ANCORA SULLA VICENDA LAING

Pare che «per alcune persone, anche troppe, il fatto disdicevole non stia nel contenuto della telefonata, che ho trovato, sicuramente offensivo, a tratti irridente e intimidatorio», ma nella diffusione del testo...
Simona-Laing-in siberia
Simona Laing, dissidente e perciò siberizzata

PISTOIA. Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile Direttore,
a qualche giorno di distanza dallo “scandalo” della pubblicazione della telefonata del Sig. Bartoli alla Sig.ra Laing, desidero esprimere nuovamente un’ulteriore osservazione personale sugli sviluppi che la vicenda ha preso nei commenti sui mass media locali e nazionali (ma soprattutto locali).

Infatti pare che, per alcune persone, ma a me pare anche troppe, il fatto disdicevole non stia nel contenuto della telefonata, che ho trovato, sicuramente offensivo, a tratti irridente e intimidatorio, nei confronti della Laing.

No, il fatto deprecabile pare stia nell’aver registrato la telefonata e averla resa pubblica (non conta se un’azione è lecita, conta solo la morale… ma chi la decide la morale? Chi fa telefonate del tipo di quella in oggetto?).

Come capita spesso in questo Paese, dove la forma oscura la sostanza, dove le chiacchere finiscono col rendere reale l’irreale, pare che la sostanza disvelata non conti nulla rispetto al modo in cui è stata rivelata.

In pratica chi se ne importa se i candidati alle regionali del Pd sono stati scelti 2 anni fa a tavolino dai soliti quattro manovratori? Basta che non lo si dica in pubblico, che non si lasci il Re nudo. E chi se ne frega se un esimio professore universitario vuole ricoprire di “merda” una sua compagna di partito (una che tra l’altro l’ha appoggiato e sostenuto quando lui uscì perdente dalle primarie contro Bertinelli) solo perché questa vuole, nel rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione, competere democraticamente per le regionali?

Il Sig. Bartoli poteva e doveva fare solo una cosa, per dimostrare che il Sig. davanti al cognome è meritato: scusarsi con la Laing per un momento di “folle maleducazione”, ma non l’ha fatto, dando così l’idea che non si è trattato di una momentanea perdita di controllo, ma di un modus ordinario di agire.

Un’ultima cosa: perché il Sig. Bartoli, fuori dai giochi e dalle candidature, ha fatto quella telefonata? Un’animosità del genere induce a fare svariate congetture, e se è vero che la politica oggi è ridotta a un puro “do ut des”, sarebbe bello sapere se questo è il caso e, in cosa consiste il “des”.

Cordiali saluti.

Massimo Scalas

Vedi anche qui: http://www.linealibera.info/laing-epurata-che-la-rivoluzione-renziana-sia-solo-fuffa/

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Il silenzio degli innocentiIL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

 

È NOSTRA INTENZIONE pubblicare un commento riassuntivo su tutta la vicenda.

Ma intanto vorremmo sottolineare un’evidentissima anomalia: il fatto che, sulla storia Laing, nessuno dei civatiani si è ufficialmente mosso per fare una sola battuta.

Vi sembra una cosa normale…?

l.f.

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2 thoughts on “ANCORA SULLA VICENDA LAING

  1. Cosa c’è di normale in un paese come questo, hanno svuotato la democrazia di tutto ciò che potesse garantire i cittadini, é la terza e ripeto terza volta che un governo viene scelto da un vecchio che non voglio nominare, che ha usato metodi fascisti, che é stato il peggior presidente del regime italiano, che non ha permesso al popolo italiano di votare i loro candidati? Ma si sono succeduti grazie al regime napolitano (minuscolo voluto per la stima al vecchio fasciocomunista) governi che stanno riducendo questo paese alla miseria più nera con tutte le conseguenze che vediamo? Leggiamo? Tutti i giorni delle difficoltà che milioni di italiani che non sanno come fare per andare avanti a differenza di questi politici marci, corrotti, ladri, e disonesti. Ed allora come meravigliarsi della esclusione della dottoressa Laing, nel pd (per disperati) funziona così, o sei lobotomizzato e allineato nel programma? Di partito, oppure vieni fatto fuori senza se e senza ma, sia detto mai che una persona possa avere un cervello per pensare e non essere allineata al regime partitico. E come dico sempre, non é una laurea che ti rende intelligente, o lo sei oppure demandi ad altri, e nel pd ( per disperati) si perde la conta delle persone intelligenti, a cominciare da quel bomba che esegue gli ordini di frau Merkel, per non dire del gran duca di toscana, e mi scuso se non cito tutti i piddini, lo spazio e il tempo non basterebbero. E se il nuovo che avanza si chiama baldi….. Buona fortuna. PS: Dottoressa Laing, io ho già scritto che non l’avrei votata perché ha detto di essere una renziana della prima ora, però nella mia spero obbiettività le posso solo che dirle che chi non la vuole non la merita. Un grande in bocca al lupo per il suo futuro e la sua vita, cerchi di rimanere sempre onesta e trasparente, chissà che alla fine non si tolga una qualche soddisfazione. Salvatore Maiorano

  2. Penso fosse renziana della prima ora, perchè le era piaciuto il modo in cui lui, avversato dal partito, aveva vinto le primarie e, probabilmente ci aveva creduto che la stessa cosa potesse succedere anche a Pistoia…che fosse iniziata una nuova stagione. Invece, una volta preso il potere ha riportato il partito indietro di 50 anni. Non sia mai che quello che è riuscito a lui possa riuscire ad altri. Io spero che la Sig.ra Laing tragga le conseguenze dal comportamento del suo partito, se ne esca e per le prossime comunali provi a farsi portavoce di quella parte di città, che non si risconosce nell’attuale sistema di potere e che ora non trova una persona credibile che la rappresenti. Una lista civica? Perchè no? Rivolgo questo invito a lei e a tutti quelli capaci che ci sono e, che proprio per questo vengono esclusi (noto che risultati professionali e competenza sono una nota di demerito in politica)
    Massimo Scalas

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