ALL’ASSEMBLEA DEI VIVAISTI NUOVI PASSI VERSO IL LABORATORIO DI AUTOCONTROLLO FITOSANITARIO

Il progetto d’investimento in una struttura privata per l’autocontrollo fitosanitario nel Distretto vivaistico di Pistoia presentato all’assemblea del 12 dicembre dell’Associazione Vivaisti Italiani (AVI). Intervenuti a spiegarne le ragioni il georgofilo Riccardo Russu, ex direttore del Servizio Fitosanitario Regionale, e Pio Federico Roversi, direttore del Crea Difesa e Controllo

Assemblea Avi, sala quasi affollata

PISTOIA. La normativa europea sulla protezione delle piante e la riforma del sistema fitosanitario nazionale rendono l’investimento in un laboratorio privato di autocontrollo fitosanitario quasi indispensabile per i vivaisti del Distretto Vivaistico-Ornamentale di Pistoia. E la sua presenza sarebbe un forte vantaggio competitivo per il Distretto, probabilmente più efficace per l’immagine delle piante pistoiesi di qualunque altra certificazione.

È quanto emerso il 12 dicembre a Pistoia all’assemblea di fine anno dell’Associazione Vivaisti Italiani (AVI), soggetto referente del Distretto Vivaistico-Ornamentale. Assemblea durante la quale è stato approvato all’unanimità il bilancio preventivo del 2023 e il presidente Luca Magazzini ha riepilogato il lavoro svolto nel 2022, riservando un ampio focus appunto al progetto di investimento per la creazione di un laboratorio di autocontrollo fitosanitario privato nel distretto, a cui AVI sta lavorando da alcuni mesi nel contesto di un protocollo d’intesa recentemente rinnovato con l’Accademia dei Georgofili e in collaborazione con il CREA. Su questo investimento potrebbero essere convogliate richieste di cofinanziamento pubblico nell’ambito di bandi come quello in arrivo sui contratti di distretto del PNRR.

Per illustrare le motivazioni scientifiche e non solo del progetto, sono stati invitati a parlarne a margine dell’assemblea di AVI l’accademico dei Georgofili Riccardo Russu, già direttore del Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) della Toscana, e Pio Federico Roversi, direttore nazionale del Centro di Ricerca Difesa e Controllo del CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria) e referente per l’Istituto nazionale di riferimento per la protezione delle piante.

Ferrini e Magazzini

Nei loro interventi hanno spiegato che, in estrema sintesi, i regolamenti europei in materia fitosanitaria hanno reso gli operatori professionali sempre più responsabili dello stato di salute delle piante e, come stabilito dalla riforma del sistema fitosanitario dell’anno scorso (D.lgs n. 19 del 2 febbraio 2021), lo stato di salute deve essere attestato da laboratori riconosciuti dal Servizio Fitosanitario Nazionale (SFN) come idonei a svolgere analisi non ufficiali su richiesta delle aziende.

D’altra parte il sistema pubblico costituito dai Servizi Fitosanitari Regionali non ce la fa da solo a controllare l’enorme quantità di materiale vegetale che arriva nei punti di ingresso del nostro Paese, e nel frattempo però le minacce fitosanitarie da organismi nocivi come la Xylella sono sempre in agguato. Quindi sarebbe davvero auspicabile un laboratorio fitosanitario autogestito dai vivaisti in grado di rispondere alle esigenze distrettuali.

Nella sua relazione il presidente di AVI Luca Magazzini, dopo aver ringraziato il presidente del Distretto vivaistico-ornamentale Francesco Ferrini per «il coinvolgimento con cui ha svolto il suo incarico», ha detto sul progetto di laboratorio di autocontrollo che «ci sono le condizioni per realizzarlo e rafforzare così sulla difesa fitosanitaria per i vivai» e che questo «agirebbe sulla qualità delle produzioni pistoiesi anche nei confronti di Paesi concorrenti».

Magazzini ha fatto sapere che a questo proposito sono d’accordo tutti i presidenti delle tre associazioni di categoria agricole pistoiesi e ha osservato che conviene a tutti i vivaisti, grandi e piccoli, perché, per inquadrare il tipo di rischio, se, ad esempio, il tarlo asiatico, che è stato rapidamente debellato da Pistoia, si fosse diffuso in certe zone del distretto poi «si sarebbero dovute immobilizzare intere aree di produzione». Inoltre ha precisato all’indirizzo delle aziende vivaistiche più piccole che l’investimento sul laboratorio sarà ovviamente ripartito fra le imprese in maniera proporzionale alle dimensioni aziendali con criteri precisi e in modo trasparente.

