AGLIANA/NESTI-GODUTO: QUANDO I DISCORSI NON TORNANO

Ripassando la lezione di Diritto Amministrativo sugli atti ufficiali del Comune. L’art. 65 del Dpr 3/1957, il divieto di cumulo di impieghi pubblici e la Corte dei Conti. E intanto sembra che l’ex-comandante Nesti abbia ottenuto l’ok per un suo trasferimento presso la Procura delle Repubblica di Pistoia
Il Sindaco Mangoni, la Segretaria D'Amico, il Presidente Nerozzi
Il Sindaco Mangoni, la Segretaria D’Amico, il Presidente Nerozzi

AGLIANA. Rileggere, ieri 15 giugno, Agliana: Nesti/Goduto & altro. Consiglio Comunale sfiancante, ha riaperto in noi una serie di considerazioni e domande che non possono non essere esaminate analiticamente e proposte ai cittadini-lettori per la loro macroscopica contraddizione in relazione a un Comune che professa, apertis verbis, di essere antesignano della più irreprensibile legalità.

Riepiloghiamo brevemente la storia:

  • Il 3 febbraio di quest’anno, con proprio parere 530, il Consiglio di Stato respinge le tesi del Comune di Agliana, e conferma l’annullamento della graduatoria di un concorso per comandante dei vigili risalente nel tempo e “vinto” dal dottor Andrea Alessandro Nesti
  • Il dottor Nesti viene pertanto rimosso dal posto di comando della polizia municipale, ma, al tempo stesso, tra il 23 febbraio 2015 e il 7 aprile 2015, è collocato in malattia («come da certificati medici prodotti», scrive il Sindaco Mangoni) e, dall’8 aprile al 13 aprile 2015, gode di congedo ordinario per ferie
  • In precedenza – e cioè in data 19 febbraio 2015 –, con determina n. 121, a firma Tiziana Bellini, il Comune di Agliana aveva deciso:

1. di reinquadrare, dal 20 febbraio 2015, il Nesti nella posizione C 2 che gli apparteneva fin da quando era stato assunto a Agliana come semplice vigile urbano
2. di «dichiarare risoluto di diritto» il suo contratto individuale di lavoro Rep. 05/2000 (sua nomina di comandante dei vigili urbani)
3. di dare atto che il rapporto di lavoro con il Comune di Agliana, però, «prosegue ed è regolato dal contratto individuale di lavoro Rep. 63/1996» (sua assunzione come vigile urbano semplice: poi vedremo con quale motivazione)
4. di dare atto che «la sottoscrizione del presente provvedimento (di reintegra in ruolo di vigile – n.d.r.) equivale anche al formale rilascio del parere favorevole di regolarità e correttezza amministrativa del medesimo» ai sensi delle normative vigenti.

Il Tirreno, 20 febbraio - Nesti-Goduto
Il Tirreno, 20 febbraio – Nesti-Goduto

Fino a questo punto, è tutto chiaro? Bene: ora torniamo al precedente punto 3, per analizzare le motivazioni secondo le quali il Comune di Agliana ha inteso asserire che Nesti è stato legittimamente reinquadrato nel suo ruolo iniziale, per cui il rapporto stesso «prosegue ed è regolato dal contratto individuale di lavoro Rep. 63/1996» (leggete: Determina Bellini – Alessandro Nesti).

La spiegazione – peraltro a nostro parere quantomeno fantasiosamente amena – di una siffatta decisione, la si ritrova in una lettera del Sindaco Mangoni che, sottolineando come il dottor Nesti è stato re-inquadrato nella «categoria C, con posizione economica C 2, inquadramento già posseduto prima del concorso in questione (da comandante dei vigili – n.d.r.)», motiva l’operato della struttura dell’ente, sostenendo che «Il Dott. Nesti rimane a tutti gli effetti dipendente del Comune, in quanto, lo stesso non ha mai sottoscritto alcuna lettera di dimissioni (da vigile semplice qual era prima – n.d.r.) poiché non necessaria, essendo già a suo tempo e prima dell’incarico di Comandante, dipendente» del Comune di Agliana.

