allegoria & derisione. QUANDO A FARE POLITICA SONO I BAMBINI DELL’ASILO

Perché la sinistra è destinata a sparire? Forse perché – come dicono “loro” – guarda il dito invece della luna? La mozione sulla prevenzione e la lotta all’omotransfobia
La finezza fatta persone…

AGLIANA. Avevo promesso che sarei tornato con il giornale sul tema della mozione impancata dalla sinistra aglianese per mettere i bastoni fra le ruote alla nuova amministrazione guidata da Luca Benesperi, e lo faccio.

Il Pd (Massimo Vannuccini, Luisa Tonioni, Lorenzo Romiti) e Agliana in Comune con Alberto Guercini, dopo aver inutilmente tentato di tirare il boccone avvelenato al neosindaco cercando di farlo scivolare su una buccia di banana come – scusate il termine – la stronzata del patrocinio per il Toscana Pride (non costa nulla, non tiene conto di nessuno, lascia la libertà di defecare in pubblico con i cartelli che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, ma fa molto moda e può portare voti), visto che Benesperi non ha voluto imbonire i diversi ed è andato per la sua via, gli hanno tirato la sassata nel capo da dietro, quando era già passato: e gli hanno piantato, come un paletto di frassino nel cuore di Dracula, una – riscusate il termine – ridicola mozione per la prevenzione e la lotta all’omotransfobia.

Èccola, leggetela con attenzione e soppesàtene bene il contenuto:


Al Sindaco
Luca Benesperi
Alla Presidente del Consiglio Comunale
Milva Pacini

MOZIONE

Oggetto: prevenzione e lotta all’omotransfobia

IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO CHE

– solo in Italia e nel solo 2019 si contano almeno 50 episodi omofobici, tra attacchi personali (che vanno dall’insulto all’aggressione fisica), vandalismo contro le sedi di associazioni Lgbt, minacce e anche censure a livello massmediatico;

– il Rapporto Arcigay segnala dal 17 maggio 2018 per i successivi dodici mesi, monitorando le fonti della carta stampa, 187 casi registrati di omotransfobia, molti di più dei 119 registrati nell’anno procedente;

– preoccupano i numerosi episodi di violenze omotransfobiche agite da branchi o baby-gang; a questo fenomeno si connette quello dei crimini e delle parole d’odio che avvengono in contesti scolastici, ai danni tanto di studenti e studentesse quanto di insegnanti e presidi.

PRESO ATTO CHE

Quando si dice «Se la vita ti affanna, fatti una canna!»…

– l’omofobia rappresenta una piaga sociale ancora diffusa nonostante gli interventi legislativi per la garanzia di pari diritti e dignità per tutte e tutti;

– l’Italia è immobile sui diritti delle persone Lgbt e sulla lotta contro le discriminazioni, secondo il quadro che emerge dall’edizione 2018 di Rainbow Europe, l’indice elaborato da Ilga, una delle più importanti ong per i diritti umani Lgbt, che classifica gli Stati in base al loro sistema legislativo e alle politiche adottate per garantire uguaglianza e parità di diritti. Il progresso verso l’uguaglianza e la parità di diritti per le persone Lgbt, misurato da Rainbow Europe in termini percentuali, è rimasto in Italia a poco meno del 27%, che vale al nostro Paese il 32esimo posto su 49 Paesi europei. È la stessa situazione di due anni fa, dopo l’approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili del 20 maggio 2016.

CONSIDERATO CHE

– il Sindaco di Agliana ha ritenuto di non concedere il patrocinio alla manifestazione Toscana Pride, ritenendo, in accordo con la Giunta comunale, la manifestazione “non idonea” alla promozione di una cultura delle differenze;

– il Sindaco ha comunicato in forma scritta la propria volontà di impegnarsi sul tema dichiarandosi comunque per il sostegno e la diffusione sul nostro territorio di iniziative volte “a promuovere una cultura che faccia delle diversità una ricchezza e che condanni ogni atteggiamento omofobico”

Tanto premesso e considerato:

