AMIANTO: «ISTITUIAMO UN OSSERVATORIO TECNICO PROVINCIALE»

La commissione malattie professionali Anmil di Pistoia
La commissione malattie professionali Anmil di Pistoia

PISTOIA. La problematica dell’amianto va risolta a livello tecnico (con l’istituzione di un osservatorio provinciale) e con il coinvolgimento di tutti gli enti pubblici responsabili, i lavoratori esposti ed ex esposti, le associazioni, le fondazioni, i patronati.

A dirlo è Daniele Manetti (coordinatore della commissione malattie professionali dell’Anmil, ex esposto all’amianto con malattia asbesto correlata riconosciuta direttamente dall’Inail).

Manetti lo conosciamo anche sotto altra veste: quella del rappresentante dei comitati civici. Come per il rischio idraulico il problema dell’amianto potrebbe trovare una soluzione solo se sarà istituito un osservatorio pubblico.

Nei giorni scorsi la commissione Malattie professionali Anmil si è riunita alla presenza del Prof Pietro Sartorelli (Medicina del lavoro di Siena), Daniele Manetti (coordinatore Commissione Malattie professionali Anmil), Floriano Frosetti, Chiara Innocenti, Lido Berti, Paolo Zara, tutti facenti parte della Commissione.

“È stata – ha detto Manetti – una riunione importantissima con ospite il professor Pietro Sartorelli della Medicina del Lavoro di Siena. Si è parlato di sorveglianza sanitaria e delle malattie asbesto correlate non tabellate Inail. Dopo un ampio dibattito sono state fatte alcune proposte per la tutale degli esposti all’amianto”. “Solo risolvendo subito i problemi tecnici, ambientali e di sorveglianza sanitaria potremo arrivare a risolvere il problema dell’amianto a Pistoia”.

L’incontro è stato introdotto da Daniele Manetti che ha parlato dello stato dell’arte rispetto al quadro regionale, con particolare riferimento all’approvazione da parte del Consiglio Regionale Toscano di un documento sulle malattie asbesto-correlate, che dovrebbe costituire un importante punto di partenza per definire meglio percorsi socio-sanitari, e strutturare soluzioni di natura organizzativa.

A tal proposito, Manetti ha ricordato l’accordo con la Commissione Amianto di AnsaldoBreda del 30 giugno 2015, in base al quale punto centrale da sviluppare, in coerenza con i passaggi già effettuati con i competenti Dirigenti regionali (in particolare Leto e Giovannini e gli atri dirigenti tecnici responsabili in materia sanitaria ) sarà quello della sorveglianza sanitaria, rispetto alla quale prima dell’approvazione del suddetto documento si dovrà procedere ad un nuovo incontro con la Regione Toscana.

Dovrà essere poi istituito sul territorio provinciale pistoiese un osservatorio tecnico comprendente: gli Enti Pubblici responsabili , le Associazioni , i patronati , le fondazioni, i comitati, ecc.. che si occupano d’amianto, in modo che attraverso la partecipazione tutti siano protagonisti e possano dare il loro contributo in modo trasparente e tecnico.

Daniele Manetti e il professor Pietro Sartorelli.
Daniele Manetti e il professor Pietro Sartorelli

Il Prof. Pietro Sartorelli ha introdotto il tema della necessità di rivedere le forme organizzative dell’attività sanitaria, con particolare riferimento al fatto che il Day Hospital a fini diagnostici non è più utilizzabile, secondo le recenti disposizioni normative, e che dunque sarà necessario individuare nuove modalità. Particolare attenzione, secondo il dott. Sartorelli, riveste il tema dei ticket, purtroppo ancora previsti per la diagnostica delle malattie asbesto-correlate, nonostante in principio le dichiarazioni internazionali affermino il contrario. Una possibile proposta sarebbe quella di istituire una sorta di Cassa Nazionale, che consenta di investire risorse derivanti dai procedimenti penali nel finanziamento dei suddetti ticket.

“Si propone – ha dichiarato – di prevedere un sistema a doppio livello, con protocolli sanitari che prevedano accertamenti base gratuiti per tutti coloro che hanno avuto un’esposizione certificabile, e la gratuità degli accertamenti più complessi e mirati solo per coloro che risultano aver riportato, sulla base di questionari predisposti ad hoc, un’esposizione all’amianto effettivamente tale da determinare un rischio, e che dai primi esami risultino avere un rischio effettivo di aver contratto patologie asbesto-correlate”.

Un altro tema ritenuto prioritario dal Prof. Sartorell riguarda l’attuale assetto organizzativo del sistema sanitario e previdenziale, che attualmente presenta forti disomogeneità fra le Asl e fra le Inail, soprattutto a causa dell’assenza di una registrazione e classificazione organica dei rischi, con la conseguente difficoltà di avere un quadro chiaro sul piano della classificazione epidemiologica, elemento essenziale per concorrere alla determinazione del nesso di causalità fra esposizione e contrazione delle patologie asbesto-correlate e delle malattie professionali in genere.

