale, nel 1997 era stato bandito un concorso per istruttore di vigilanza al quale partecipò, così diventando unico vincitore, l’allora agente Nesti insieme a un paio di altri colleghi più anziani, che gettarono la spugna già alla prima prova scritta.

Nesti era già nell’organico della Polizia Municipale di Agliana dall’agosto 1994 e successivamente, con altro concorso (stavolta pubblico), venne assunta come istruttore di vigilanza la dott.ssa Maria Laura Rossi, laureata in giurisprudenza, ma subordinata al Nesti all’epoca non era ancora laureato: lo farà quattro anni dopo, in Scienze Politiche.

La dott.ssa Rossi, laureata e nuova nell’incarico, rassegnò in séguito le dimissioni per motivi personali e se ne andò in altro Comune a svolgere altre mansioni. Nesti, era già responsabile facente funzione della Polizia Municipale. Laureatosi nel giugno del 1998, subito dopo il conseguimento del diploma (requisito necessario richiesto per il concorso per comandante – cosa avrebbe pensato l’On. Andreotti?), l’amministrazione comunale decise di bandire il concorso per il posto già da lungo tempo vacante.

Il differenziale di stacco fra Nesti (vincitore di concorso) e Goduto (secondo arrivato al traguardo) fu di soli 0,11 punti su 100: un valore veramente basso tale che generò vari dubbi in Goduto, che aveva già verificato altre incertezze nell’andamento delle prove.

Paolo Magnanensi
Paolo Magnanensi

Il presidente della commissione giudicatrice era la Segretaria generale del Comune dr.ssa Rosanna Madrussan che, nella discussione di un successivo dibattito in un consiglio comunale, ebbe addirittura a rispondere al consigliere Gerardo Modesto il quale garantiva la correttezza del concorso e che avrebbe assicurato personalmente con la propria responsabilità (anche patrimoniale, dunque) ogni contestazione di tipo giudiziario.

Il mancato vincitore, dott. Mauro Goduto, fece rilevare che in un verbale di una delle prove scritte di Nesti, si riportava un punteggio di 23,50, mentre invece in altri verbali della commissione, la stessa prova riportava la valutazione di 25,50: e ciò consentiva a Nesti, con quel punteggio più alto, di ottenere 2 punti di vantaggio utili a superare il dott. Goduto, tanto da arrivare a concludere il gran premio della montagna, sia pure per soli 0,11 punti nella valutazione finale.

Fu così che partì, immediato, il ricorso al Tar proposto dal dott. Goduto. E fu così che ci fu un pronunciamento, pervenuto dopo ben 10 anni, che riconosceva l’irregolarità del concorso nell’attribuzione di quel punteggio. Un punteggio giustificato, in un secondo momento, dalla Commissione esaminatrice, con strabilianti e fantasiosi chiarimenti che ingenerarono non poche perplessità anche nel Tar, come bene evidenziato nella sentenza che annullò la graduatoria del concorso per comandante, in quanto errata nella sua redazione.

Il dott. Goduto ottenne, perciò, giustizia dalla sentenza del Tar, ma non dall’amministrazione dell’epoca, poiché l’ex Sindaca Ciampolini, con un concetto di rispetto della legalità davvero sui generis, non dette séguito alla sentenza e volle ostinatamente tenere alle proprie dipendenze il comandante Nesti, nonostante il dott. Goduto avesse anche ottenuto un decreto di ottemperanza alla sentenza medesima, pervicacemente ignorata da una giunta legalitaria che si è tenuta in carica un comandante esplicitamente dichiarato illegittimo dal Tar (vedi).

