ANCHE PISTOIA CANDIDATA A “CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA” [?]

Pistoia. Piazza della Sala e dintorni
Pistoia. Piazza della Sala e dintorni

PISTOIA. Pistoia è tra le dieci città selezionate per il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2016 e 2017.

Oggi, 1° luglio, proprio nel giorno di avvio del Pistoia Blues, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali ha diffuso la notizia delle dieci città italiane, selezionate dalla giuria presieduta da Marco Cammelli, in lizza per diventare Capitale Italiana della Cultura 2016 e 2017.

La giuria ha infatti esaminato i dossier di candidatura delle 24 città che avevano presentato la domanda, valutandone i caratteri innovativi, la qualità, la fattibilità e la sostenibilità a lungo termine. Oltre a Pistoia, le città selezionate sono Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Spoleto, Taranto e Terni, che dovranno presentare entro il 15 settembre i dossier di candidatura definitivi per la scelta della capitale italiana del 2016 e del 2017.

Secondo quanto comunicato dal Mibact, alle due città vincitrici verrà assegnato un contributo di un milione di euro e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del patto di stabilità.

Pistoia. Piazza della Sala e dintorni
Pistoia. Piazza della Sala e dintorni

“È questo – commenta il sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli, che ha fortemente voluto che la città si candidasse al bando ministeriale – il segno ulteriore del salto di qualità, adesso riconosciuto anche a livello nazionale, che Pistoia sta compiendo nella propria offerta culturale. Si tratta, anche in questo caso, del frutto positivo di un lavoro costante e silenzioso svolto fin qui dall’Amministrazione comunale, che produrrà ancora altri risultati.

“Pistoia ha infatti elaborato una propria capacità di fare cultura che evita proclami, raccoglie le differenze e, soprattutto, non si cala dall’alto sulla comunità, ma vi emerge e ne è la più limpida e viva espressione. Il passo di Pistoia è davvero a misura d’uomo: è questa una ricchezza di inestimabile valore.

“L’Amministrazione proseguirà nell’investimento – che considera strategico – sulle politiche culturali: è una scelta di fondo, già contenuta nel progetto di governo, che guarda al futuro e che è fondata sull’idea che il sapere e la cultura rappresentino il primo dei diritti di cittadinanza e lo strumento primario per la coesione e l’integrazione sociale, oltreché una formidabile leva per la valorizzazione dell’identità locale in chiave turistica, di innovazione, di creatività, di benessere economico e di apertura al futuro”.

Per partecipare al bando ministeriale per Capitale Italiana della Cultura, Pistoia ha composto un ricco dossier nel quale si evidenziano le caratteristiche storiche, artistiche e culturali della città storica e del suo territorio diffuso, e si sottolineano le numerose iniziative in programma per i prossimi anni, fra le quali, la gande mostra Marino Marini. Emozioni visive, le speciali edizioni dei Dialoghi sull’Uomo e di Leggere la Città, le celebrazioni per Ippolito Desideri, le stagioni teatrali e concertistiche, la produzione teatrale che sta muovendo passi significativi grazie all’Associazione Teatrale Pistoiese, il Pistoia Blues.

E i bicchieri dopo una notte brava...
E i bicchieri dopo una notte brava…

A fare da sfondo alle molteplici iniziative che animano tutto l’anno pistoiese, vi è una città che, nel farsi più attenta ai bisogni dei cittadini e dei visitatori, va progressivamente trasformandosi, grazie anche ad una vasta serie di interventi di recupero e di valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico: l’ex Ospedale del Ceppo diventerà un quartiere di alta qualità architettonica ed ambientale, libero dalle auto, con un grande parco pubblico e, nella sua parte monumentale, un nuovo polo museale di pregio, con spazi espositivi e per co-working, start up giovanili e la Casa della Città, che sarà il cuore della partecipazione attiva dei pistoiesi alla vita della città; anche il Palazzo Fabroni diverrà il Museo del Novecento e del Contemporaneo, con nuovi servizi di biglietteria e bookshop, info-point, caffetteria, e un ‘giardino d’autore’ contemporaneo; le Mura Urbane saranno valorizzate, qualificate e immerse in un sistema di verde pubblico, via via più diffuso e di qualità; architetture di straordinario valore storico-testimoniale, come le chiese di San Salvatore, San Pier Maggiore, Sant’Jacopo in Castellare e la Saletta Gramsci, saranno restaurate e restituite a nuova vita, con funzioni turistiche e culturali; saranno inoltre avviati e sviluppati progetti di lunga portata sul fronte delle biblioteche e dei musei cittadini. Questo ed altro sarà Pistoia nel 2016 e nel 2017 e avrà dunque tutti i requisiti per aggiudicarsi il titolo di Capitale Italiana della Cultura.

