amianto. A QUALCUNO PIACE FREDDO, CON UNA TARGA E QUALCHE DISCORSO

Lo spettacolo è terminato, le luci si spengono e tutti tornano a casa: ma perché nel 2002 il Comune decise di non costituirsi parte civile al processo contro i responsabili di tale scempio? «C’è o non c’è la volontà di dare una volta per tutte il dovuto rispetto a queste persone iniziando, a tutti i livelli, ad occuparsi di loro e del futuro delle loro famiglie?»

Il servizio di Tvl


Lapidi inutili: la parola è silenzio…

 

BENE, adesso siamo tutti a posto, tutti contenti, le istituzioni, i partiti e anche noi dei sindacati. C’eravamo proprio tutti e tutti contenti di fare la nostra bella passerella.

La targa c’è, i morti sul lavoro sono omaggiati, i morti dell’amianto sono stati ricordati. Molto bene, ci siamo riusciti, siamo riusciti ad equiparare le vittime dell’imprevisto, dell’imperizia e della mancanza di sicurezza con le vittime della volontà altrui.

Sì … la volontà altrui, quella che ha fatto scegliere di scoibentare come nulla fosse 135mila mq di tetto in cemento-amianto sulla testa degli operai, quella stessa volontà che ha scelto fra il costruire un treno e la vita di questi disgraziati, quella solita infame volontà che, come Cesare, ha mostrato il pollice verso, vivi o muori, decidendo sulla vita di persone che non hanno potuto neppure avere la possibilità di affidare la propria morte al caso.

Ed eccole qua tutte assieme, quasi come si volesse lasciare un messaggio non veritiero alle generazioni future. Cosa sarà della vera memoria, quella che riguarda il modo inumano, la triste sorte, che è toccata a queste persone?

Antonio Vittoria, segretario generale Ugl di Pistoia

L’importante sembra essere solo quello di essersi tolti di dosso un peso, quello di una vera e propria responsabilità politica, a meno che esso sia mai esistito. Ma non è poi passato così tanto tempo da quando, nel 2002, il Comune decise di non costituirsi parte civile al processo contro i responsabili di tale scempio.

E poi… ricordiamo le parole profetiche degli esperti che a quel tempo già dichiararono che avremmo avuto un picco di decessi intorno al 2020. Finora che abbiamo fatto? Siamo stati solo buoni ad usare toni bassi e totale negazionismo ovunque: nelle sedi istituzionali, nelle sedi di partito, nelle sedi sindacali, in fabbrica dove tutt’ora vi sono i malati.

Ora non resta che vedere dove saremo quando ci saranno i prossimi morti, dove saremo quando altri figli, altre mogli, accompagneranno i propri cari nel loro ultimo viaggio.

Dove saremo quando qualche altro pensionato ma, quel che è peggio, qualche nostro attuale collega di lavoro una mattina sputerà sangue dai propri polmoni?

La solita retorica. Come con Aushwitz: negazionisti, chiacchiere e “mai più”

Io tutte le mattine nelle linee produttive incrocio lo sguardo di chi porta addosso quella che è una vera e propria bomba ad orologeria, non me la sento di fingere che queste persone non esistano.

C’è o non c’è la volontà di dare una volta per tutte il dovuto rispetto a queste persone iniziando, a tutti i livelli, ad occuparsi di loro e del futuro delle loro famiglie?

Antonio Vittoria – Ugl


E INTANTO…

È il caso di dire che “piove sul bagnato”. Pare infatti che le notizie riguardo la riunione che si teneva ieri a Roma sulla questione del riconoscimento dei benefici-amianto, svoltasi, caso ha voluto, in concomitanza con l’evento della targa, non siano affatto positive…


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