alia & inceneritore. PRESI CON LE DITA NELLA MARMELLATA?

Con Alia faremo questa fine?

PIANA. Le maggioranze piddìne dei Comuni di Agliana, Quarrata e Montale adesso gonfiano il petto e fanno orgogliose rivendicazioni di saggezza e lungimiranza politica, per avere rettificato il famigerato articolo 11.2 dei patti parasociali aggiustato con una inutile specificazione che niente risolve in termini di controllo dell’unico impianto di incenerimento della Piana.

È infatti crescente la consapevolezza che l’ ecomostro di Case Passerini, è sempre più ragionevolmente destinato all’accantonamento definitivo.

Le opposizioni, avevano denunciato la pesante ipoteca della clausola contrattuale che sarebbe stata un capestro per i tre comuni, impegnando la Cis spa a cedere l’impianto di incenerimento di via Tobagi alla prima richiesta formale di Alia, e ciò senza battere ciglio: oggi, dopo varie commissioni ambiente e tre Consigli comunali, la clausola ha avuto una apparente, diversa espressione che non cambia affatto il risultato sostanziale dell’obbligazione, restando il “pallino decisionale” in mano del P[artito] D[ominante].

Questa riformulazione della clausola al contestato articolo 11.2 vede spostata la decisione dalla società Cis (di proprietà dei tre Comuni) alla deliberazione dei tre consigli comunali proprietari formali dell’impianto, risultando una predicazione surrettizia e sostanzialmente invariata ai fini di una eventuale cessione.

Foto aerea dell’inceneritore di Montale

Si legga meglio la proposizione cifrata nell’articolo, secondo la rivisitazione delle maggioranze: Le Parti concordano che ogni decisione in ordine al destino dell’impianto di incenerimento di Montale, non rientrante nei conferimenti collegati alla fusione, è di esclusiva competenza dei Comuni di Agliana, Montale e Quarrata, soci di Cis spa, proprietaria dell’impianto.

Grave che tale importante emendamento sia stato eseguito solo a seguito di una contestazione e rigorosa protesta delle opposizioni: i Comuni proprietari del Cis, non hanno fior di dirigenti profumatamente pagati (come lo è ad esempio la dott.ssa Donatella D’Amico, peraltro posta a scavalco di Agliana e Montale)? E questi burocrati, non avevano letto i patti parasociali; li avevano letti superficialmente o cosa altro?

Se l’argomento descritto nell’articolo 11.2 aveva scarsa rilevanza pratica, per quale motivo è stato ritenuto di modificarlo, esponendo le maggioranze a farsi trovare con le “dita nella marmellata”? E cosa sarebbe successo se i consiglieri di opposizione non avessero attuato una più accorta lettura del testo di costituzione della newco Alia?

Edoardo Franceschi sapeva della specificazione riportata mentendo alla Commissione Ambiente tenuta ad Agliana in dicembre o era ignaro e quindi la sua menzogna era indotta dall’ignoranza degli atti? In quest’ultima ipotesi si riconosce incompetente o svogliato? Per quale motivo non ha ancora inviato una sua specifica nota-stampa di commento alla vicenda? Noi gliela abbiamo chiesta.

Su tutto questo, mentre l’Assessore Logli di Montale si compiace di “avere eliminato ogni equivoco”, si impone il silenzio di Rino Fragai, che non ha mai fatto parola. Nessuno ci spiega la completa mancanza di amministratori del Cis nel board di Alia? Un dettaglio per niente secondario, vista la portata strategica e unica dell’impianto di incenerimento di Montale.

[Alessandro Romiti]

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One thought on “alia & inceneritore. PRESI CON LE DITA NELLA MARMELLATA?

  1. Partiti, Movimenti, associazioni, comitati, tutti cercano consensi propri, poi quelli dei cittadini.
    Maggioranze, opposizioni stesso problema, non sanno chi sono. In maggioranza conservatori(del proprio) adottano una strategia e le tattiche conseguenti frutto di analisi commissionate a loro uso e consumo. La modifica dell’articolo 11.2 dei patti parasociali “doveva” essere non interpretabile: Non cederemo mai l’azienda CIS spa e la gestione ne tantomeno il controllo e sarà chiusa nel 2023. Abbiamo fatto confluire in AILA spa, solo il CIS srl, per questo, abbiamo ricevuto delle azioni di scarso valore decisivo e nessun rappresentante nel consiglio di amministrazione.
    La strategia per la chiusura dell’inceneritore nel 2023 è sbagliata, non mette con le spalle al muro senza vie d’uscita chi dice di essere d’accordo alla chiusura ma, con tanti se e tanti ma … Prendiamo l’indagine epidemiologica, è stata semplicemente chiesta, doveva essere indicata una precisa strada che evitasse le scappatoie di farla durare anni senza conclusioni certe, in una così difficile materia dove le cause sono molteplici.
    Bisogna rispettare chi si confronta con noi se vogliamo essere ascoltati, non si cercano colpevoli si devono cercare soluzioni, per i colpevoli sarà la Magistratura ad interessarsene. Ricordo e forse qualcuno ricorda che, oltre dieci anni fa in Legambiente Agliana affermai: “ Con la differenziata al 70%, rendiamo inutile incenerire, possiamo riconvertire l’azienda al porta a porta (la Recoplast fatta fallire) era la strada indicata da Capannori e da Comuni del Nord, oggi loro sono al 95% di differenziata (da noi diminuisce), attuando la “tariffa puntuale” che premia con bassi costi e punisce chi non differenzia da loro chiamato ”secco”.
    Una sola voce, in consiglio comunale ad Agliana si è levata per porre il problema, quella di Maurizio Ciottoli dei “F.lli D’Italia”: Dite che siete tutti d’accordo a chiudere nel 2023 l’inceneritore, ma non dite oggi cosa farete prima del 2023. Aggiungo che non è completamento vero, qualcuno ha accennato di progettare la riconversione affidandola al CIS spa, come dire, uccidi la gallina dalle uova d’oro(per alcuni) pagate da noi cittadini compresi i danni da loro causati nel perseverare l’incenerimento.
    Pier Vittorio Porciatti

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