alle fronde dei salici. NON BASTA UNA ENNE IN “INPIEGATO” PER MOSTRARE L’INDECENZA DEI TEMPI CHE STIAMO VIVENDO GRAZIE AL PD

È dal tempo della presa di potere della sinistra contro ogni regola democratica (Mani Pulite per modo di dire: la giustizia pro dittatura) che l’Italia non quadra più da nessun punto di vista


Fontana, Bergoglio lascialo al suo posto che sta già bene per conto suo


CHI NON SA SCRIVERE, CHI NON VUOL LEGGERE

PER RIPARTIRE NON BASTA CORREGGERE!


 

La finezza si riconosce dall’odore

 

Gira, su Lorenzo Fontana, leghista neopresidente della camera, una serie di apprezzamenti di varia natura, che, pur essendo giustificata da dati oggettivi (ma oggettiva non è certo la merda che Vauro Senesi gli ha attaccato al posto del tronco subito sotto la testa), altro non è che la conferma dello squallore della cultura (in senso lato) alla don Milani.

Non ce l’ho con il prete di Barbiana, ma con quei cazzoni di sessantottini tinti di rosso che propagarono la cultura dell’approssimazione, privilegiante il contenuto – dicevano loro – rispetto alla “inutile forma”. Via la grammatica, tanto non serve!

E fin qui, anche se solo e molto in parte, potevamo anche essere d’accordo: a condizione che il tutto non fosse ridotto – com’è stato – al mero contenuto, financo fecàle. Perché un contenuto senza forma è come la stessa vignetta di Vauro in cui alla testa umana è appiccicata una merda di tronco.

C’è una famosa epistola di Orazio che ci dà la misura di quella misura, superata la quale si cade direttamente e irrimediabilmente nel ridicolo.

Si appella – come dicono i sussiegosi giudici di Pistoia in udienza – Arte Poetica o Epistola ai Pisoni. Ed ha formato, volenti o nolenti, la cultura del mondo occidentale che sta alla base, perfino, del comunismo cinese, dato che Mao aveva studiato in seminario, dai preti.

C’è un limite in tutto – si legge in Orazio. Ci sono dei confini precisi, al di qua e al di là dei quali, ogni situazione salta.

Avvocata Elena Giunti, ignara di latino: nequit consistere rectum, non è possibile che il rectum, cioè la cosa che è stata messa in piedi, possa consistere, cioè restare in piedi.

Se vuole, avvocata, può anche sostituire il neutro rectum con l’idea della giustizia in cui e di cui lei vive grazie al trappolismo delle parole che forse può ubriacare i giudici, non certo i filologi.

Se pensa a questo, gentile signora (guai ad appellarla così in aula! Gaspari perde le staffe), capirà che razza di casino lei abbia innescato, insieme agli altri illustri accademici della Crusca residenti in procura e tribunale, piazza del Duomo 1 a Pistoia, con il “processo politico” contro Linea Libera.

Ormai siamo al «volgo disperso che nome non ha» del Manzoni

Quando si passano i limiti, signora Giunti, si diventa ridicoli. Come tutti gli attori di quello che è stato uno dei teatrini dell’arte più vergognosi mai celebrati a Sarcofago City.

Fontana – che non mi è particolarmente simpatico perché ha voluto ricordare il papa, capo di stato estero che con l’Italia ha suoi precisi protocolli di accordi: quindi stia al suo posto – non è che uno dei tanti esempi della storia della decadenza e della caduta dell’impero romano, come analizzata da Edward Gibbon. Uno dei tanti rinsomariti dal 68 ugualizzante, che ha troncato le gambine e le braccine al vero made in Italy: la cultura del mondo e per il mondo, prima ancora che dell’artigianato e delle eccellenze culinarie, del Grana Padano e della Coop sei tu.

La N di Fontana al posto della M in iNpiegato è solo la cispa all’occhio di un condizionato/vittima dall’egualitarismo che ci ha fatto passare, per il Sinai dell’ignoranza, delle BR e degli anni di piombo, fino alla magistratura giustizialista rossa, il cui emblema migliore resta comunque il divino Tonino Di Pietro.

Ma volete mettere l’autorevolezza di un Di Maio che crede che Matera sia in Puglia? O quella di magistrati (vedi Serranti) che, a Pistoia, confondono il fornitore con il contribuente? O che avanzano la pretesa di archiviazione (vedi Gambassi) di un ricorso perché, pur facendosi istanza di rilascio di una copia di lettera anonima tenuta stretta in mano degli amministratori di Agliana e della segretaria Paola Aveta, l’alta scienza giuridica conclude che “tale lettera non è neppure stata presentata alla procura”? Secondo voi, se la avessi avuta, la avrei chiesta alla procura?

