ALESSANDRO TOMASI, STANNO TUTTI SOFFOCANDO DI RABBIA

«Già, gli intellettuali. Parliamone un poco ma solo un poco, perché gli intellettuali pistoiesi come categoria “in signo domini “ ci fanno ridere»
Alessandro Tomasi

PISTOIA. Dunque, questa elezione popolare del nuovo sindaco Alessandro Tomasi, espressione di una comunità pistoiese che non si è più riconosciuta nel vecchio sistema, non passa per il gozzo degli animalisti, progressisti, induisti, buddisti, sofisti, “pretisti” e catto comunisti. Stanno tutti soffocando di rabbia: codice bianco, nessun pericolo, secondo le disposizioni sanitarie del rosso-Rossi.

Ancor meno passa nel gozzo dei falsi laici ed intellettuali che a Pistoia abbondano come le mosche; non per niente Pistoia è la capitale della cultura 2017, per grazia di Dio e volontà della Nazione…

Già, gli intellettuali. Parliamone un poco ma solo un poco, perché gli intellettuali pistoiesi come categoria “in signo domini “ ci fanno ridere.

Sono quelli che si autonominano e si autocertificano perché il Comune, fino ad oggi, ha consentito loro di poterlo fare attraverso pubblicazioni “patrocinate”, manifestazioni “assistite” ciarpame librario edito e spettacoli da “tre palle un soldo”. Se queste manifestazioni da avanspettacolo non hanno prodotto elettoralmente voti alla passata amministrazione, un perché ci dovrà pure essere.

Eppure, quasi come scoppio finale dei fuochi d’artificio a sostegno del Berti-nullam, quello che non accetta di perdere e dichiara di non volersi neppure ripresentare “per onore di firma” al primo consiglio comunale del 14 luglio p.v., era stato pubblicato sulla stampa , un appello di “intellettuali” i cui nomi non vi proponiamo perché siamo settari, ma soprattutto amici sinceri di alcuni dei firmatari, con la quale si presumeva di smuovere le coscienze critiche, intelligenti e superiori di una sinistra che di intelligente e superiore ha solo la badogliana fuga del suo leader maximus, il Sig. Bertinelli.

Ve la ricordate la lista degli intellettuali cialtroni e barboni contro il Commissario Calabresi? Oppure, andando a ritroso, la quasi unanime adesione degli intellettuali al Fascismo-Regime (da non confondere con il Fascismo-movimento)?

Se volessimo essere dei Maramaldo, potremmo dire che il Ferrucci-Bertinelli passerà alla storia politica pistoiese come l’uomo che per vanità e poca intelligenza politica si porterà addosso il marchio del trombato politico (avvocato, stia calmo, sto parlando del Bertinelli!), dello sconfitto politico dopo settanta anni di ribalderie politiche dei suoi ex compagni, dalle Breda al Bilancino (invaso a noi vicino ed a noi necessario…).

Niente a che fare con il famoso finale del Capitano paracadutista Gino Bonola, recluso a Coltano, che, oggettivamente, e chiedo scusa per l’irriverente accostamento, davanti a questi “ominicchi” un poco stona ma che qualcuno, forse, comprenderà:

“E se la morte che t’è d’accanto
Ti vorrà in cielo, dall’infinito
S’udrà più forte, s’udrà più santo:
Non ho tradito!”

Capito, Samuele Bertinelli? Per la storia politica di Pistoia sei diventato un “ecce homo”…

Se vale il “parce sepulto”, così sia.

Adesso siamo tutti curiosi di sapere come questi “intellettuali” si riposizioneranno; non comprendendo che l’unica cosa certa è la morte e pensando di poterla magari vincere, attenderanno.

Conosciamo i nomi di questa allegra brigata; sono quasi tutti vecchi come chi scrive, ma pensano di sopravvivere; peccato per loro che gli americani, gli inglesi e soprattutto i marocchini sono in altre faccende affaccendati.

Non arriveranno a salvarli di nuovo.

Adesso tocca ai “nuovi venuti”, una giovane generazione alla quale auguriamo di non dimenticare donde vengono e dove proiettare i sogni dei loro coetanei.

In indisponibile accettazione di “valori non negoziabili.”

Noi, per solo ed esclusivo ordine di testimonianza, staremo vigili e, a Dio piacendo, primi a criticare e denunciare.

Perché siamo e saremo i vostri primi censori.

Anche se…

[Felice De Matteis]

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