allarme diserbanti. AGOSTO, GLIFOSATE MIO NON TI CONOSCO!

Giovedì scorso ricche irrorazioni di diserbanti a “tutto campo” nel Pistoiese e l’intervento dello Spill dell’Asl e della polizia municipale. Cosa è successo davvero? Si può sapere in modo trasparente, chiaro e univoco?
Diserbanti e pesticidi serviti sotto casa in autobotte

PISTOIA PIANA. Torniamo a occuparci dell’inesauribile questione dei fitofarmaci in agricoltura o diserbanti o pesticidi, in un parola più tecnica, del temuto glifosate (il principio attivo che stermina le gramigne infestanti) e avvelena i cittadini inconsapevoli.

Alcuni residenti delle Casenuove di Masiano ci riferiscono di aver avvistato nella mattina del 22 agosto, tra le 9:30 e le 13, ben tre macchine dell’Asl Centro con a bordo una decina di ispettori e una volante della polizia municipale di Pistoia che giravano, in lungo e in largo, tra i vivai della zona di via di Loreto. Un miracolo in corso?

I residenti ci riferiscono che nella zona erano in corso trattamenti di diserbo senza il rispetto delle dovute distanze di sicurezza per la tutela della salute, tanto che qualcuno non sopportando l’odore acre esalato nell’aria dagli irrogatori, aveva chiesto direttamente l’intervento alla locale Polizia Municipale. L’Usl oggi conferma e minimizza: ci sarebbe stato un intervento di ordinario “controllo” del territorio, ma sugli esiti, non si può dir niente.

Questi trattamenti – ci riferiscono i cittadini molto arrabbiati – venivano effettuati senza che fossero rispettate le distanze di sicurezza da strade pubbliche e abitazioni e senza che l’area oggetto del diserbo fosse opportunamente segnalata.

Inoltre senza l’ausilio di mezzi idonei per contenere la diffusione in aria del diserbo, mettendo a rischio la salute non solo dei lavoratori che erano impegnati nei terreni adiacenti, ma anche quella dei residenti e di coloro che – per loro disgrazia – si trovavano a passare nelle vicinanze.

L’Usl Centro, ci pare di capire, ha due “servizi” coinvolti: lo “Spill” (Prevenzione infortuni luoghi lavoro) e l’Igiene Pubblica; il primo al piano terzo e il l’altro sottostante, ma che però non sembrano operare in modo coordinato, tenendo posizione distinta alle due due diverse competenze, intrecciate negli effetti deleteri alla salute pubblica.

Ai dirigenti dei servizi (Massimo Selmi e Paola Picciolli) sembra non piacere “l’armonizzazione integrata” dei due servizi che sarebbe utile per svolgere al meglio la funzione di preminente tutela della salute pubblica in genere.

Speriamo di essere smentiti con delle iniziative di maggiore repressione delle frodi – diffusamente operate da vivaisti senza scrupoli – magari ciò su impulso del direttore del Dip. Prevenzione, Renzo Berti, tanto bravo ed efficiente a perseguire gli asiatici impegnati nel macrolotto pratese nelle attività illegali di maglieria, senza inquinamento di acqua e aria, però.

L’ingegnere Massimo Selmi dirigente del Dipartimento Spill

Insomma i vivaisti farebbero un uso davvero sconsiderato dei pesticidi, certamente ai danni dei residenti, esposti alle irrorazioni di venefico aerosol, incolpevolmente.

La zona di Pistoia è inoltre segnalata per la presenza di pozzi privati che forniscono acqua a uso potabile e che potrebbero esser stati inquinati dai principi attivi dei veleni irrorati: la questione è balzata alla ribalta grazie a un recente format nazionale (Report, su Rai 3) che ha messo a nudo anche l’ignoranza tecnica della assessore regionale Federica Fratoni, caduta in contraddizione sulle questione delle terme, pozzi e inquinanti: ma non solo.

Casi come questo (di mala-irrorazione) non sono esclusivi di Masiano. Ci sono stati infatti segnalati anche da altri Comuni della piana, più precisamente Quarrata, Agliana e Serravalle, grazie alle doglianze riferite alle associazioni ambientaliste che ci hanno dirottato delle ulteriori denunce di pessimo uso dei diserbanti; e chi scrive li conosce direttamente, per una frequentazione regolare dei vivai.

Effetto diserbanti sulla vegetazione

In questo stato di “generale emergenza mondiale” (l’Austria ha detto “no” al glifosate di recente) la direzione dell’attività di controllo e di tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori, in carico al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl, è stata molto assente (o latitante, scegliete voi); probabilmente a causa di un patto (segreto?) che i dirigenti di struttura hanno stretto con il Pd Rossi-Fratoni, sfacciatamente pro-pesticidi (o pro-vivaisti, così ci è sembrato di capire dalle dichiarazioni rassicuranti della Fratoni, rese nelle assemblee pubbliche in materia). Il Pd, lo sappiamo tutti, è prossimo al redde rationem con le elezioni regionali del 2020; un incubo per Rossi e compari/compagni, e i vivaisti sono un bel vivaio di consensi.