Amianto
Amianto

Daniele Manetti ha ribadito che in questo senso uno degli obiettivi principali resta l’ampliamento delle malattie da esposizione all’amianto, con riguardo in particolare ai tumori alla laringe e all’ovaio. Il Prof . Sartorelli, a fronte dell’osservazione di taluni secondo cui non sempre i percorsi sono lineari dal momento della presentazione dell’istanza, all’ottenimento del riconoscimento dei benefici pensionistici ed economici ha quindi, confermato che il principale ostacolo a tale linearità è rappresentato nuovamente dai costi, talvolta insostenibili, non solo per il singolo lavoratore, ma per tutta la comunità, in termini di costi vivi, ma anche in termini di non sempre appropriatezza dei percorsi diagnostici.

“Si sconta in sostanza – ha detto – la mancanza di protocolli sanitari specifici, omogenei per tutto il territorio, che stabiliscano i percorsi di anamnesi, diagnosi e prognosi in maniera omogenea per tutto il territorio almeno toscano”. Nel corso dell’incontro Lido Berti ha suggerito il coinvolgimento dei medici di base nel senso di creare maggiore consapevolezza, e garantire una migliore appropriatezza dei sistemi diagnostici già a monte del percorso sanitario. Proposta condivisa da Sartorelli che ha poi suggerito tre priorità da perseguire:

  1. a) Un percorso nazionale sugli inserimenti tabellari dei tumori di laringe, esofago ed vaio fra le patologie asbesto-correlate
  2. b) Una forte attenzione alla sorveglianza sanitaria
  3. c) Una forte interlocuzione con la Regione Toscana volta alla definizione di un quadro più chiaro sotto il profilo dell’organizzazione del sistema e della definizione di protocolli sanitari specifici sulle malattie asbesto-correlate

È inoltre necessario dare maggiore strutturalità ai centri che rappresentano eccellenze nel settore delle malattie asbesto-correlate: nell’Azienda di Siena è presente solo un medico che si occupa degli accertamenti, sulla base di un contratto rinnovato annualmente.

Chiara Innocenti, ex assessore provinciale, ha suggerito interventi di carattere normativo da parte della Regione Toscana, che tengano conto delle eccellenze attualmente presenti in Regione, e che punto di partenza potrebbero essere le Cliniche Universitarie, che meno risentiranno della riforma sanitaria recentemente approvata dalla Regione.

Parallelamente, sarà importante seguire le varie fasi di attuazione della Legge n. 51/2013. Floriano Frosetti ha invece affermato che “il primo obiettivo è quello di dare strategicità alla questione amianto, non solo in costanza di picchi legati al verificarsi di decessi o procedimenti: a tal fine, è necessario puntare sulla sorveglianza sanitaria degli esposti e degli ex esposti al fine di favorire i riconoscimenti dei danni biologici, e dei benefici previdenziali e pensionistici.

Parimenti, l’attenzione ad inserire nelle tabelle INAIL i tumori non ancora costituenti malattie automaticamente riconosciute come patologie asbesto-correlate deve essere alta, al fine di evitare che esposti ed ex esposti rinuncino alle proprie pretese legali per il timore di esiti processuali incerti”.

Amianto abbandonato
Amianto abbandonato

Il Prof . Sartorelli ha confermato la necessità di un sistema complesso per chi intende adire le vie legali, tenuto conto che il certificato che attesta l’insorgenza della patologia non è l’elemento che consente l’avvio del procedimento, presupposto del quale è invece la denuncia a scopo epidemiologico di cui all’art. 139 Dpr n. 1124/1965.

La riunione si è conclusa con l’impegno di istituire un “Osservatorio tecnico provinciale” e a lavorare sui seguenti punti:

  1. a) Ampliamento malattie tabellate asbesto-correlate
  2. b) Implementazione dei centri di eccellenza esistenti, con azioni di stabilizzazione degli operatori sanitari che attualmente lavorano in regime di finanziamenti annuali.
  3. c) Impegno a definire protocolli sanitari regionali omogenei che garantiscano appropriatezza in fase diagnostica e processi più lineari in funzione dei riconoscimenti dei danni biologici, oltre che dei trattamenti pensionistici e previdenziali
  4. d) Impegno a ridurre al minimo i costi vivi dei ticket per i percorsi diagnostici per coloro che hanno subito una maggiore esposizione all’asbesto
  5. e) Organizzare a Pistoia –indicativamente nella prima fase dell’autunno – un convegno con ospite l’On. Felice Casson al fine di sensibilizzare la popolazione e tracciare un quadro chiaro del sistema attualmente in essere.
  6. f) Partecipare ad un convegno promosso dalla realtà di Siena nel mese di settembre, con particolare riferimento alla situazione sul piano del quadro epidemiologico.

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