agliana-sperperi. LE POLIZZE PAGATE SULLE SPALLE DEI CITTADINI

Nuova interrogazione dell’opposizione sull’operato dell’ex-comandante dei vigili
I motoscooter dello spreco

AGLIANA. Siamo ancora in attesa che il segretario generale Donatella D’Amico si pronunci sulle responsabilità circa i fatti di cui alle interrogazioni dell’opposizione, quella del binomio Luca Benesperi e Fabrizio Baroncelli, ed ecco che ne esce un’altra: nel parco macchine dei vigili di Agliana ci sono due motoscooter fermi da almeno dieci anni, che abbiamo anche fotografato dopo una richiesta di acceso al deposito.

Uno dei display segna 370 chilometri

La questione riguarda un’altra invenzione nestiana: l’ex-comandante della polizia municipale Andrea Alessandro Nesti ha lasciato i motoscooter di servizio .guasti da anni, facendoci ugualmente gravare sopra il costo della polizza di assicurazione, benché siano stati parcheggiati in deposito e siano rimasti inutilizzati.

L’altro display con 376 chilometri

Le immagini sono eloquenti: vedete la quantità di polvere che si è depositata sul telo, passato da un blu intenso a un grigio-cenere?

A prescindere dal danno economico indotto dal pagamento inutile delle polizze, ci chiediamo come sia possibile che tali mezzi – acquistati nell’epoca di monarchia di Magnanensi – siamo rimasti abbandonati da tanto tempo.

Eppure all’esame esterno sembrano integri: siamo rimasti sorpresi nel constatare come questi mezzi – ancora nuovi fiammanti – abbiano percorso solo 370 km in un caso e 376 km nell’altro: questi chilometri – ci riferiscono gli ex agenti che ben ricordano la storia – sono stati fatti per scortare il “trenino” del Giugno aglianese (all’epoca non era ancora omologato e quindi privo di targa, ma girava per le vie dell’allegra cittadina per il divertimento di grandi e piccini), oltre a usi occasionali per il Luna Park e qualche marcia della Giustizia e della Pace.

Insomma un uso ristretto al periodo estivo di ogni anno, non ammortizzato, anche per il costo relativo all’acquisto dei caschi da motociclista (uno per ogni agente per un totale circa 2.500.000 delle vecchie lire.

Oltre alla Sagra del pesce, nel paese dei balocchi di Cessnokgrad nel Giugno Aglianese c’era anche la “Sagra delle sagra delle spese inutili, pagata, ovviamente, con i soldi dei cittadini, ignari e contenti.

La polvere sui motoscooter: da blu a grigio

Questa volta cosa dirà la Procura della Corte dei Conti di via Mazzini a Firenze? E la segretaria generale D’Amico che non ha mai visto niente di questi sperperi e che nulla ricorda?


Ecco il testo dell’interrogazione trasmessa al Comune di Agliana:

OGGETTO: MOTOSCOOTER DI SERVIZIO POLIZIA MUNICIPALE INUTILIZZATI DA ANNI – MOTIVAZIONI DEL LORO MANCATO UTILIZZO – POLIZZE ASSICURATIVE RC PAGATE – RESPONSABILITÀ

Luca benesperi, consigliere di opposizione candidato Sindaco di centro destra

 

CONSIDERATO

che nel parco macchine della Polizia Municipale risultano esserci anche n. 2 motocicli inutilizzati da anni;

CONSIDERATO ALTRESÌ

che pare che tali veicoli siano guasti e fermi da circa dieci anni all’interno dei magazzini comunali;

                                     PRESO ATTO

che dalle informazioni in nostro possesso pare che su tali veicoli gravi ugualmente l’assicurazione annuale di RC sebbene non circolanti;

TUTTO CIÒ PREMESSO

Fabrizio Baroncelli Consigliere di opposizione

si chiede che il Segretario Comunale Dr.ssa Donatella D’Amico, verifichi la fondatezza della questione e fornisca UN PARERE SCRITTO CIRCA LA RESPONSABILITÀ RAVVISABILE NEI FATTI SOPRA NARRATI E A CARICO DI CHI, informando dell’avvio del procedimento disciplinare questi consiglieri, nonché di ogni altra iniziativa che intenderà avviare.

SI INTERROGANO INOLTRE IL SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE

a quando risalga l’acquisto dei 2 motoscooter, quanto furono pagati, per quali servizi venivano impiegati, in quali anni furono utilizzati e quanti chilometri hanno percorso tali veicoli;

  • da quando ne è stato dismesso il loro utilizzo e a quando risale il loro ultimo utilizzo certo e documentato;
  • per quali motivazioni oggi non vengono utilizzati;
  • se su tali mezzi risultino ad oggi, ancora gravare polizze assicurative di RC o se per tali veicoli sono state disdette e da quando;
  • quanto è stato pagato di polizze assicurative per tali mezzi dal momento del loro mancato impiego fino a oggi;
  • se il Segretario comunale era a conoscenza del mancato utilizzo di tali motocicli e delle polizze assicurative pagate su tali mezzi o, ne sia mai venuto a conoscenza;
  • che cosa intendono fare venuti a conoscenza di quanto sopra?

