«ANCHE PRATO AVEVA I NUMERI PER CANDIDARSI A CAPITALE DELLA CULTURA»

Roberto Cenni
Roberto Cenni

PRATO. Pubblichiamo il commento di Roberto Cenni alle dichiarazioni dell’assessore Mangani.

Inizialmente non avevo voluto credere alle mie orecchie ed ho aspettato la risposta dell’assessore alla cultura Mangani nel corso del consiglio comunale di ieri, giovedì 28 gennaio.

A domanda ha di nuovo ripetuto che non c’erano stati i tempi tecnici per una candidatura pratese al bando per capitale italiana della cultura 2017. Ebbene il bando è del dicembre 2014, a sei mesi dall’insediamento della giunta Biffoni, ed i lavori della commissione esaminatrice sono iniziati a giugno 2015.

Quindi, se tanto mi dà tanto ci sono stati almeno 5 mesi per lavorare ed invece l’assessore ci dice che la macchina organizzativa di una città di oltre 190 mila abitanti (Pistoia ne ha pochi più di 90 mila) non è stata in grado di predisporre gli atti necessari per partecipare?

Proprio cercando i termini del bando mi sono imbattuto in un’altra bellissima notizia. Sulla home page del ministero per i beni culturali fa bella mostra di sé la statistica annuale dei musei statali italiani, con i proclami trionfanti del ministro Franceschini.

Centinaia di nomi famosi distribuiti in oltre 15 pagine ove si leggono cifre da capogiro: +6% di visitatori e +14% di incassi a livello nazionale, +3% di biglietti staccati (oltre 6 milioni e 700 mila) e +18,5% di introiti (quasi 30 milioni di euro) in Toscana. Ed in tutta questa pioggia di persone e soldi la giunta Biffoni cosa fa? Tiene chiuso il Museo Pecci fino a data da destinarsi (vi rammento che ad aprile 2014 la nuova ala era finita e pronta per essere inaugurata), produce due mostre al Pretorio che raggiungono a malapena i 7000 visitatori e, a tal proposito, vorrei sapere dall’assessore quanti di questi sono i paganti effettivi.

Non viene attivato il sistema museale con la Diocesi, non fa nulla per rendere vivo il Museo del tessuto, relegandolo a sala conferenze. Si assiste ad una desolazione assoluta se confrontata con le decine di migliaia di visitatori della mostra al Pretorio su Donatello e Lippi.

Chiedo all’assessore Mangani cosa stia facendo la giunta per programmare un percorso virtuoso di crescita culturale, a quasi due anni dall’insediamento.

Per adesso l’assessore si limita a scrivere il personale libro dei sogni sul suo profilo Facebook e ad affermare, per ben due volte, che non c’erano i tempi per una candidatura pratese. Mi viene il dubbio che tutto sottenda ad un indirizzo superiore ben preciso, ovvero tenere un profilo basso nell’ultima parte del 2014 e per tutto il 2015 per far sì che i pratesi credano alla fandonia dell’inesistente buco di bilancio lasciato da Cenni.

Palazzo Pretorio di Prato
Palazzo Pretorio di Prato

In realtà l’amministrazione da me guidata ha lasciato un patrimonio enorme a chi le è succeduta: riapertura di Palazzo Pretorio, completamento dell’ampliamento del Museo Pecci, recupero di piazza delle Carceri e del Bastione delle Forche.

Iniziative ed eventi che avrebbero permesso a Prato di affacciarsi finalmente sui circuiti turistici e culturali di ogni tipo: la rinascita del Settembre Pratese e della Palla Grossa, Visionaria, la Festa del Pane, il PicNit, Prato Contemporanea.

Avevamo un Teatro Metastasio pronto per affrontare e vincere la sfida per il titolo di “Nazionale”, ma si preferisce abdicare in ossequio alla sudditanza con Firenze, Renzi e Rossi e far premiare la Pergola ed un teatro, l’Era di Pontedera, di cui nessuno aveva sentito parlare fino allo scorso anno. Disperdendo un patrimonio di 50 anni di investimenti e le fatiche di geni del teatro italiano, da Ronconi a Castri per finire a Magelli.

Quella del sindaco Biffoni, della sua giunta e dell’assessore alla cultura Mangani è una riduzione ai minimi termini di Prato, un’annullamento di qualsiasi iniziativa messa in campo da chi li aveva preceduti, un tenere la testa bassa e far sì che il tempo passi.

Tempo che passa inesorabile e conduce la nostra città all’oblio, schiacciata com’è fra la matrigna Firenze e la capitale della cultura Pistoia.

Roberto Cenni
Consigliere Comunale
Capogruppo “Prato con Cenni”

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2 thoughts on “«ANCHE PRATO AVEVA I NUMERI PER CANDIDARSI A CAPITALE DELLA CULTURA»

  1. Si eè vero…anche voi potevate ambire…se solo aveste indirizzato per tempo la richiesta a Pechino…vabbè per quest’anno è toccato a Shangai, ma vedrete che l’anno prossimo….

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