agliana-sperperi. ANCORA UN VEICOLO “DIMENTICATO” DALL’EX COMANDANTE NESTI

Il Comune di Agliana ha ricevuto un’altra richiesta di pagamento per più di 4700 €. Chi sborserà stavolta?
L’autofficina Ciottoli in via IV Novembre a Quarrata

AGLIANA. Nel novembre del 2012, la Polizia Municipale di Agliana sequestrò un’autovettura di un extracomunitario e tale mezzo veniva dato in custodia all’Autofficina Ciottoli Giorgio Snc, che tutt’oggi lo detiene in custodia.

Alla fine del novembre del 2018 i titolari dell’autofficina si sono rivolti alla Procura per le informazioni relative al dissequestro di quel veicolo in deposito da quattro anni.

Il titolare Massimo Ciottoli ci riferisce che in Procura ha accertato che la Polizia Municipale di Agliana aveva omesso di notificare il provvedimento di dissequestro e restituzione del mezzo disposto dal magistrato appena 12 giorni dopo il sequestro.

Il provvedimento del magistrato è stato tempestivo, ma il veicolo è stato inutilmente trattenuto in officina per ben 2.190 giorni in deposito giudiziale.

Per l’omessa notifica del provvedimento da parte della Polizia Municipale e dunque per l’inadempienza dei doveri di notifica, il comando dei vigili ha arrecato un danno alla società Ciottoli di circa 5mila euro, che si aggiungono ai precedenti 26.000 di cui vi avevamo parlato: oltre, ovviamente, alle spese legali di due avvocati, uno di parte attrice e l’altro di parte convenuta.

La vicenda vede di nuovo il Comune di Agliana citato davanti al giudice il 20 maggio prossimo per ascoltare il pronunciamento di condanna dell’amministrazione comunale che avrebbe omesso – con un’altra delle sue accuratissime e diligentissimne non-procedure – un dovere di ordinaria amministrazione in spregio del comportamento del buon padre di famiglia, pur se va osservato che, a un comando dei vigili, va richiesta la diligenza e cura non dovuta dal semplice cittadino qualunque, ma quella caratteristica dell’optimus pater familias, specie in presenza di un comandante che l’assessore Fragai aveva a suo tempo definito “ottimo”.

Dal fascicolo della Procura risulterebbe che responsabile dell’invio fu l’allora vice-comandante Sonia Caramelli, mentre non secondario pare il fatto che il dirigente responsabile del dissequestro sia stato il dottor Andrea Alessandro Nesti, che non avrebbe comunicato immediatamente all’officina Ciottoli il documento trasmessogli dalla Procura appena dodici giorno dopo al sequestro.

Visto il tempo trascorso ed essendo senz’altro inutili i tentativi di recuperare il pagamento delle spese di custodia da parte del proprietario del veicolo, un extracomunitario oramai volatilizzatosi; mentre il veicolo è ancora abbandonato nel deposito dell’officina quarratina, il titolare della stessa, considerata la trascuratezza della pubblica amministrazione, ha deciso di rivalersi sul Comune di Agliana, che a sua volta gioca il ruolo di vittima delle ripetute amnesie dell’ex-comandante Nesti.

I cittadini dovranno prepararsi a pagare, anche stavolta, questa ulteriore controversia che, senza contare le spese legali, sale da 26.000 € a 31.000 a favore dell’autofficina ciottoli, oltre agli 11.000  dell’Officina Autostrade e oltre ancora alle polizze assicurative pagate per motoscooter guasti e fermi da dieci anni, dopo aver lavorato per appena 370 km; oppure l’amministrazione comunale, saggiamente, si rivarrà – secondo le norme e regole civilistiche – sul responsabile di questi strascichi interminabili di omissioni e danni economici alla collettività?

Nelle pubbliche amministrazioni non vige mai il sacrosanto principio secondo cui chi sbaglia paga?

[alessandroromiti@linealibera.info]

Scarica e leggi Ciottoli_automezzo_sequestrato


giornalisti e verità. OLTRE IL PROCESSO DI KAFKA E FRA MAESTRI & MARGHERITE

 

NELL’OTTAVO capitolo del romanzo, Manzoni scrive: «In mezzo a questo serra serra, non possiam lasciar di fermarci un momento a fare una riflessione. Renzo, che strepitava di notte in casa altrui, che vi s’era introdotto di soppiatto, e teneva il padrone stesso assediato in una stanza, ha tutta l’apparenza d’un oppressore; eppure, alla fin de’ fatti, era l’oppresso. Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, spaventato, mentre attendeva tranquillamente a’ fatti suoi, parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso. Così va spesso il mondo… voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo».

La stessa cosa sembra accadere in quella «canonica del Pd» che pare essere il Comune di Agliana, dove gente accorre furiosamente da ogni parte e cita in giudizio il povero Mangoni, che a sua volta richiama – per doverosa transitiva contiguità – l’ex-comandante della polizia municipale.

Il quale, nel nostro caso, impersona una sorta di povero curato di campagna preso d’assalto da degli scostumati mariuoli; quello stesso comandate che dispensa esposti, querele, cause a dritta e a manca perché si sente un oppresso, mentre, in realtà, dai fatti e dai documenti, sembra profilarsi, con sempre maggiore evidenza, l’ipotesi che «era lui che faceva un sopruso» (e forse non uno soltanto).

Ma ormai, in questa sorta di surreale palcoscenico comico-grottesco, dove niente è quel che sembra, ma tutto è – al contempo – quello che è, manca solo un personaggio particolare, cinico e simpatico: manca Behemoth, il grosso gatto nero parlante, paggio e giullare di Woland il diavolo, che, in questo mondo aglianese di Comuni e Misericordie, si sdoppia in un cronista malvagio come Azazello, sicario e addetto alle intimidazioni;  e in un direttore di testata più cattivo di Abadonna stesso, il signore della guerra.

Ma la magia nera, la Cabala, può questo ed altro…

[Edoardo Bianchini]


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