alzo zero. SANTI E DANNATI AL CAPEZZALE DELLA MONTAGNA IN COMA

Le verità da sinistra e da non-sinistra. Mentre si avvicinano “i giorni dell’arcobaleno”, la passione civico-politica sembra risvegliarsi: per preparare, forse, il terreno alle elezioni del futuro nuovo Comune Unico di San Marcello-Piteglio?
La politica all'ospedale Pacini: l'assessore Marroni
La politica all’Ospedale Pacini: l’assessore Marroni lo… potenziò

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Nei giorni scorsi si è sviluppata una vivace polemica su facebook. Sembra che la abbia scatenata, con le sue osservazioni “buoniste & positiviste”, l’ex-Sindaco di San Marcello Moreno Seghi che, nell’ottica del “tutto va ben, madama la marchesa” – ispirata all’ottimismo di stampo fu-berlingueriano in attesa, forse, del Comune unico San Marcello-Piteglio –, ha sostenuto che l’Appennino non è poi così male e che, chi vuol vedere il bicchiere mezzo vuoto, è una sorta di “negazionista”. Si riferiva – ci dicono – a Alberto Sichi.

Vi consigliamo di vedere, prima di tutto, il congresso e gli interventi di Seghi & C. su facebook scaricando e leggendo questi due lunghi pdf (1.Tante persone parlano così tanto male della e 2.Buongiorno a tutti. Vedo che le nostre); poi segue un intervento, a livello personale, di Marco Ferrari, che parla come semplice cittadino della Montagna. Nell’articolo che segue potrete in séguito leggere un commento di Felice De Matteis, che parla come Linee Future.

Ecco, intanto, il testo-Ferrari:

ANCHE MUSSOLINI FECE QUALCOSA DI BUONO…

Al brutto accostamento fatto da Moreno Seghi, nei confronti delle opinioni espresse da Alberto, paragonandole a quelle dei negazionisti, si può, altrettanto e legittimamente affermare che anche Mussolini qualcosa di buono, nel ventennio in cui è stato al potere, l’avrà sicuramente fatta.

Turismo. Sicuramente l’ex-Sindaco ha dati più precisi di quelli che si possono trovare in rete nel sito della Provincia di Pistoia, dove lui stesso è impiegato e non avendo fornito la fonte dei suoi dati, non possiamo che rifarci a questi.

Tabella 1La serie storica del Comune di San Marcello, non parla di un incremento fantasmagorico del 100%, ma tuttalpiù di un lieve incremento di presenze, passato da 42.532, del 1997, a 44.909 del 2007, ed una presenza media calata dal 6,3 al 5,2, con un trend in costante diminuzione: i turisti arrivano ma si trattengono sempre meno. Vedi Tabella 1.

Se poi estendiamo la visione  a tutta la Montagna Pistoiese (San Marcello, Piteglio, Abetone, Cutigliano, Marliana e Sambuca) il panorama è assai preoccupante con le presenze drasticamente crollate in 19 anni. L’effetto Dynamo dov’è? Vedi Tabella 2. Tabella 2

Fap. Iniziamo col dire che il trenino, al pari dell’Ospedale è stato scippato alla Montagna Pistoiese e sono tutti concordi nell’affermare che sarebbe potuto essere un volano per il turismo.

Venendo alle stazioni, sono state sì recuperate, ma dai privati a cui sono state cedute: Stazione di Maresca, Mammiano (?), Campo Tizzoro, Oppio, Cigliaro.

Il Comune di San Marcello (Sindaco Cormio) ha recuperato solo la  piccola stazione di Limestre, attualmente inutilizzata.

Il percorso sarà, forse, recuperato una seconda volta, con manutenzione e taglio erba affidato ai volontari. Costi e ritorno turistico pari a zero.

Manutenzione dei paesi. Basta fare un giro per i paesi per vedere quanto le amministrazioni si adoperino. Buche da tutte le parti. Anche qui con la piccola manutenzione data a gratis a gruppi di volontariato. Ma le tasse servono solo per pagare i costi della politica e i dirigenti dietro le scrivanie?

La fu Fondazione Conservatorio di Santa Caterina a San Marcello
La fu Fondazione Conservatorio di Santa Caterina a San Marcello

Se è pur vero che in montagna ci sono delle eccellenze, tra cui: l’Osservatorio astronomico e il Ponte Sospeso (troppo poco valorizzato), il medagliere del Pd Montano è assai più ricco con: Ginestre e piscina di Maresca, Casetta Pulledrari, Vivaio del Teso, Conservatorio di Santa Celestina a San Marcello, Ospedale Pacini, Maeba, ex-Comunità Montana, Bim mai riscossi, ripetitore di San Vito non convertito in terrestre, Progetto Motore e prima di questo Cii fallito di Campo Tizzoro, Rondò Priscilla con anche qui piscina, altra piscina (chiusa) al Ponte Sestaione, stato delle strade comunali e ancora: Strada dei Colori e dei Sapori, quella della castagna e quella dei cacciatori, tutte made Comunità Montana e sicuramente mi scordo qualcosa.

Ma in assoluto l’indicatore che meglio sintetizza la condizione in cui è stata portata la montagna è quello demografico, con le amministrazioni che hanno fatto a gara a spingere gli abitanti ad andare via e nello scoraggiare l’iniziativa privata.

Marco Ferrari

Vedi anche: http://www.linealibera.info/alzo-zero-moreno-il-bravo-e-la-rinascita-della-montagna/

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

3 thoughts on “alzo zero. SANTI E DANNATI AL CAPEZZALE DELLA MONTAGNA IN COMA

Lascia un commento