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE

  1. a farsi promotori, anche verso le scuole ed in collaborazione con le associazioni LGBT e le altre associazioni presenti sul territorio, di progetti per la promozione e la diffusione di una cultura di educazione alle differenze;
  2. a rilanciare con forza la giornata del 17 maggio giornata internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia, affinché questa diventi la prima occasione per la sensibilizzazione rispetto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere
  3. a intraprendere iniziative rivolte alla cittadinanza mirate alla riduzione e alla decostruzione di stereotipi e pregiudizi e di tutela al diritto all’uguaglianza tra ogni persona sia essa gay, bisessuale, lesbica, transessuale o eterosessuale, affermando principi e relazioni di solidarietà.

Massimo Vannuccini
Luisa Tonioni
Lorenzo Romiti
Gruppo consiliare Partito Democratico – Agliana Insieme

Alberto Guercini
Gruppo consiliare Agliana in Comune


Ora che avete fatto il quasi inutile sforzo di seguire una massa di ovvietà fondata su fuochi di artificio barocchi di inconsistente retorica, vediamo di riflettere insieme su cosa sia realmente questo documento serioso e delirante.

Serioso. Che alla sinistra manchi il senso dell’umorismo è cosa nota. Chi di voi ha visto ridere un comunista in uno scenario ufficiale, riceverà il primo premio di una frittura di lasche e ranocchi al Ponte dei Bini: perché i comunisti non ridono, dato che il mondo – a detta loro – è una cosa seria.

Pensateci bene; chiedetevi perché catto&comunisti vanno così d’accordo. E datevi una risposta attraverso il personaggio del bibliotecario cieco, Jorge da Burgos, in Il nome della rosa di Umberto Eco: secondo quell’integralista cattolico là, Cristo non rideva perché il riso deforma il viso dell’uomo e lo fa sembrare simile a una scimmia.

Non meniamo il can per l’aia: il comunismo – di cui nessuno vuol sentir parlare oggi – è qui, tra noi, nel sangue di chi lo ha succhiato nel latte materno. Come l’integralismo cattolico, retaggio dei bacchettoni più bacchettoni abituati a stare attaccati al capezzolo del potere, perché «il potere logora chi non ce l’ha», come diceva il divo Giulio.

Anche questo era un diritto da tutelare al Toscana Pride 2019?

Delirante. È presto detto. Tutta la sinistra, schierata compattamente contro quel povero pivello di Di Maio, non ha fatto altro che dire, per un anno intero e fino alla liofilizzazione dei nostri corbelli, che «non si crea lavoro per decreto». Ma si potrebbe ancor meglio dire che non basta una legge a far cessare un tipo di reato. Femminicidi, rapine, furti, omicidi, evasione fiscale, stupri: diminuiscono, forse, perché la legge fa da efficace deterrente? Corruzione nella pubblica amministrazione: è forse diminuita dopo Mani Pulite? O è aumentata? La vicenda Palamara non dice niente? O questo è un mondo di idioti che credono che gli asini volino e che la peste bubbonica cessi con un decreto del ministro della salute?

Dunque: siamo certi che parlando si risolvano i problemi del mondo e dei diversi? Non si riesce a risolvere il problema povertà e saremo capaci di eradicare il pregiudizio? Ma vogliamo scherzare? direbbe Bersani.

Ma se è vero che lo possiamo fare, perché il bullismo si ripete e perché, nonostante siano passati 70 anni, ebrei ed arabi sono ancora lì a spararsi da una finestra all’altra? E come mai in duemila anni la chiesa non ha risolto almeno il 30% dei disagi del mondo occidentale, ma siamo ancora lì a lottare come quando si parla di differenziata, che non funziona e non funzionerà mai perché noi non siamo svedesi ma catto-comunisti?