Roversi

Luca Magazzini ha messo in evidenza anche altre delle attività di AVI a supporto del Distretto nel corso del 2022. Fra queste, gli incontri con i dirigenti dell’Asl «per dare seguito al percorso volto a migliorare sia da parte dell’Asl che da parte nostra le modalità di vigilanza sulla sicurezza e i rischi dei lavoratori nei vivai» – che sono sostanzialmente limitati alla fase dei «trattamenti, quasi sempre obbligatori, per la protezione delle piante» – con la ricerca di «sempre nuove soluzioni».

Ma anche la ricerca di tecnologie dirette a incrementare la sostenibilità e circolarità della produzione, testimoniata dall’arrivo di nuovi sponsor, e l’esplorazione di varie strade per migliorare la gestione idrica, come ad esempio l’ipotesi di utilizzo delle acque reflue depurate per l’irrigazione nei vivai, che consentirebbe di gravare molto meno sulle falde. E infine il percorso avviato per un progetto insieme al Distretto forestale della Montagna Pistoiese con cui partecipare all’imminente bando del PNRR sui contratti di distretto, che consentirà di investire in primo luogo in energie rinnovabili, ma anche in innovazione e promozione.

Il presidente del Distretto Francesco Ferrini ha affermato che, anche se quest’anno l’andamento di mercato è andato meno bene, resta fermo il fatto che dopo tanti anni «si è compresa la strategicità delle produzioni vivaistiche, che sono diventate una produzione primaria». «Quest’anno – ha chiosato – ho partecipato a circa 70 conferenze più o meno tutte legate al verde e al suo ruolo». Ferrini ha tra l’altro osservato che nell’attività vivaistica c’è già molta economia circolare e di più ce ne sarà in futuro.

E ha poi sottolineato che, anche se la cittadinanza sembra non comprendere appieno gli sforzi dei vivaisti verso la sostenibilità, «fino alla fase in cui le piante sono in coltivazione nel vivaio la produzione vivaistica ha un impatto positivo sull’ambiente; solo dal momento in cui escono dai vivai per essere vendute può diventare, per problemi legati ai trasporti, un’attività a impatto negativo».

La sala

Consenso unanime per il progetto di struttura per l’autocontrollo da parte degli esponenti istituzionali presenti all’assemblea di AVI che sono intervenuti sull’argomento. «Questo è un tema pre-competitivo che deve coinvolgere tutte le aziende perché così costa meno – ha detto il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi –. Ricordiamoci che il tarlo asiatico è costato 1,5 milioni di euro».

«Dalla riunione emerge una visione compiuta delle esigenze del vivaismo – ha detto la consigliera regionale Federica Fratoni —. Il laboratorio mi sembra strategico e qui sorge anche la suggestione di abbinarvi un marchio sulle piante». Per Fratoni sul vivaismo è riduttivo accontentarsi di candidature a singoli bandi e bisognerebbe fare dei «ragionamenti strategici». Positiva sul laboratorio anche la collega in Consiglio regionale Luciana Bartolini, per la quale significherebbe «miglior sicurezza e vantaggi per l’economia, perché un marchio potrebbe essere una ciliegina sulla torta».

Bartolini ha reso noto che sta interloquendo con il ministero delle infrastrutture sulla questione dell’asse dei vivai. Mentre il consigliere regionale Marco Niccolai ha evidenziato che ci troviamo a una svolta nel settore agricolo, a seguito dell’approvazione della Commissione Europea del Piano nazionale sulla Pac e dell’avvio da gennaio della nuova programmazione: «cambierà la nomenclatura e non si parlerà più di PSR, arriveranno in tutto 750 milioni di euro, tutti come cofinanziamenti». Il vicepresidente della Provincia di Pistoia Gabriele Giacomelli ha detto: «nei limiti delle nostre competenze saremo a disposizione» accanto ai Comuni del Distretto.

Sì al bilancio preventivo 2023 e conferma di Paola Fanti

Paola Fanti, revisore dei conti, ha illustrato il bilancio preventivo di cassa del 2023, che prevede 130.500 € di entrate e uscite (mirando al pareggio) e non registra significative novità, poiché le entrate attese il prossimo anno, sia tramite le quote associative che attraverso le sponsorizzazioni, restano sostanzialmente le stesse del 2021.

Il bilancio è stato approvato all’unanimità dai presenti in assemblea Voto favorevole unanime ha ricevuto anche la proposta di conferma di Paola Fanti al ruolo di revisore dei conti per il prossimo triennio.

[sandiford— avi]

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