ALBERI DI NATALE: IN VIAGGIO PER INCONTRARE NAPOLITANO

Una delegazione di montanari pistoiesi invitata direttamente dal Quirinale bypassando Prefettura e istituzioni. In viaggio per Roma la “Zeno Colò”, le “Pettorine”, il “Comitato Recupero ammanco in Comunità Montana” e il “Crest”
Giorgio Napolitano
«Signor Presidente, ci ascolti!»

MONTAGNA. Una delegazione dei Comitati della Montagna Pistoiese è in viaggio, in questo momento, verso il Quirinale, da Re Giorgio, quello dei carri armati di Budapest, per presenziare alla consegna dell’Albero di Natale di Pistoia, e affidare, nelle mani del Presidente della Repubblica, una lettera che racchiude i sentimenti, le angosce, le paure ma anche i desideri e la ferma volontà di non arrendersi allo scientifico smantellamento del territorio montano della nostra provincia.

Emiliano Bracali, per la Zeno Colò, in difesa dell’Ospedale Lorenzo Pacini; Graziella Cimeli, per il Comitato recupero ammanco in Comunità Montana; Laura Burattini, per le pettorine “Montagna Pistoiese è qui che voglio vivere” e Flavio Ceccarelli per il Crest, presenzieranno alla cerimonia dopo essere stati direttamente invitati dal Quirinale.

Sappiamo anche che una rappresentanza ufficiale e istituzionale della Montagna farà loro compagnia.

La cosa bella e positiva è che la popolazione della Montagna, attraverso i suoi rappresentanti extra fasce tricolori ed extra ordine costituito, sarà idealmente con questi amici che portano l’inesausto desiderio di voler ancora adoperarsi per il bene comune, al di là e al di sopra delle appartenenze partitiche.

Un albero che chiede aiuto per la Montagna Pistoiese
Un albero che chiede aiuto per la Montagna Pistoiese

L’aspetto rilevante, a parer nostro, è che il Quirinale abbia tranquillamente bypassato la Prefettura e quant’altro per accogliere “il popolo”, quello vero, niente affatto umile ed accomodante.

Sappiamo benissimo che l’evento è formale: ma, talvolta, dalle piccole cose nascono quelle grandi e vogliamo credere e sperare che la Montagna tutta accompagni idealmente questi concittadini nel loro percorso.

Perché la battaglia per la Montagna non termina in questi riti ufficiali e neppure in un camion della spazzatura inutilizzabile per senescenza, indegna scusa per compiacere e prostrarsi alle politiche regionali e alle varie congreghe che fanno loro corona.

Buon viaggio, amici concittadini della Montagna! E buona fortuna!

Scarica: Lettera Presidente Napolitano – Comitati Montagna Pistoiese

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8 thoughts on “ALBERI DI NATALE: IN VIAGGIO PER INCONTRARE NAPOLITANO

  1. La battuta sui ” carri armati di Budapest” associata a Napolitano ormai la ha imparata a memoria anche il cane… non fa più effetto e non significa niente, 58 anni dopo. Casomai ci se ne fosse dimenticati, in tempi molto più recenti il delinquente pregiudicato di Arcore, anticomunista quando gli torna comodo (salvo essere amico di Putin, Nazarbaev e Lukashenko, tutti ex comunisti travestiti senza mai avere perso il vizio di essere nè dittatoriali nè repressivi) ha goduto come un pazzo per la rielezione di Napolitano, carri armati o non carri armati, Budapest o non Budapest.
    Piero