[alessandroromiti@linealibera.info]

Scarica il testo dell’interrogazione: Motoscooter-Agliana


giornalisti e verità. A CIASCUNO IL SUO

 

IN UNO dei tre esposti che Andrea Alessandro Nesti e sua moglie, Milva Maria Cappellini, inviarono alla Commissione di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti perché fossimo puniti, fustigati e messi alla gogna, si legge che i 70 articoli, fino ad allora scritti per illustrare l’anomalìa-Agliana (anche pochi, rispetto a 70 anni sinistri di sinistra, di cui 15 di comando Nesti), «per i loro contenuti e i loro toni, nonché per le peculiarità della diffusione on line, hanno danneggiato gravemente la mia [del Nesti – n.d.r.] reputazione personale e professionale, la mia onorabilità, la mia immagine non solo nella comunità di cui faccio parte ma anche, virtualmente, in ogni altro contesto, anche il più distante».

Poi Nesti presenta la «sua» ricostruzione dei fatti, in prima persona al maschile (io, Alessandro Nesti): ma, dopo una serie interminabile di annotazioni, tra il grottesco e il ridicolo, contro due mostri cattivissimi del giornalismo (Alessandro Romiti e chi scrive), la penna sfugge di mano al fu-comandante, che, fàttosi a un tratto donna come Tiresia, conclude l’opera d’inchiostro scrivendo «Risulta inoltre alla scrivente che il dott….» e giù una storiella fantastica su puttanate ciaccine di lavandaie da Ombrone. Prometto, però, che uno di questi giorni pubblico tutto il farneticamento che, «a un esame di tipo filologico» (come Nesti-Tiresia stesso scrive nell’esposto), somiglia maggiormente a una “mano letterata” che non al freddo formulario espressivo di un tecnico funzionario di polizia municipale.

Due osservazioni mi sembrano assai interessanti e le riporto integralmente per pubblica notizia. Nesti-Tiresia lamenta

  1. l’assoluta omissione di rettifiche nonché di tutte le notizie a me non sfavorevoli e tali da ripristinare la verità dei fatti
  2. il rifiuto della proposta, formulata verbalmente da mia moglie per il tramite di una forza politica locale, di ascoltare direttamente da lei la ricostruzione dei fatti

Meravigliosa la risposta della Commissione di Disciplina sul primo punto: ma le rettifiche gliele avete chieste o no, ai due mostri che scrivono? Nesti e Signora non sapevano che le rettifiche devono essere richieste.

Straordinario, invece, sotto il profilo della fantasia, il fatto che la moglie del Nesti avesse chiesto a «una forza politica locale, di ascoltare direttamente da lei la ricostruzione dei fatti».

Il commento, a questo proposito, ce lo faccio io e, pur standomi Di Pietro particolarmente sui «cabbasisi» (parola che Nesti non gradisce, ma che ormai fa parte della nostra cultura sicula), dico: «Ma questo, che ci azzecca?». Cosa diavolo c’entri la moglie nelle questioni del marito è un «fenomeno» solo ed esclusivamente di area aglianese: ricordo, per chiarezza, che anche la moglie del megapresidente della Misericordia Artioli, scese in campo, lancia in resta, per difendere il consorte. O forse gli uomini di Agliana sono fragili e hanno bisogno di una maestra al loro fianco?

Concludo. Nesti e signora, nell’esposto di cui sto parlando, scrivono anche che «In generale, l’intera mole di informazioni e opinioni relative alle mie [di Nesti – n.d.r.] vicende professionali mostra caratteri inconciliabili con l’articolo 1 del Testo unico: i giornalisti hanno come “obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede”»: confondono, però, la norma che riguarda il «diritto di cronaca» con il «diritto di critica» di cui all’articolo 21 della Costituzione.

Ora mi chiedo: se un “ottimo” (come lo definì Fragai) comandante, laureato e che frequenta ancora l’Università, non distingue aspetti che vedo chiaramente perfino io semplice cittadino, come si può pensare che Nesti possa districarsi con sufficiente sicurezza nell’interpretazione di norme e regole che in questo paese, grazie anche alla sinistra del popolo, sono un vero e proprio serpaio?

Ma su questo tornerò in séguito. Per ora preciso che non c’è affatto bisogno che qualcuno si rivolga a noi attraverso «forze politiche locali»: siamo troppo liberi per ascoltare estranei piuttosto che la nostra coscienza.

[Edoardo Bianchini]

Diritto di critica


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