Eleanna Ciampolini, Sindaco di Agliana
Eleanna Ciampolini, ex Sindaco di Agliana

Da puntualizzare che – pur vista la sentenza di un Tribunale della Repubblica Italiana e il conseguente annullamento di una graduatoria di concorso – non ci fu nemmeno una sospensione, sia pur cautelare, dall’incarico del funzionario in questione da parte della Giunta Ciampolini: ma questo deve essere un costume connaturato al dna rosso pistoiese, se ben si osserva che perfino l’Asl 3 di Abati ha continuato a dare fiumi di soldi all’Apr di Luigi Egidio Bardelli nonostante l’annullamento ex tunc delle delibere di creazione dell’azienda-disabili che di recente ha passato se stessa (ma lo poteva, non esistendo?) alla Maic-Maria Assunta in Cielo (vedi Bardelli – Sentenza Roma). E tutti zitti.

Insomma, facciamoci una domanda seria: c’è da aspettarsi davvero di tutto dalle amministrazioni democratiche della sinistra pistoiese?

[continua]

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3 thoughts on “AGLIANA, RIEPILOGANDO IL CASO NESTI/GODUTO. 1

  1. COME SI FA QUANDO LA FRITTATA È STATA FATTA?

    Qualcuno per telefono ci dice che a Agliana, in Comune, stanno piangendo per il comandante Nesti.
    «Come si fa a mandarlo via – si chiedono –, dato che ha lavorato così bene per tanti anni?».
    Stiano tranquilli. Da Mangoni in giù stiano tranquilli. Non ci sono problemi.
    Se vogliono tenersi Alessandro Nesti, lo possono tranquillamente fare.
    A due condizioni:
    1. gli levano il comando e mettono al posto giusto la persona giusta
    2. lo tengono lì facendolo pagare: a) dai commissari della commissione di concorso a partire dal presidente Mandrussan; b) dagli assessori delle Giunte Magnanensi e Ciampolini.
    Che problema c’è…?

  2. mi sembra che il comandante nesti sia diventato un fantasma..si vede poco in giro, le poche volte che si vede è sempre senza uniforme…potrebbe stare di più in giro per il paese specialmente da quando sono state acquistate due nuove auto per la polizia municipale che ora può contare su 4 auto….in un paese che si gira bene anche in bicicletta 4 auto mi sembrano troppe….

  3. A completamento dell’articolo alcune considerazioni.

    Un avvocato mi fa osservare l’incombere dell’articolo del Cp numero 388 (che segue), sperando che ad Agliana, il Codice Penale sia applicabile e non sia rinviato alla valutazione di qualche “capobastone”… non mi sorprenderei
    Saranno interessanti le iniziative del Mangoni: oggi in Comune l’aria era tranquilla, fatto che – hanno detto alcuni assessori e il Commissario – che “chi ha sbagliato pagherà”.
    Avanti ora con la Corte dei Conti.
    E i consiglieri Guercini e Pieri che ne pensano di questa ridicola vicenda? Rivedicheranno il primato della Giustizia o teranno un “basso profilo” o cos’altro, visti i commenti apparsi su La Nazione di Fragai, commissario anche ad acta. A proposito: La Nazione ha errato pesantemente: il pagamento del risarcimento non è affatto alternativo/sostitutivo del reintegro del Goduto nel ruolo – legalmente e meritatamente – dovutogli. Sono entrambi dovuti, si legga bene la sentenza.

    Dispositivo dell’art. 388 Codice Penale
    Fonti → Codice Penale → LIBRO SECONDO – Dei delitti in particolare → Titolo III – Dei delitti contro l’amministrazione della giustizia (Artt. 361-401) → Capo II – Dei delitti contro l’Autorità delle decisioni giudiziarie
    (1) Chiunque, per sottrarsi all’adempimento degli obblighi civili nascenti da una sentenza di condanna, o dei quali è in corso l’accertamento dinanzi l’Autorità giudiziaria (2), compie, sui propri o sugli altrui beni, atti simulati o fraudolenti, o commette allo stesso scopo altri fatti fraudolenti, è punito, qualora non ottemperi alla ingiunzione di eseguire la sentenza (3), con la reclusione fino a tre anni o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro.

    ALESSANDRO ROMITI

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