animali & uomo. BREVI APPUNTI PER CONVIVERE CON GLI ORSI

«Gli incontri con l’uomo: esperienze uniche, il cui esito dipende dal grado di conoscenza, confermando che dall’ignoranza della loro etologia può derivare un cattivo rapporto»
Orsa con cuccioli

A PARTIRE dal 1939 si è iniziato a proteggere l’orso, senza, così facendo, averne scongiurato il rischio estinzione.

La persecuzione diretta da parte dell’uomo e le modificazioni ambientali intervenute negli ultimi due secoli hanno ridotto l’originaria popolazione a soli 3 o 4 esemplari confinati nel Brenta nord-orientale.

Era la fine degli anni Novanta del ’900 quando qualcuno pensò e mise in atto il progetto Life Ursus, cofinanziato dall’Unione Europea.

Tra il 1999 e il 2002 vennero rilasciati 10 orsi (3 maschi e 7 femmine) provenienti dalla Slovenia, che hanno originato la popolazione attuale di 40-50 esemplari.

Gli operatori turistici da una parte lo temevano, ma dall’altra presero ad adottarlo. L’orso infatti si presentò come un affare per il turismo, una attrattiva naturale dei luoghi e a riprova di questo, nel maggio 2011, il gruppo di ricerca dell’Università di Trento coordinato da Marco Ciolli stimò il suo valore pubblicitario arrivando alla conclusione che 11 passaggi sulle tivù nazionali in tre settimane equivalevano a un investimento di 360 mila euro.

Questo dato dovrebbe far riflettere ancora di più sulla convivenza tra l’uomo e il plantigrade, convivenza non facile soprattutto per le difficoltà umane a condividere lo stesso ambiente con specie diverse (spesso anche con la stessa) e quindi a far collimare le nostre esigenze di libertà e sicurezza nell’ambiente con quelle dell’orso, posto al centro di un importantissimo progetto naturalistico italiano ed europeo.

Orso

Non è stato e non è facile favorire l’insediamento e la riproduzione di un animale così imponente in valli che lo ospitavano da tempi remoti ma che oggi sono anche fortemente antropizzate.

Gli orsi introdotti si sono ambientati benissimo nei boschi e sui monti del trentino dove ha trovato cibo per sopravvivere e rifugi per l’inverno.

Al contrario di lupi e linci, gli orsi non sono animali territoriali ma migrano stagionalmente percorrendo lunghe distanze, soprattutto i maschi nella stagione degli amori.

Tali spostamenti possono portare, un animale di 250 chili, alto due metri e mezzo in grado di correre a 50 Km/h, di nuotare ed arrampicarsi sugli alberi con agilità a incontrarsi, inevitabilmente, con l’uomo. Si tratta di esperienze uniche il cui esito dipende, il più delle volte, dal grado di conoscenza degli orsi confermando che dall’ignoranza della loro etologia può derivare una cattiva convivenza.

L’ignoranza è l’anticamera del pregiudizio che contribuisce a peggiorare la situazione. Saper accettare qualche scomodità e qualche spavento è il prezzo che dobbiamo pagare se vogliamo davvero salvare e beneficiare di ciò che rimane della natura. E tutto dipende dall’uomo.

Nello specifico l’orsa Kj2, una mamma per la precisione, ha messo in atto un comportamento del tutto regolare, naturale e normale difendendo i propri cuccioli. Tendenzialmente l’orso bruno non è aggressivo ma piuttosto riservato e schivo, può reagire solo in due casi, per autodifesa per la difesa dei cuccioli.

Alcune regole andrebbero rigorosamente osservate, non avventurarsi in zone ove sono segnalate mamme orse, non portare con sè il cane, produrre meno rumori possibili. Se, nonostante tutte queste precauzioni il caso ci facesse incontrare un orso dovremmo rimanere fermi senza agitare le braccia, senza urlare o dare la sensazione di rappresentare una minaccia, indietreggiare lentamente o accovacciarsi pancia a terra con lo zaino sulla testa restando immobili per dare il tempo all’animale di allontanarsi.

Il 22 luglio, nei boschi di Terlago (vedi qui), lo sfortunato pensionato, preso dal panico, ha sferrato una bastonata sul muso dell’orsa provocata forse anche dal cane. Il signor Metlicovec ha successivamente ritrattato fornendo un’altra versione dei fatti favorito dal fatto che l’animale non poteva, ovviamente e purtroppo, giustificarsi.

Sembra probabile quindi che l’uomo e l’animale si siano letteralmente azzuffati ovvero un evento assolutamente da evitare anche perché l’esito sarebbe potuto essere assai peggiore. Fortuna ha voluto che l’orsa abbia limitato la sua reazione.

Chi è in vena di escursioni ha l’obbligo di informarsi sui rischi dei luoghi che si appresta a frequentare e sulle conseguenti modalità di comportamento, una volta acquisiti la responsabilità di quanto potrebbe succedere è solo a carico esclusivo del singolo.

[Fiore Di Monozzo]

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