ALICE GIAMPAOLI E LA “SUA” CAMPAGNA ELETTORALE

Alice Giampaoli
Alice Giampaoli

PISTOIA. In un comunicato Alice Giampaoli, candidata Pd alle regionali per la circoscrizione di Pistoia, “dà conto” del bilancio preventivo delle sue spese elettorali ed evidenzia da dove derivano i contribuiti che ha utilizzato:

Così come anticipato nelle scorse settimane, prima del voto di domenica prossima intendo dare conto alla cittadinanza delle entrate e delle uscite della mia campagna elettorale, per la quale prevedo di spendere circa 11.000 euro.

Una parte delle entrate deriva da fondi propri (5.500 €), un’altra da fondi di mio padre e di mia madre (5.000 €); infine, circa 200 €, da eventi di autofinanziamento.

Una campagna, quindi, interamente finanziata senza coinvolgere aziende o grandi finanziatori privati, ma sostenuta esclusivamente da fondi familiari e piccoli contributi di autofinanziamento popolare.

La mia è stata una scelta precisa: ho voluto che la mia candidatura non risentisse di influenze esterne perché questa nasce dalla volontà di mettersi davvero a servizio della nostra comunità.

Questo approccio ha coinvolto tante persone che hanno creduto in me e donato il loro tempo per darmi una mano, con puro spirito di servizio.

Non smetterò mai di ringraziarle: è questa la politica che voglio promuovere.

Relativamente alle spese, poi, tengo a precisare che non abbiamo aperto comitati, ma ci siamo concentrati sulla diffusione del nostro messaggio politico direttamente alle persone, tramite comunicazione sui mass media, ai mercati cittadini, casa per casa.

Prevedo, dunque, di spendere 2300 € per le stampe del materiale di propaganda, 3.500 € per la distribuzione di tale materiale (nelle case e tramite trasmissioni radiotelevisive), 700 € per l’organizzazione di eventi e manifestazioni e circa 3.800 € per le professionalità che hanno lavorato a più titoli per la campagna.

Presenteremo poi, a norma di legge e nei tempi dovuti, il bilancio consuntivo; tuttavia, dare conto della previsione di spesa ci sembra un elemento di trasparenza fondamentale.

Quando si chiede il voto dei cittadini per rappresentarli, è giusto far sapere tutto, non solo le idee e le proposte che si intende promuovere una volta eletti.

[a.g.]

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POISON À LA MAIN…

 

Poison à la main...
Poison à la main…

LE COSE, veleno alla mano, non sono mai quelle che sembrano. E noi che facciamo questo brutto mestiere – utile a tutti, ma inviso a tutti e da tutti, alla fine, malvisto –, dobbiamo stare sempre dalla parte della diffidenza.

Credere, come fanno i più, anche fra noi giornalisti, che i politici ci raccontino la verità con il Quore in mano, è – permettete – una emerita “coglionata galattica”, tanto per coniare un neologismo fantozziano.

I candidati – tutti i candidati a prescindere – raccontano, come dinanzi al giudice in tribunale, quello che vogliono e che interessa loro dire per i loro fini e scopi particulari.

Torno a ripetere, per l’ennesima volta, che la lingua non sbaglia e non inganna; e che lascia intravedere, a chi sa leggere oltre la sua facciata, il cosiddetto retropensiero.

L’Alice, qui, ha acceso il proprio turibolo e s’incensa. Fa bene, perché può e perché deve così: dal suo punto di vista. Ma non lasciamoci abbagliare, per favore, dai sorrisi. Rileggiamo, invece, attentamente questi passaggi:

  • Una campagna, quindi, interamente finanziata senza coinvolgere aziende o grandi finanziatori privati, ma sostenuta esclusivamente da fondi familiari e piccoli contributi di autofinanziamento popolare
  • ho voluto che la mia candidatura non risentisse di influenze esterne perché questa nasce dalla volontà di mettersi davvero a servizio della nostra comunità

Cosa intenderà, l’Alice, con «aziende o grandi finanziatori privati»? E con «fondi familiari e piccoli contributi di autofinanziamento popolare»? A chi sta pensando? A chi ammicca? Contro chi, soprattutto?

E quando asserisce di aver voluto che la sua «candidatura non risentisse di influenze esterne perché questa (la candidatura – n.d.r.) nasce dalla volontà di mettersi davvero a servizio della nostra comunità», cosa avrà voluto dire? A cosa avrà voluto alludere non astrattamente, ma in concreto e nella realtà fattuale della sua diretta esperienza di candidata?

Vuole, forse, sostenere la propria “purezza & passione” a contrasto e differenza della vocazione menzognera di altri candidati che pensano solo a raggiungere il potere per il potere, costi quello che costi, anche se ciò costa il dover obbedire a «aziende o grandi finanziatori privati» che pretendono, in un secondo tempo, che le loro richieste (spesso oblique e massoniche) vangano comunque soddisfatte dal politico eletto? E a chi si riferisce, l’Alice, in concreto, dei suoi “colleghi”, amici e/o antagonisti?

Niente è mai quello che appare. Sui nomi da mettere in elenco nella mente di Alice, poi, ci sarebbe da accettare scommesse…

Edoardo Bianchini

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