Conclusione. Non può che essere interlocutoria, dietro una domanda: perché Massimo Vannuccini, Luisa Tonioni, Lorenzo Romiti e Alberto Guercini invece di sprecare tempo a impegnare il Sindaco e la Giunta Comunale a lavorare giorno e notte sui problemi della diversità, non si impegnano in prima persona loro a rispondere (cosa che non ci risulta abbiano fatto) sulle questioni:

  1. Se son rose fioriranno…

    Pane & Rose

  2. Assenze degli assessori in giunta nell’ultimo anno di Mangoni
  3. 33mila €uro a Tvl per spazi pubblicitari in cronaca decisi dal dottor Andrea Alessandro Nesti durante i mandati Magnanensi-Ciampolini
  4. Spese (circa 1 milione di €uro) per il Giugno Aglianese in 10 anni
  5. Sperperi per assicurazioni di motorini che non hanno quasi mai circolato
  6. Sperperi per auto dimenticate in deposito dopo il sequestro
  7. Cause perse dal Comune di Agliana

sotto gli occhi impassibili della evanescente segretaria D’Amico, dei dirigenti di segreteria e ragioneria, ma soprattutto di solerti amministratori forse troppo impegnati a impegnare gli altri a impegnarsi su cose su cui loro si impegnavano a fondo mentre, grazie al loro disimpegno amministrativo, mandavano a rotoli i conti dei contribuenti aglianesi?

È una domanda troppo difficile per la sinistra di Agliana? O tutta la massa di documenti ufficiali che Linea Libera (unica testata pistoiese fra tutte) ha pubblicato è falsa e finiremo tutti in galera?

Coerenza assoluta

Non esiste solo la diversità, ma prima ancora viene l’uguaglianza del rispetto che si deve alla popolazione amministrata. E un Comune di 18mila abitanti non è un asilo dove si gioca solo a farsi dei dispettucci, degli sgambettini e delle pernacchiette.

Non ci sarebbe per niente da meravigliarsi, crediamo, se la nuova amministrazione aglianese rispondesse alla mozione della sinistra locale, scimmiottando uno dei più famosi cartelli dell’Orgoglio di Toscana, scrivendo, come risposta alle richieste: «Noi con la mozione prevenzione e lotta all’omotransfobia ci puliamo il culo».

Massimo Vannuccini, Luisa Tonioni, Lorenzo Romiti e Alberto Guercini a questo punto dovrebbero essere grati della ipotetica risposta e sostenerne la legittimità e la libertà di espressione, non solo perché lo hanno fatto dando il loro patrocinio alla diversità, ma anche perché, tradizionalmente, la sinistra italiana cita sempre – per mostrare la sua indiscutibile apertura democratica – la famosa frase dello pseudo-Voltaire «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire».

Il fatto è che le parole non sono, come si pensa, pietre. Sono qualcosa di peggio. Di più inconsistente, di più volatile, di più fetente. Non dolci suoni nell’aria, ma più spesso tristi gas intestinali puzzolenti e il più delle volte mai rispettate dai politici che pretendono la coerenza (degli altri)!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.it]
Fustigare i mali costumi
[ma pure le persone se lo meritano]


La scuola di tutti del dopo-68

Brevi note di regìa
alla faccia dell’anomalìa linguistica
da “petaloso” in giù

 

1. episodi di violenze omotransfobiche agite da branchi o baby-gang: agite? Se è participio passato del verbo agire è un errore assoluto; il verbo è intransitivo e non può essere fatto passivo. Andava bene fatte, senza farla tanto lunga.

2. parole d’odio che avvengono in contesti: le parole non possono avvenire, possono, se mai, essere pronunciate.

3. studenti e studentesse: politicamente scorretto; la formula esatta sarebbe studentesse e studenti (scusate, ma lo ha inventato la sinistra)

4. nonostante gli interventi legislativi per la garanzia di pari diritti: altre iniziative – dato che le leggi ci sono già – non sono pletoriche? Insistere non è come una imposizione violenta sotto il profilo morale? Non basta la Cirinnà (2016) a garantire i diritti? Provate a fare una legge per impedire che si dica “arbitro cornuto”! O provate a portare in giro per le classi certi cartelli di “elevata finezza”…

5. uguaglianza tra ogni persona: non può esserci uguaglianza tra 1 solo individuo, ma tra più; per cui uguaglianza tra tutte le persone. Amen!


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