E Mangoni – che pure è laureato (vedi Curriculum Sindaco Mangoni) – poggia i piedi e si basa su incaute dichiarazioni del Segretario Comunale, dott.ssa Donatella D’Amico, che ha scritto «in relazione all’inquadramento del Dott. Nesti in categoria C non sussistono fattispecie di reato né violazione di norme né danno erariale in quanto l’inquadramento è quello originario posseduto dallo stesso (Nesti – n.d.r.) prima del concorso (di comandante dei vigili – n.d.r.) e, pertanto…» (apri e leggi Lettera Mangoni – Alessandro Nesti).

Insomma “tutto va ben, madama la marchesa”, perché è assodato – dal parere della dottoressa D’Amico – che nella pubblica amministrazione, se non si danno le dimissioni al momento in cui si assume un impiego diverso da quello sin lì ricoperto, a dispetto dei fanti e dei santi, si mantiene aperta anche la posizione precedentemente ricoperta e goduta: vale a dire che si possono legittimamente ottenere (e mantenere) due, tre o enne rapporti di lavoro pubblici accesi e efficaci. Una bella àncora di salvezza e, inoltre, una nuova scuola giuridica di sottile interpretazione dottrinaria e giurisprudenziale, che supera perfino – e un Segretario Comunale certe norme le ha, presuntivamente, sulla punta delle dita – quel povero, misero, insulso, quasi indecente art. 65 del Dpr 3/1957, che non ci risulta essere mai stato abrogato e che ci insegnano non appena infiliamo piede in un qualsiasi ente pubblico.

Dpr 3, 1957Questo articolo 65, peraltro titolato «Divieto di cumulo di impieghi pubblici», recita:

Gli impieghi pubblici non sono cumulabili, salvo le eccezioni stabilite da leggi speciali.

I capi di ufficio, di istituti o di aziende e stabilimenti pubblici sono tenuti, sotto la loro personale responsabilità, a riferire al ministro competente, il quale ne dà notizia alla Corte dei conti, i casi di cumulo di impieghi riguardanti il dipendente personale.

L’assunzione di altro impiego nei casi in cui la legge non consente il cumulo importa di diritto la cessazione dall’impiego precedente, salva la concessione del trattamento di quiescenza eventualmente spettante, ai sensi dell’art. 125, alla data di assunzione del nuovo impiego.

Noi non siamo laureati in legge, non siamo Segretari Comunali, non siamo Sindaci, ma siamo convinti che questa norma – peraltro da sempre applicata non solo agli impiegati civili dello Stato, ma anche al resto dei pubblici uffici – tagli, come si dice, la testa al toro.

Il Comune di Agliana
Il Comune di Agliana

Ci chiediamo, dunque, come abbia potuto la dottoressa D’Amico, dare il parere prestato, e come possa dormire sonni tranquilli – insieme, peraltro, alla sua subordinata, dottoressa Bellini, e al Sindaco Mangoni con il suo Assessore al personale e alla polizia municipale – ignorando, a questo punto con piena avvertenza, che «L’assunzione di altro impiego nei casi in cui la legge non consente il cumulo importa di diritto la cessazione dall’impiego precedente» e, quindi, il fatto che il dottor Nesti (ce ne duole, ma la legge è legge), accettando il comando della polizia municipale aglianese in virtù di un atto giudicato nullo in radice, autogenerò, per se stesso, «di diritto la cessazione dall’impiego precedente»: per cui, ex tunc, sin da sùbito, perse irreversibilmente la qualità di dipendente pubblico con funzioni di vigile urbano semplice.

E, se la legge e il diritto sono logica e ragionamento logico, alcune domande sorgono spontanee e necessarie oggi più che mai:

  • come fu possibile e legittimo concedere il congedo per malattia al dottor Nesti?
  • come fu possibile e legittimo concedergli il congedo per ferie?
  • come è stato possibile e legittimo continuare a retribuirlo fino ad oggi, destinandolo pima – con la sua vicecomandante – al coordinamento del piano raccolta rifiuti alle dirette dipendenze dell’Ufficio Tecnico (salvo errori) e poi riassegnandolo al servizio vigili
  • come sarà possibile e legittimo – stando a quanto si sente dire – distaccarlo, a breve, presso la Procura della Repubblica di Pistoia in rapporto all’ipotesi di avvenuta decadenza da qualsiasi rapporto di pubblico impiego con il Comune di Agliana?

