agliana. STORIE DI SILENZI, OMISSIONI E PAGAMENTI IN ODOR DI SOSPETTO

Acquisto di servizi dichiarati come beni e ponti pericolosi lasciati a muffire con il rischio di una tragedia perché la polizia municipale non si è mossa a interdire il cavalcavia al traffico pesante
Agliana e i nodi al pettine

AGLIANA. Come tutte le “prime volte”, quella di ieri sera è stata un’esperienza indimenticabile e credeteci, sentire l’irsuto segretario dem Matteo Manetti che dichiara il suo gruppo schierato con l’opposizione è un evento da manuale della politica che nemmeno Luciano Nesti aveva sentito, neppure alle Frattocchie.

Altro “tuffo al cuore” è stata la comparsata di due assessori defragaizzati tra il pubblico: sono infatti arrivati lo (snobbato dal Guercini) candidato Pd a Sindaco Massimo Vannuccini, la Noligni e, per metà, la Luisa Tonioni: c’era infatti Aldo: che non sembravano affatto preoccupati. Loro, son fatti così, anche dopo la disfatta di Waterloo della scissione di gennaio, volevano testimoniare la piena condivisione all’incredibile scelta del gruppo dem.

Il Consiglio aveva sette interrogazioni delle quali tre con pesanti risvolti disciplinari, amministrativi e giudiziari: sul ponte pericolante dell’autostrada, sulle “gestioni associate” e sui “motorini”.

Su tutte sembrano essere esposti a serie responsabilità vari attori del Comune di Agliana: due Sindaci (Eleanna Ciampolini e Giacomo Mangoni), la responsabile della ragioneria Tiziana Bellini, la segretaria Donatella D’Amico, il Rynocommissario  e – di nuovo – il fu Comandante dei vigili Andrea Nesti, pur tutelato dal Presidente Nerozzi, con tanto di “omissis” del nome sulla convocazione del consiglio.

Partiamo dall’ultima interrogazione, quella sulla spesa di oltre 11.300 euro per l’acquisto di “beni per il Comando di Pm”, che in realtà sembra essere stata la copertura di un’indicibile spesa di “custodia e deposito” di motorini sequestrati e giacenti – perché dimenticati per quatto anni – presso Officina Autostrade di Pistoia, con la determina 60/2014 emanata dall’allora comandante dei vigili Nesti.

La cortesia del Nerozzi è però durata poco: ci ha pensato la neo Assessora Ammannati Palandri a dire – per ben due volte – il taciuto cognome dell’illegittimo (così il Consiglio di Stato) Comandante Andrea Nesti che, da quando manca il commissario dem Fragai, sembra bagnarsi a ogni goccia di rugiada.

È da questo non trascurabile particolare che si nota apprezzabilmente il cambio dell’aria che tira in Comune, dopo i toni paludati e reticenti tenuti da Fragai sulle medesime trattazioni e materie, toni con cui l’ex-assessore proteggeva il da lui definito “ottimo” comandante Nesti.

Eleanna Ciampolini

Sull’interrogazione della “gestione associata dei sevizi” abbiamo assistito a una deplorevole rinnegazione degli atti: la Anci Innovazione srl (società privata a responsabilità limitata), in liquidazione volontaria dal mese precedente della determina che – oggi si scopre – sarebbe stata cambiata in corsa divenendo Anci Toscana (associazione di comuni, di chiara natura pubblica): la prima parte del nome è la medesima, sempre roba “di casa”, ma la questione che rileva è la mail spedita dal Fragai alla signora Elena Santoro; lettera nella quale l’assessore dem impegna la dirigente a procedere all’emanazione della più illegittima spesa – approvata senza battere ciglio dalla Noligni – sulla quale viene da chiedersi una cosa: la gestione associata dei servizi non doveva servire a ridurre le spese?

E ora, passiamo al ponte autostradale di Via Matteotti: uno scandalo, viste le possibili ipotesi di strage nel caso che il ponte fosse crollato. Il ponte autostradale è rimasto fortunatamente in piedi: solo oggi è stato chiuso al traffico pesante dopo un lustro di attraversamento di carichi pericolosi.

La comunicazione della Società Autostrade era perentoria e raccomandava al Comune di provvedere all’interdizione del passaggio al traffico pesante con una raccomandata del 4 dicembre 2014, ricevuta al protocollo e acquisita dal Comandante Nesti che non risulta avere preso alcuna misura di sicurezza a tutela dell’incolumità degli automobilisti in autostrada: che hanno transitato là sotto per cinque anni inconsapevoli di trovarsi esposti al rischio di un crollo inatteso, alla maniera del ponte Morandi.

Dal Consiglio è riemersa anche la grave questione della mancanza di una “Commissione disciplinare” prevista dalla legge e mai istituita.

Ora la domanda è la solita di sempre: in un’Italia di incurie, reticenze e omissioni, si arriverà mai a individuare con chiarezza la responsabilità e a dare, come si dice, “a ciascuno il suo”?

[alessandroromiti@linealibera.info]

Leggete i documenti che seguono, con la lettera di Fragai di cui parliamo nel pezzo

Lettera Fragai
Studio omegeneità


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