alluvioni & proverbi. «L’È LA PESCA DI’ GGIÚNTI, ACQUA FINO ALLE PALLE E PESCI PUNTI»

«A suggerirci questa battuta, è stata la preoccupazione di GdF – richiariamo: non Guardia di Finanza, ma Guido Del Fante, che qui si preoccupa di mettere in allarme i piani terra aglianesi perché "si va all’acqua", come si dice a Firenze»

 

Dalle parole al pensiero: non dimenticate vecchi e disabili

ACQUA IN CASA, PANTALONI A SALTAFOSSO


Così la Rai delle origini. Ma qualche lezione di lingua e stile non farebbe mai male…

 

AGLIANA. Lo leggete nel titolo, ma non è una presa in giro, è un proverbio toscano. Certo è ironico: ma Linea Libera è registrata anche come “giornale satirico”, un po’ alla Totò o alla De Filippo; alla napoletana, insomma: sicché può permetterselo, pur se non è un gioiellino di Capodimonte. Il titolo è per dire “quando si gira vuoto e non si becca nemmeno… una sardina”.

A suggerirci questa battuta, è stata la preoccupazione di GdF – richiariamo: non Guardia di Finanza, ma Guido del Fante –, che qui si preoccupa di mettere in allarme i piani terra aglianesi perché «si va all’acqua», come si dice a Firenze.

Certo Guido doveva essere molto agitato e, nel comprensibile subbuglio dell’anima, tesa fino allo spasimo per aiutare il popolo a salvarsi dai ranocchi, si è lasciato prendere la mano dalla penna ed è andato a diritto, a ruota (di mulino) libera, lui che di solito fa le bucce ai mandarini di tutti; lui che scandaglia e studia tutti gli aspetti più psicologici e intimi dell’anima umana in ogni situazione: gli è scappato, via!, anche a lui, un bel… «lapis froidiano».

Si chiede: il Comune, il Sindaco, la Segretaria Generale, gli Uffici, i Vigili, i Carabinieri, don Tofani, le Monache dell’asilo, la Coop, la Misericordia… si saranno mossi con tempestività per offrire adeguata sicurezza al pueblo unido? E si risponde:

Piana sott’acqua

Sulla pagina ufficiale non c’è scritto nulla e chiamate a casa non sono state ricevute (almeno nelle nostre zone), ma penso che la macchina comunale sia già attiva ed è la cosa che conta, io sto avvertendo il più possibile di mettere per precauzione in sicurezza le cose importanti per chi si trova ai piani terra, compreso anche anziani e disabili perché in alcune strade sta già entrando in casa (l’acqua – n.d.r.). Speriamo bene.

Donna de paradiso,
lo tuo figliolo è priso,
Giddièffe beato.
Accurre, donna, e vide
che scrivendo s’allide!
O Blimunda beata,
còrrige la cazzata
che qui sopr’ha stampata…

Preso dagli heroici furori, GdF – difensore dei poveri, degli umili, dei deboli e dei diversamente abili («disabili» parrebbe uncorrect!) e degli anziani (ma non sarebbe meglio dire “diversamente giovani”?) – invita tutti a portare al primo piano «le cose importanti per chi si trova ai piani terra»: le cose, sottolineiamolo.

E tra «le cose (e le viole all’asilo si sta bene)», da ultimo e per forza, compaiono anche due ciliegine Amarena Fabbri: «compreso anche anziani e disabili».

Ciliegina n. 1: il «compreso». In generale si dice di ciò che può sembrare meno importante (es.: «mettete in salvo tutto, compresa la cuccia del gatto»), ma facciamo finta di niente e tralasciamo il fatto che, in questo caso specifico, la forma corretta sarebbe stata «compresi».

Ciliegina n. 2: fermatevi su l’«anche», cioè il famoso «lapis froidiano» di cui sopra. Quell’anche – che non sono le curve della Belen Rodriguez – sculettano facendoci capire che siamo dinanzi a una specie di “perfino”, un “in più” di «cose» che, maledizione!, potrebbero perfino essere dimenticate. Ma anziani e disabili (o più appropriatamente «diversamente abili») non dovrebbero essere persone? O non erano persone per tutta la Prima Repubblica?

Blimunda pensaci tu!

Blimunda, pènsaci tu! Discendi dall’alto dei cieli e addottora GdF che vuole insegnare a scrivere a noi di Linea Libera, quotidiano che qualcuno, magari casualmente trapiantato ad Agliana per lavoro, potrebbe perfino giudicare un non-giornale da querela ogni tre minuti, ma che invece, nella sua povera dignità di gente che scrive a gratis, tanta merda ha spalato di e da Agliana da essersi, perciò stesso, meritato la medaglia di «smuandatore» dei contadini del PoDere grazie ai famosi libri di cui Alessandro Romiti omaggiò sua eccellenza Simona Bonafè (vedi qui).

Libri che – diciamolo, via! – non sarebbe male mostrare anche alla nuova Segretaria, la dottoressa Aveta, perché almeno potrebbe rendersi conto, per tabulas, di ciò che è circolato nel Comune d’Agliana: quella istituzione che d’ora in poi lei dovrà sorvegliare con la pazienza, la competenza e la cura nemmeno del buono, ma addirittura dell’ottimo padre di famiglia.

Blimunda, per favor, pensaci tu.
Tu che sai tutto e puoi, dal ciel vien giù!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Disse il topo: «Il grano son capace di trovarlo da me».
Mormorò il gatto: «Guarda di non trovare grane, invece…!»


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