Corte dei contiA questo punto siamo convinti che la soluzione migliore sarebbe una e una soltanto, come le condizioni necessarie e sufficienti di matematica memoria: che cioè il Sindaco, il Segretario Comunale e quant’altri collegàti a loro, ai fini di tutelare sia l’Ente che se stessi, ma in primo luogo i cittadini di Agliana, ponessero, in via cautelare e di autotutela, questi stessi quesiti sia al Procuratore Capo della Repubblica di Pistoia, sia – come suggerisce lo stesso art. 65, Dpr 3/1957 – alla Procura della Corte dei Conti.

Qual è il problema se, come sostiene la dottoressa D’amico, «in relazione all’inquadramento del Dott. Nesti in categoria C non sussistono fattispecie di reato né violazione di norme né danno erariale in quanto l’inquadramento è quello originario posseduto dallo stesso prima del concorso»…?

[esercizio del diritto di cronaca e del diritto di critica, art. 21 Cost.]

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7 thoughts on “AGLIANA/NESTI-GODUTO: QUANDO I DISCORSI NON TORNANO

  1. Una situazione davvero imbarazzante, cupa, “fumosa” … (non per niente ad agliana avete l’inceneritore!!), dove sembra che si faccia di tutto affinché questa matassa sia sempre più intricata …. SPETTACOLO!!!!!!!!! Io proporrei di scrivere un copione di questa vicenda, e di mandarlo ad Hollywood, se per sbaglio si trovasse un regista ed un produttore interessato ….. altro che DALLAS o DYNASTY …. ne verrebbe una telenovella da oltre 10.000 puntate!!!! Onestamente reputo che i retroscena, e gli altarini che con il tempo si stiano scoprendo, siano degni delle più prestigiose produzioni cinematografiche. Allora la domanda nasce spontanea: perché non si vendono i diritti di autore? … sai gli introiti per il comune? Kocisse saluta tutti ….. HAUG!!!!

  2. Cari lettori,
    non lasciatevi traviare dal fatto che questo articolo non ha raccolto neppure un «mi piace».
    Alle 16:08 di oggi abbiamo accertato, dai nostri contatori interni, che il servizio aveva raccolto ben 917 letture.
    È sempre così. A Agliana – ma non solo – si ha, in buona sostanza, paura di esprimere le proprie idee e opinioni: paura di avere brutte sorprese in futuro?
    Non sarebbe meglio darsi uno scrollone e liberarsi da certi… democratici?
    Buona lettura ancora!

  3. Non mi riesce comprendere come, da parte di qualcuno, un accanimento verso i comportamenti passati, presenti e futuri, verso qualche attore, di un fatto che dura da ben oltre 15 anni, un concorso pubblico che ha leso i diritti di un cittadino.

    Faccio notare che i politici, sono stati lontani da questi accadimenti, anche se il loro comportamento è stato ed è discutibile, il Nesti è da dimostrare che sia complice di questi accadimenti.

    Gli unici responsabili, se ne stanno silenziosi, Vedi:

    La ex segretaria generale del comune di Agliana, nonché presidente della commissione, dottoressa Madrussan; il docente emerito, comandante della polizia municipale di Quarrata, Menichini; il segretario della commissione, dipendente del comune di Agliana, Dottor Jubini.

    l’unico a parlare, intervistato da “Linee Future” dal collega, Alessandro Romiti, il docente emerito della commissione, comandante della polizia municipale di Montale, Cataldo Lo Iacono, che afferma:
    ” la commissione ha agito legittimamente nel rispetto delle leggi e dei regolamenti.”

    Nessuna domanda gli è stata posta, sull’andamento della commissione, dei suoi verbali e documenti allegati.

    Del nome (chiaro conflitto di interessi) di chi, ha controllato la legittimità degli atti della commissione, dopo il ricorso di Mario Goduto.

    Spero in una risposta esaustiva.

    Pier

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