AMIANTO TUBATURE: «IO APPLICHEREI LA DIRETTIVA EUROPEA SUL ‘PRINCIPIO DI PRECAUZIONE’»

Amianto
Amianto negli acquedotti

PISTOIA. Leggo un articolo del sig. Sguazzoni, ma una domanda preliminare: la sua è una ricerca su internet, oppure sulla base di confronti e documenti in suo possesso? Secondo, io per oltre vent’anni mi sono occupato di sicurezza sul lavoro, sono un docente-formatore alla sicurezza sul lavoro ed ho dovuto studiare, leggere e confrontarmi con studi scientifici, esperti, medici, genisti, epidemiologi nel corso del tempo per farmi un’idea di come si approccia la salute dei lavoratori e la tutela ambientale, così come sulle sostanze pericolose che possono venire in contatto con le persone.

Con Marco Vettori poi (sono stato anche un sindacalista che seguiva in segreteria confederale queste cose) ci siamo dovuti fare una cultura su questa materia… fatta di studi, confronti pubblici e privati con medici, genisti, epidemiologi, lavoratori, medici del lavoro, ecc. ecc. ecc… sulla rete e sui social network oltre sulla stampa, abbiamo già avuto modo di leggersi vari documenti scientifici, che per brevità rimando alla lettura, la tanto richiamata linee guida del Oms sulla presenza di amianto è vecchia di oltre 20 anni (ricordiamo ora sotto accusa per Ebola per la sua sottovalutazione) nel frattempo gli studi son proseguiti, persino nella legislazione italiana degli anni 90, negli allegati si richiamano questi studi scrivendo letteralmente “esistono studi che aprono alla pericolosità della presenza dell’amianto nelle acque potabili…” quindi non esiste certezza anche in questi studi oramai datati, sono successivamente arrivati ulteriori studi e una Raccomandazione della Commissione Europea che invita alla sostituzione di tali tubature.

Mi scusi se semplifico, ma io applicherei la direttiva europea sul “Principio di precauzione” cioè se esistono dubbi su una sostanza o lavorazione che possa arrecare danni alle persone e all’ambiente devo dismettere quella sostanza e rimuovere il possibile rischio… (ripeto semplifico molto…) la medicina del lavoro in Italia è stata forse la migliore del mondo e non si è mai voluto inserire dei valori limite per definire se una sostanza come l’amianto (all’inizio per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto degli operai, l’Inail indicava un valore limite di fibre presenti in aria!) è pericolosa per la salute umana.

Chiara la differenza rispetto ai valori Usa che indicano in acqua un valore limite. Esistono studi di 20 anni orsono in Toscana, dove veniva già allora trovata presenza di fibre di amianto in acqua, in Emilia nei comuni di Carpi, Reggio Emilia ecc. idem; si è trovato traccie di amianto nelle tubature di acqua potabile, e quindi sono state decise le sostituzioni di quelle tubature già da almeno tre anni.

Il Comune di Firenze lo scorso novembre idem ha approvato un ordine del giorno che obbliga Publiacqua alla sostituzione di tali tubazioni. Siccome la faccio lunga e non volevo, oppure che affermi castronerie, mi fermo qui consigliando alcune letture: la storia del Cappellaio matto (molto utile), i libri e gli studi del Ramazzini, il libro di Baldasseroni e Carnevale… buona lettura per le feste di Natale e scusate per la lunghezza.

Alberto Zoppi

Vedi anche: http://www.linealibera.info/lamianto-di-publiacqua-allarmismo-e-approssimazione/

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