Venerdì 23 abbiamo chiamato il servizio Spill Usl Centro, diretto dall’Ing. Selmi: ma lui, non c’era. Né lui né la dott.ssa Genovese e nemmeno il tecnico Barabani, che sarebbero stati segnalati come alcuni degli ispettori preposti al controllo dei fitofarmaci e spediti nella task force.

Una squadra, questa, che si occupa della vigilanza dei luoghi di lavoro e quindi anche dei vivai, che in questi giorni vedono una forte recrudescenza di traffico delle botti carrellate, ma dalle quali non sorga del buon vino: ben altro, direbbe Veltroni, trattandosi del detestato e pericoloso glifosate.

Nei vivai del bacino “Cava Briganti” di Agliana sono  da sempre impiegati i diserbanti. Lo sapevano all’Asl Centro?

L’ing. Selmi è il dirigente pubblico – più uguale degli altri? – che sembra noto per degli anomali parcheggi, che attualmente si trova in congedo: si chiamano così le ferie dei dipendenti pubblici.

L’ingegnere aveva o no – è una domanda a lui diretta – dato impulso con “alto profilo” a procedere di accurati controlli in caso di segnalazioni da parte di cittadini?

Sarà un caso che i controlli siano potuti partire proprio in sua assenza o è colpa del murphysmo che ha salvato e condannato tanti dalle “combinazioni casuali”?

La responsabile della segreteria ci ha consigliato di chiamare lunedì e di rivolgerci all’ufficio stampa dell’Usl: lo faremo sicuramente, anche per come sappiamo che esso è accuratamente diretto, con spirito dirigistico di controllo, dalla signora Daniela Ponticelli che una volta – ma oggi non più – dirigeva sé stessa e solo se stessa e per questo, ovviamente, percepiva pure il compenso per una Posizione Organizzativa che, in séguito, si è scoperto essere uno stipendio premiale per la sua veste di “portavoce del direttore generale Roberto Abati” – servizio che ha svolto, in perfetta incompatibilità, per molti anni e senza essere disturbata da nessuno, anzi; con l’assoluta copertura da parte dei legalitari compagni dell’Asl e del rosso-Rossi (chi è curioso legga questa sentenza della Corte dei Conti).

Daniela ponticelli, responsabile ufficio stampa Asl Toscana Centro

Ci dispiace per la dott.ssa Genovese che sostituisce il capoufficio ing. Selmi durante il congedo feriale, ma noi non possiamo farci filtrare da un ufficio stampa di regime diretto da Daniela Ponticelli: l’argomento è hot e urgente!

Non può essere trattato con prudenza e correttezza (sopratutto se politica), e nemmeno può avere i “bassi profili” che sono stati tenuti su altri capitoli di rilevante inquinamento del territorio e non solo dall’Arpat, Usl 3, 4 (e /o Centro), ma dal sistema intero dei controlli.

Ricordiamo, che tutti i cittadini hanno diritto alla tutela della salute e anche le altre zone dovrebbero essere controllate nel rispetto delle normative di prevenzione. Invochiamo pertanto le strutture pubbliche affinché provvedano con maggiore efficienza al controllo del fenomeno, con efficacia, ovvero con il rispetto delle regole (quella delle distanze da case e bacini è sistematicamente violata: lo sapevate in Asl Centro?).

Due domande, anzi tre, anzi quattro restano da porre al Capo Dipartimento prevenzione e dirigenti dell’Asl Centro, per le quali vogliamo avere pronta risposta:

  • l’Assessore Fratoni viene sempre con cadenza settimanale a fare una “visita” in via Matteotti? E se sì, che cosa dispone?

  • È vero che sussiste in qualche cassetto un progetto di revisione del “Pan” (Piano Azione Nazionale per uso prodotti fitosanitari)?

  • Ci proteggono dai pericoli della realtà

    Dobbiamo formalizzare una richiesta di risposta a Daniela Ponticelli sapendo che eserciterà il potere discrezionale della censura politica, o provvedete voi – debitamente – ai chiarimenti sulle questioni scaturite dai fatti del 22 scorso?

  • Esiste una mappatura dei “pozzi privati” che possono correre il rischio di essere contaminati dall’uso dei pesticidi? E, in caso affermativo, i cittadini residenti, sono stati informati del rischio potenzialmente correlabile all’uso di detta acqua per l’alimentazione umana?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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