ANCHE IL COPIT SI METTE CONTRO CUTIGLIANO E LA MONTAGNA

Per i disabili la montagna è un calvario
Per i disabili la montagna è un calvario

CUTIGLIANO. Che Cutigliano abbia tristemente fatto inarrestabili balzi all’indietro sia per quanto riguarda il decoro del capoluogo che delle frazioni, la cura degli immobili e strutture turistiche pubbliche, la inconsistente o inefficace promozione turistica sono fatti evidenti e ben conosciuti dalla gente di montagna.

La continue perdite di arrivi e presenze abbattutasi nell’ultimo quinquennio sul territorio di questo Comune di quel turismo che per anni ed anni aveva costituito il volano dell’economia locale e montana balza agli occhi di chiunque consulti le crude statistiche emanate dalla Provincia di Pistoia.

La preoccupante discesa, nonostante gli appelli lanciati da chi ha dovuto chiudere esercizi ricettivi e commerciali e assistere all’emigrazione dei giovani, ha determinato di conseguenza uno stato di fatto ignorato da chi malamente ha amministrato Regione, Provincia, Comunità Montana e Comune.

Si tratta di politici e amministratori che in un osceno sforzo di scaricare la responsabilità di scelte sciagurate, ora addebitano le loro magagne al Governo, all’Europa e a Domineiddio.

Dimenticando la Regione, la soppressione di enti turistici e di presidi ospedalieri, la prepotente riassunzione su di sé di gran parte della gestione turistica, mettendone una parte nelle mani di persone prive della necessaria specializzazione (basta rammentare l’iniziativa copia e incolla che ha coinvolto il nostro massimo poeta) e, la parte residua affidandola alla moribonda Provincia in cui abbondano le tessere del dominante partito che prevalgono su tutto.

Di contro su chi ha amministrato i Comuni ricade la supina acquiescenza alle volontà della Regione e dei Mandarini dell’Asl; la realizzazione di opere ingestibili, veri monumenti allo spreco; la scellerata gestione della Comunità Montana, le cui proprietà sono state date in gran parte in concessione senza riscuotere buona parte dei canoni. Il tutto all’insegna di considerare suddito “il popolo ignorante e ciuco”.

Zona Casotti e Statale 12 a Cutigliano
Zona Casotti e Statale 12 a Cutigliano

Ora – ciliegina sulla torta – ci si è messo il Copit-Blue Bus, beneficiario per anni ed anni di contributi statali, regionali e locali, la cui dirigenza ha avuto la magnifica idea di sopprimere nel giorno di mercoledì sulla corsa Pistoia-Abetone la coincidenza che dai Casotti porta a Cutigliano. Un disabile ed il suo accompagnatore saliti a San Marcello alle ore 12,20 una volta scesi ai Casotti nel grande piazzale privo di servizi igienici, sono rimasti per quasi due ore in attesa della coincidenza per Cutigliano. Quando poi è arrivato l’autista per portare il bus a Cutigliano, lo stesso dopo averli informati della soppressione ha aggiunto poi che – pur trasferendosi con il bus dai Casotti a Cutigliano – non poteva farli salire perché, essendo il mezzo ancorché viaggiante etichettato “ fuori servizio”, non poteva accogliere alcun utente dato che le norme aziendali non lo consentono.

Il conducente è cosi partito per Cutigliano con il bus senza i due malcapitati passeggeri ai quali non è rimasto altro da fare che andare sulla statale nr. 12 con la speranza che qualcuno – mosso a pietà – li portasse a Cutigliano. Ma il Copit-Blue Bus non poteva esporre a San Marcello e su i Bus da e per la montagna cartelli di avvertimento leggibili?

Un antico personaggio romano (Cicerone) chiese in Senato: “Quousque tandem abutere patientia nostra?”. La domanda rivolta a Catilina tradotta letteralmente, significa: “Fino a quando dunque abuserai della nostra pazienza?”.

È una domanda tuttora valida da rivolgere a chi ci sta amministrando perché ricordi il risorgimentale ritornello “Quando un popolo si desta Dio combatte alla sua testa, le sue folgori le dà”.

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One thought on “ANCHE IL COPIT SI METTE CONTRO CUTIGLIANO E LA MONTAGNA

  1. Caro Grillo Parlante,
    sono anni che il COPIT non ne indovina una…ai tempi della SMI di Campo Tizzoro fu capace di inserire una corsa alle 13:55 quando il turno di lavoro degli operai finiva alle 14:00, obbligando tutti a prendere la macchina.
    Purtroppo non ci dobbiamo più meravigliare di quello che accade, va bene così !
    Stiamo troppo bene, e l’abbiamo dimostrato alle ultime elezioni.
    Abbiamo costruito un gran parafulmine per le eventuali ” folgori ” che potranno venire dall’alto…aspetta e spera !

    Cordiali saluti

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