AIAS/APR. VENERDÌ 6 GIUGNO BARDELLI & C. IN REGIONE

Luigi Egidio Bardelli. Le delibere APR sono nulle
Luigi Egidio Bardelli. Le delibere APR sono nulle

PISTOIA. Tra appena tre giorni – non si sa bene dove né a che ora, ma per certo si sa – il 6 giugno, tutti in Regione, in ritiro spirituale.

Il dottor Luigi Egidio Bardelli per Apr/Bardelli; i vertici di Maic (Maria Assunta in Cielo: ma chi? Corrieri? Pancaldo? O ambedue con lo stesso vicepresidente Bardelli?); i Sindaci amici di Bardelli/ex-Aias–Apr ma anche Tvl/Tv Libera Pistoia, che, a suo tempo, favorirono Bardelli riconoscendogli lo status di rappresentante di un organismo che non esisteva (com’è stato poi sancito in ben tre occasioni dal Tribunale di Roma). Ma anche Alessandro Scarafuggi e Roberto Abati?

Giuseppe Bellandi
Giuseppe Bellandi

Sindaci amici chi? Lo sballottando Giuseppe Bellandi, primo cittadino delle Miss Italia e, forse – ma non ne abbiamo certezza assoluta – Renzo Berti, oggi paladino dei cinesi per volontà di Enrico Rossi, il derubato di 420 milioni di € a Massa con i sistemi Scajola-Renzi (non s’era mai accorto di nulla, poverino…), ma forse anche Bertinelli stesso, alla presenza, ovviamente, dello staff intero della Sanità Toscana, Marco Menchini in testa (fu lui, come ricorderete, a dare il via all’operazione 13 milioni di € a Peter Pan/Bardelli e alla sua isola che non c’era, Apr): bene, tutta questa gente (ed è una bella follettina) si riunirà in Regione Toscana, dicevamo, per… grattarsi la testa dopo le decisioni del Tribunale di Roma: cioè dopo quella sentenza che ha statuito che, di fatto e di diritto, Luigi Egidio Bardelli e il suo staff di sostenitori, non si sa né come né perché abbiano potuto – e senza che nessuna autorità andasse a controllare in alcun modo – maneggiare a piacimento e senza controllo ben 13 milioni di € della Sanità Toscana, delle tasse toscane, dei contribuenti toscani.

Alla fine tutto torna, disse una volta un saggio stalinista molto sussiegoso. Ma forse è meglio scrivere, in maniera meno sentenziosa e più modesta, che tutti i nodi tornano al pettine. E fanno male, perché i capelli tirano assai.

Per cercare di capire cosa è successo in questo nobile esempio di «casino toscano doc», siete invitati a leggere il link che segue. Riuscirete, senz’altro, a riannodare mille fili spezzati: Aias. Cosa combinano Berti e Rossi? (19 maggio 2011).

Ma per essere ancor più chiari e aiutarvi a rientrare in onda con il complesso tema, ecco in sintesi i passaggi:

  1. Immagini da La Nazione e Il Tirreno
    Immagini da La Nazione e Il Tirreno

    Luigi Egidio Bardelli – nonostante un accordo sottoscritto da Sindaco Berti, Presidente dell’Aias Nazionale Lo Trovato, Vescovo Mansueto Bianchi, Presidente della Provincia Fratoni (vedi) – sostenuto dal cattedratico Stefano Zamagni (Presidente del Terzo Settore, poi soppresso da Monti), caro a Giorgio Federighi e al di lui affine, l’avvocato Bologni di Prato (il medesimo che poi ha perso rovinosamente le cause di Roma, se non sbagliamo) – Luigi Egidio Bardelli, si diceva, nonostante la sua aura di misticismo, iniziò a fare il bimbo capriccioso e, fra febbraio e aprile 2011, pur essendo stato estromesso dall’Aias, con i suoi poteri divini (ché altrimenti non si riescono a concepire all’interno del nostro pur scalcinato ordinamento) fondò un soggetto diverso, l’Apr, che fu imposto, di fatto, a tutta la città, ovviamente afflitta da quella sindrome che Machiavelli, nella Mandragola, definirebbe icasticamente, ma assai provvidamente, come buaggine.