O preferite una Gip Martucci che aggrava le misure inflittemi in arresti domiciliari, senza capire quello che mi aveva imposto in precedenza? O un Boccia che non ravvisa offensività in espressioni quali maiale stercorario e maiale subinfeudato della moglie del Nesti mai-comandante dei vigili di Agliana? O un giudice (sul momento non ricordo il nome) che dinanzi all’ammissione in aula, da parte di Andrea Alessandro Nesti, di aver spedito in procura una denuncia anonima, lo rimanda a casa con una pacchetta sulle spalle solo perché, tutto sommato, poverino, un esposto anonimo non è poi un reato così tanto grave?

LA DOMANDA ESISTENZIALE. Ma la giustizia lavora per la legalità o per proteggere i cittadini già fin troppo favoriti?

E in ultimo un sostituto (vedi Curreli) che lavora per lo stato ed è stipendiato dai cittadini (anche di Vicofaro), ma, a parte, guida il traffico dei migranti irregolari con la sua Terra Aperta

Mala tempora currunt, avvocata Giunti! Specie quando clienti come il suo ragionier non-dottor Romolo Perrozzi vengono favoriti dal Comune di Quarrata; da suoi dirigenti somari e falsari come l’ingegner Iuri Gelli (cognato del Pd della Toscana); da posizioni organizzative altrettanto somare e falsarie (penso a comandanti dei vigili in penZione; geometri e altri ingegneri e laureati di scarso valore); da sindaci semianalfabeti come Marco Mazzanti, che però trovano sostegno in luogotenenti Maricchioli-mariuoli, in militi alla Panarello, in sostituti come Curreli stesso e Grieco, in Gip come la signora Martucci, in giudici distratti e non sufficientemente studiosi e attenti come Luca Gaspari.

Ne vogliamo discutere? E se non è vero, prima di rinviarmi ancora a giudizio e farmi condannare per direttissima alla pistolettata alla nuca, in ginocchio, nello stadio, secondo il costume di Xi Jinping, mi si dimostri il contrario.

Perché Gaspari, in effetti, non capisce che strada vicinale e strada interpoderale o sono l’istessa cosa o non hanno sostanziali differenze fra loro e devono (lo capisce il verbo devono?) essere trattate allo stesso modo, restare aperte all’uso pubblico – checché ne dica lo Iuri Gelli, falsario e spergiuro in aula. Anzi: anche calunniatore!

È dal tempo della presa di potere della sinistra contro ogni regola democratica (Mani Pulite per modo di dire: la giustizia pro dittatura) che l’Italia non quadra più da nessun punto di vista.

E fino al punto che quegli stessi che ne avevano promosso le prime mosse – intendo i comunisti come Napolitano, finanziati dalla Russia staliniana e post-staliniana fino alla caduta del muro di Berlino – sono rimasti, a loro volta, vittime impicciate e ricattate dalle loro armate che, avendo okkupato ogni spazio, non intendono lasciarlo a nessun popolo sovrano.

Brunelli in aula salitant: nel palazzo del potere saltellano i somari, nel medioevo appellati così – canta uno dei Carmina Burana, che i più credono inventati e musicati da Carl Orff.

E meno male che il pubblico ministero Tommaso Coletta aveva promesso che avrebbe lavorato a favore della «gente comune»…

Dinanzi a un così spesso strame di ciuchi in circolazione, cosa volete che sia una povera N al posto di M in iNpiegato?

Non è più di una zecca sul culo di un cavallo tutto pelle-e-ossa come Ronzinante di don Chisciotte. È un peccato veniale rispetto alla colf di Fico, che non era assicurata. È un’estasi di Santa Teresa rispetto alle interminabili “venute mistiche” di una Laura Boldrini che si emoziona nel momento in cui indossa il velo e, magari, senza dirlo, sogna anche un bel predone del deserto che la incula dopo averla stesa su una duna bollente alle spalle di Aqaba, in memoria delle gesta di Lawrence d’Arabia…

Con la lingua latina e l’impero romano; con il nostro Rinascimento, abbiamo creato la civiltà occidentale per poi arrenderci alle mefitiche scorregge di un Biden, e morire di freddo per uno stupido piddinismo bombatomofilo; oppure di Covid per un demenziale Speranza?

L’Italia non è. E non è più a partire dal suo – solo nominalmente – primo magistrato: un non-presidente che, per essere davvero costituzionali, gli italiani dovrebbero mandare sotto inchiesta per alto tradimento.

E bene accompagnato: non da solo!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]



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