La Sala di notte
La Sala di notte

Il sindaco e l’Amministrazione comunale sono già a lavoro, fin da oggi, per determinare tutti gli atti necessari alla costituzione di un comitato promotore di cui faranno parte i rappresentati dei principali enti, fondazioni e istituti cultuali cittadini e per individuare figure qualificate di esperti e manager culturali in grado di coordinare e sviluppare il progetto dal punto di vista tecnico.

A questo lavoro, dovrà però accompagnarsi una mobilitazione viva e intelligente di tutta la città che non può che rappresentare la cifra essenziale del progetto di “Pistoia Capitale Italiana della Cultura”.

Marta Quilici
Portavoce del Sindaco di Pistoia

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CARO SAMUELE, NON BASTANO CHIESE E MUSEI

 

Socrate
Socrate

COME SOCRATE scherzava poco con i suoi allievi, così farò io con un Sindaco che, pur essendo stato mio allievo (ma gli allievi sono come i figli e i parenti: non ci si scelgono, ci toccano), ha imparato zero dalla filologia che sa capire le parole, e troppo dalla filosofia che con le parole altro non fa che giocarci.

Bertinelli gioca, ha sempre giocato e sempre giocherà. Gli è mancato, perlopiù, il contatto con la realtà: cosa che sempre càpita ai filosofi che vivono sospesi in un corbello e che sbagliano la realtà con delle corbellerie.

Non sa cosa significa avere una città pulita, non sa cosa significa avere una città brutta di fuori ma bella di dentro come Socrate stesso: insomma, una città dignitosa. E perciò una città di cultura.

Bertinelli, al contrario, ha una città piena di sudicio e sporcizia, una città incontrollata e incontrollabile, una città – e mi torna in mente un elzeviro di Primo Levi che Bertinelli non conosce – che può vantare solo un triste vantaggio, quello dei segni sulla pietra [1], le migliaia di gomme americane sputate sui marciapiedi e appiccicate sull’ultima grande spesa bertiana del rinnovamento della pavimentazione urbana. Un vero troiaio.

L’altra sera, uscendo di redazione e camminando verso la Torretta per imboccare via Palestro, ci siamo fermati, noi di Linee Future, a guardare quante sigarette pesticciate ci fossero, oltre alle gomme americane, sui marciapiedi dove la gente transita per fare vita di centro; quante pisciate o merde di cani; quante scatole appoggiate ai muri. Una devastazione!

Allora mi chiedo e chiedo, anche a Bertinelli che non sa leggere e non sa scrivere – e per questo non risponde mai e quando lo fa lo fa in maniera arrogante ben poco filosofica –, ma sa solo parlare, se lui, l’eletto, sa davvero cosa significa cultura o se la sbaglia solo per la conoscenza di qualche libro in più. Se ha mai visto una città europea dal vivo e se la ha vissuta. Se è mai stato a Aquileia, a Mantova, a Parma (tranne che per comprare il Parmigiano)…

Perché, se anche c’è stato, sono, più che convinto, certo che mentre camminava per via, leggeva un libro dei suoi. Guardava passare le parole sotto i suoi occhi, ma non vedeva i luoghi come quel filosofo che, osservando le stelle, finì dritto nel pozzo.

Non può essere altrimenti. O non chiederebbe di fare di Pistoia la capitale della cultura…

Edoardo Bianchini

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[1] – «Segni sulla pietra, … comincia con una “lettura” dei selciati dei marciapiedi torinesi come un documento mineralogico, antropologico, storico, e termina con amare riflessioni sull’indistruttibilità della gomma da masticare» (I. Calvino, I due mestieri di Primo Levi, in «la Repubblica», 6 marzo 1985).

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