  2. Una volta nata l’Apr, come farla ingollare a tutti attraverso il potere del signor Rossi, quello che non si era accorto dei 420 milioni di Massa? E qui entrarono in consonanza – come due diapason – Renzo Berti e Mister President. Berti attese che la dottoressa Borgogni [* vedi nota], responsabile del Suap di Pistoia, fosse in ferie, e, con un “colpo di penna”, a lei sostituendosi attraverso una mossa extra ordinem (nessuno, infatti, a meno che non sia un santo, un comunista o un Pd, può agire arrogandosi qualità e competenze di cui non è legittimo detentore), scrisse la bella letterina con cui riconosceva a Bardelli/Apr di essere il soggetto unico legittimato a svolgere le funzioni di assistenza-disabili già Aias – e a nome dell’intera città e anche della Valdinievole di Bellandi.
  3. L'accordo dei potenti di Pistoia con Lo Trovato
    L’accordo dei potenti di Pistoia con Lo Trovato

    Il dottor Marco Menchini della Regione Toscana non batté ciglio (pur da noi richiamato a prudenza…) e appose timbro e firma, per poter portare a Rossi – sul classico cuscino di velluto rosso (in Toscana è un colore alla moda…) – il Privilegium Bardellonis (cfr. Privilegium Othonis) con cui l’Imperatore di Toscana intendeva permettersi di risolvere il problema dei conflitti fra Papato-Bardelli/Apr e Impero-Aias Nazionale). Insomma, una vera e propria diatriba di natura squisitamente medievistica fra Guelfi-catto.com toscani al potere e Ghibellini estromessi e privati del diritto di esercitare i propri (com’è stato acclarato dal Tribunale di Roma) legittimi diritti.

  4. Nel frattempo tutte le autorità pistoiesi (civili, religiose, militari, giudiziarie: ufficio delle Entrate compreso e perfino Pubblico Registro Automobilistico) hanno permesso che Bardelli – che pure ebbe un’ordinanza cautelare ad hoc da parte del Tribunale di Roma, per la quale non poteva e non doveva toccare un € dei 13 milioni che la Regione Toscana gli aveva indebitamente concesso – hanno permesso che Bardelli facesse esattamente quel che voleva, disobbedendo disinvoltamente agli ordini del magistrato: proprio lui, censore della moralità, fiancheggiato e sostenuto dai poteri cittadini e non solo. E lo dicono i fatti, non chi scrive. Bardelli poté perfino appropriarsi del codice Iva appartenente all’Aias, senza che l’Ufficio delle Entrate muovesse un dito per chiedergliene ragione. E questo non una sola volta.
  5. Nel frattempo e nonostante che tutti fossero a conoscenza di tutto (nei prossimi giorni, magari, vi ripeteremo la lezione), Bardelli non solo ha avuto, a completa e incondizionata disposizione, i 13 milioni di € promessigli senza esserne legittimato in alcun modo, ma ha ottenuto anche altre sovvenzioni dall’Asl 3, che gli ha concesso anche – e lo abbiamo scritto – 150mila € per le attività estive della Versilia, dove l’estate scorsa (2013) è stato raggiunto e omaggiato sia dal Sindaco di Massa che da quello di Carrara, ma anche da Bertinelli e dall’Assessore Tina Nuti. Anche qui siamo stati precisi nel descrivere tutte le tappe di quella che potremmo definire ironicamente una vera e propria «adorazione dei Magi».
Tutti in regione
Tutti in regione

Bene. Fermiamoci qui, almeno per ora. Il 6 giugno, tutti questi personaggi in cerca d’autore, attori di una commedia in cui si recita pirandellianamente a soggetto, dovranno trovarsi intorno a un tavolo in Regione, e la politica dovrà riconsiderare se stessa alla luce del diritto.

Quel diritto di cui la politica si riempie continuamente la bocca sotto la bandiera di una retorica difesa della legalità, che – in questo caso come in mille altri – pare la prima a essere calpestata dal potere come una vera e propria sua schiava.

[*] – «La lettera rappresenta una contestazione all’iter con cui il Comune ha inviato alla Regione la presa d’atto del riconoscimento della nuova associazione di Bardelli. La dottoressa Borgogni spiega di non essere stata in servizio nei giorni in cui questo iter si compiva. Secondo la dirigente, la nota con cui il Suap (Sportello unico attività produttive del Comune) conferma di aver ricevuto la comunicazione della nascita della nuova Associazione per la riabilitazione “non costituisce e non ha valore di atto autorizzativo, parere, nulla osta o qualunque altro atto endoprocedimentale di assenso o di giudizio tale da costituire presupposto per l’eventuale rilascio (…) di atti e provvedimenti inerenti la sfera giuridica e la titolarità di eventuali diritti in capo all’Associazione per la riabilitazione”» (vedi).

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