    1. Caro Piero,
      stavolta devo proprio bacchettarti sulle mani, nonostante ti stimi e ti voglia bene.
      Se è vero quello che dici, che certe cose non fanno più impressione a nessuno, mi chiedo a qual fine ci intestardiamo a ripetere il discorso sulla Resistenza e quello sul “giorno della memoria” – che non fanno più impressione a nessuno; e si vede.
      I latini ripetevano “repetita iuvant”: ripetere fa sempre bene alla salute. Ma a proposito dei carri armati di Budapest, devo raccontarti un fatto.
      Non sai, forse, che ho insegnato Letteratura Latina per sei anni a una delle due università di Perugia. E ho avuto anche allievi stranieri. Fa questi una signora, S.N., di 42 anni, sposata in Italia e con un figlio di 18 anni: ma nativa di Budapest e budapestina (bizzosa e ungàrica!) di qualche strada appena dietro al famoso e maestoso palazzo del Parlamento sul Danubio.
      Negli anni fra il 2004 e il 2008-9 (non ricordo bene) Re Giorgio fece una visita ufficiale a Budapest: ma gli ungheresi – mi diceva S.N. – erano piuttosto schifati e contrariati per la sua presenza; tanto che la polizia di Budapest dovette fare ben tre cordoni di sicurezza perché nessuno gli arrivasse a tiro e facesse pentire il nostro saggio di quel che aveva fatto e detto, anche se negli anni 50.
      Perché ci si può pentire quanto si vuole, ma delle due l’una: o certe cose non si pensano e non si fanno; o, se si sono fatte, anche se solo per errore, occorre vergognarsene per tutta la vita e non inalberarsi mai atteggiandosi a filosofi per insegnare ad altri cos’è la correttezza, l’onore e il rispetto dei diritti umani. Io, almeno, la vedo così. E forse sono manicheo, ma me ne vanto, in un mondo di “malaka” (“pappemolli” se non peggio, in greco moderno).
      Specie se poi, quando si è europarlamentari, si fa la cresta sulle risorse pubbliche come una servetta di quelle che, nella belle époque, andavano al mercato a comprare le verdure e, fregando, si facevano la pensione da sé (guarda o riguarda questo: http://www.youtube.com/watch?v=f6rD-FRHTx4).
      Ecco perché non ho niente da dire sul tuo sentire di Berlusconi, ma eccepisco su quella che, purtroppo, mi sembra un’assoluzione nei confronti di Re Giorgio. Per colpire il quale, basterebbe pensare che ha fatto senatore a vita Mario Monti: ne vuoi una peggio…?
      Lo sai che sono franco. Anche troppo. Perciò mi perdonerai…
      A presto.
      Edoardo Bianchini

  2. Certo che ti perdono, Edoardo. E’ comunque sempre un piacere leggerti, anche per apprendere particolari che non si conoscevano o ricordavano.
    Certamente, mi consentirai, tutte le volte che leggo un articolo di De Matteis in cui si parla di Napolitano,vedere che viene riportata l’allusione ai carri armati di Budapest, un pochino mi è venuto a noia. Anche perchè praticamente tutti i comunisti dell’epoca tifavano, quasi nessuno escluso, per i carri armati sovietici, a cominciare da un figuro per me veramente odioso che veniva soprannominato “Il Migliore” (alias Palmiro Togliatti per chi non lo ricordasse, quello che fra l’altro lasciò morire in carcere Gramsci perchè gli dava ombra); solo che questo quasi nessuno lo ricorda perchè il figuro di cui sopra ci ha lasciato, senza nessun rimpianto da parte mia, oltre 50 anni fa
    Un caro saluto ed auguri,
    Piero

  3. Mi intrometto sommessamente, sig. Piero: “La battuta sui ” carri armati di Budapest” associata a Napolitano ormai la ha imparata a memoria anche il cane… non fa più effetto e non significa niente, 58 anni dopo.” Ha ragione, infatti i cani l’hanno imparata, mentre gli asini e gli immemori, no. Con o senza tessera dell’ex PCI.
    Comunque, poichè siamo in clima natalizio e buonista, non userò più questa espressione; chiamero Re Giorgio Ministro degli Esteri del PCI che prendeva soldi dai nostri nemici della NATO.
    Così va bene?
    Auguri sinceri.

  4. Certo, De Matteis, alla fine va bene per Re Giorgio.
    A parte stamani che mi sono un po’ innervosito, in genere leggo ed apprezzo i Suoi articoli sui fatti della montagna, nei quali mi sento ancora coinvolto, avendo a suo tempo lavorato per quattordici anni nella fu Comunità Montana e ricordandomi ancora di moltissima gente di lassù, a cominciare dai due signori Sichi, Giuliano e Valerio, quello del lupo.
    Sinceri auguri anche da parte mia.
    Piero

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