amici del ceppo. DUE RICERCHE STORICHE DI SUCCESSO

Il ritorno a Pistoia della "Macchina del Parto" dopo ben 106 anni di assenza e il ritrovamento del crocifisso del “Gianbologna”
La Macchina del Parto

PISTOIA. Gli “Amici del Ceppo e non solo”, l’associazione culturale presieduta da Giovanni Petruzzelli, svolge una lodevole attività sotto l’egida dell’Azienda Sanitaria Usl Toscana Centro; negli ultimi anni ha ottenuto grandi successi, due minuziose ricerche storiche di pregevoli manufatti andate a buon fine.

È stata infatti “ Amici del Ceppo”, costituitasi nel 1998 per volere del dottor Fedele Ciccarelli e dal 2009 con sede alla Biblioteca Medica Mario Romagnoli per convenzione con l’Usl 3, la protagonista del ritorno nella città di Giano della Macchina del Parto e del ritrovamento del Crocifisso bronzeo da sempre, ma erroneamente, attribuito al Giambologna.

Per esaudire le volontà del compianto anestesista Giancarlo Niccolai, di rimpatrio della Macchina del Parto, nel 2009 si mosse la volontaria Isa Vannucchi in collaborazione con Rosanna Mancini, residente a Londra. Il macchinario fu trovato al Museo della Scienza.

Nel 2015 fu eseguito un controllo nello storico degli Spedali Riuniti in giacenza all’Archivio di Stato: si scoprì che non si era trattato di un dono bensì di un prestito al museo britannico, con tanto di polizza assicurativa.

Furono informati i dirigenti aziendali. Nel 2018, messo al corrente il consigliere comunale Iacopo Bojola, appassionato di storia dell’arte, si arrivò alla denuncia ai Carabinieri e alla segnalazione al sindaco Tomasi.

Il crocifisso bronzeo

La corrispondenza del Comune di Pistoia con Londra ha annunciato il ritorno dello strumento all’Antico Ospedale del Ceppo dopo ben 106 anni di assenza.

Visitando l’archivio fotografico dei fratelli Alinari, nel 2010 i volontari hanno scoperto un’opera d’arte di notevole valore: il Crocifisso bronzeo settecentesco del “Gianbologna”. Pareva disperso e invece era sulla scala della casa dei Frati Cappuccini. Si scoprì che era stato archiviato come opera dello scultore Massimiliano Soldani Benzi; da ulteriori studi, risulterebbe un modello di Giovan Battista Foggini. Fu restaurato grazie al Lions Club Pistoia in memoria del dottor Ciccarelli. Lucia Gai ne curò lo studio storico-critico ed Elisa Pucci il restauro vero e proprio.

Per questi successi gli “Amici del Ceppo” ringraziano Iacopo Bojola, Alessandro Tomasi, Lisa Di Zanni, Claudio Rosati, i dirigenti Roberto Biagini, Stefano Cantini, Giacomo Corsini, Daniele Mannelli, Simone Fini e Padre Natale, Padre Gianfranco, Giovanni Petruzzelli, Marcella Romagnoli, Isa Vannucchi, Rosanna Mancini,  Mariella Gherardini, Manlio Monfardini, Antonio Butelli, Marino Agresti, Giorgio Gaggioli, Tea Breschi, Roberta Murghi, Eugenia Calderoni, Graziano Trinci, Federico Puccinelli, Gianclaudio Pais, Rosa Cirone e tanti altri che hanno collaborato con l’associazione, non citati ma nel cuore di tutti i volontari.

Segreteria Associazione culturale “Amici del Ceppo e non solo”

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