alleanza popolare a sinistra. CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Un’avventura che non può che arricchire il dibattito politico locale, possibilmente con persone nuove e senza le solite “scorie” della sinistra trinariciuta locale o gli illustri ed eterni trombati

 

La locandina

PISTOIA.Giovedì 3 agosto alle 21 alla Casa del Popolo di Bonelle si riuniscono tutti i pistoiesi che aderiscono all’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari per creare dal basso un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza.

I temi all’ordine del giorno: lavoro, diritti, scuola, ambiente, cultura, salute, migranti, giustizia, corruzione ed Europa.

Fatti i migliori auguri di buon inizio per un’avventura che non può che arricchire il dibattito politico locale, possibilmente con persone nuove e senza le solite “scorie” della sinistra trinariciuta locale o gli illustri ed eterni trombati, ecco subito alcune provocatorie ma costruttive domande utili per allargare lo sguardo sui problemi.

Partono dalla lettura del volantino che richiama i dieci punti stilati dopo l’assemblea del Branacaccio e proposti da Montanari e Falcone come inizio della discussione. Dieci punti con spunti di tutto rispetto.

  •  Se si postula la cancellazione del pareggio di bilancio dalla Costituzione, si vuole forse fare la fine della Grecia? Può essere sostenibile, economicamente e socialmente, campare sopra le proprie possibilità, con il debito? Non è forse meglio iniziare ad abbattere i 100 miliardi di interessi annui di interessi sul debito, che sottraggono risorse per lo stato sociale e lo sviluppo, anziché pensare a nuovo debito?
  • Bene la giustizia sociale e l’equa retribuzione, ma si vuole prendere il toro per le corna e dire le cose come stanno, cioè che fin quando ci sarà il lavoro di seria A (nel pubblico) e quello di serie B (nel privato) tutte queste pie illusioni andranno a farsi benedire? Si ha il coraggio di affermare che per favorire la vera uguaglianza bisogna eliminare le disparità, partendo ad esempio dall’indicizzazione degli stipendi pubblici all’andamento dell’economia reale, altrimenti gli enti saranno incentivati a esternalizzare tutti i servizi per (giustamente) risparmiare (come già stanno iniziando a fare) e il pubblico si ridurrà a una nicchia non competitiva e statica di pochi privilegiati?

[Lorenzo Cristofani]

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