aperitivi & prosecchi. COME SI AMMAZZA UN COMUNE A FORZA DI CORRERE PER METTERGLI IL SALE SULLA CODA COME AI PASSERI

La campagna elettorale per le prossime amministrative di Serravalle è iniziata. Chi la vede bianca, chi la vede nera e chi chiacchiera “a vòto” e fa discorsi “a pera”. Fidàtevi, la certezza è solo una: la lista Bolognini ci sarà a prescindere e farà scintille

 

“La giunta è immobile qual piuma a terra”. Leardo Corsini ha sparato contro Lunardi e il suo séguito. Quanto alle liste per le prossime amministrative, il segretario del Pd ritiene che possano durare solo “quanto un aperitivo”. Ma a volte si parte dall’aperitivo e si finisce sbronzi sotto il tavolo…

 

LISTE CIVICHE? CHISSÀ

SE UNA IN PIÈ NE RESTERÀ. . .

 


 

Il Sen. La Pietra e Sonia Pira: l’amor si sta freddando?

 

A PARTE IL FATTO che non possiamo più esprimere le nostre personali opinioni sulla politica e sulla storia, perché arriva un bischero qualsiasi che presenta una querela e un distinto signore della procura decide di dargli sùbito retta e ci bastona ben bene anche se abbiamo la ragione più palese del mondo: a parte questo – dicevo – da persona che ha ormai superato il punto di non ritorno, mi prendo tranquillamente (non certo come i giornalisti di Pistoia) il mio diritto di dire anche con il rischio di farmi querelare una seconda volta da madonna Sonia Pira, elogiata dal signor Claudio Curreli perché, tra i miei disegni criminosi, ho osato pubblicare una frase a sfottò: «Pira di nome e di fatto». Frase, fra l’altro non mia, ma di un commentatore politico.

E ci voleva un giudice per reprimere questa tremenda offesa? Non sarebbe bastata una minaccia e qualche bestemmia sonora e strillata di don Piergiorgio Baronti, sindaco del Bottegone, come quando voleva spaccare la testa all’arbitro durante una partita di basket e dovettero intervenire i carabinieri per sedarlo?

Serravalle è e resta il paese del divertimento. Anche la Pira resta la donna del divertimento. Insieme a La Pietra, il senatore che, però, ormai ha un solo pensiero: l’Irene Gori – quella che, se non diventa sindaco di Quarrata, resta fuori. Ma ha pur sempre Vannino Vannucci su cui poggiare le radici del suo studio associato con babbo Fiorello, ex-dc trasferito alla margheritica Sabrina Sergio Gori, imbestialita perché da me definita la «sindaca più inutile di Quarrata» e da qualche altro anche «la più dannosa».

L’Irene Gori: sindaco di Quarrata o sarà fuori?

Vediamo se la Pira s’incazza anche stavolta: se corre a Roma, omaggia Salvini e un centinaio di leghisti, e poi passa dagli uffici della questura per querelarmi per le mie buggìe, come dice lei.

Il suo amore per il senatore sembra in via di dissoluzione: come del resto il suo partito la Lega/bega che, da Patrizio, il genio dell’ampolla (com’è chiamato), non è stata in grado di ottenere, pur pressando su Lunardi, nessun assessorato nella giunta serravallina.

Il Comune di Serravalle è nel caos. Il poggio frana, la ferrovia si blocca, e qualcuno resta con l’amaro in bocca. Anche il Covid ci s’è messo di traverso: sono saltati i Forti Legami della Franca Frosini (moglie di Leardo Corsini, segretario del Pd) e alle Milleluci almeno 998 lampadine sono spente.

La destra – checché ne dica il sinistrorso assessore Maurizio Giuseppe Bruschi su Facebook, dove reclamizza la Cgil – non ha realizzato nemmeno mezza minchia di ciò che aveva promesso; ma la sinistra (quella litigiosa di Corsini e Mochi, con in mezzo altri sette o otto, fra capi, capetti, capidaglio o capodogli) non brilla di più: dato che ora, con la questione del Pollerone anche la spinta del gattone di Castellina s’è assai attenuata.

Già in crisi per la storia punto bella della misteriosa perdita del Circolo Arci di Masotti, Le Mokó, dopo una grande stagione di caccia alle anatre olandesi fra le Rocchine, i Paesi Bassi e i sequestri di fucile in Deutschland, oggi, pur disponibile a fare una lista di sinistra (ma senza giovani, i quali lo sberleffano a cominciare dal suo nipote Santucci) sembra, più che un gattone, un povero micio randagio che ha bevuto un po’ di latte riscaldato, con immediato effetto corpo-sciolto stile Benesperi-Pedrito di Agliana.

Se si somma l’effetto-Pollerone a tutto il resto e ci si aggiungono le minacce, inesplicate ma reali, di Leardo Corsini (fotografato con tanto rossetto alle labbra sul Giornale di Pistoia del 5 marzo scorso – ragazzi, non fatelo più: sta davvero male truccato così!), Corsini che, scavalcando Pratesi, piantò la discarica in quel posto ai casalini, ma oggi accusa il Lunardi di non averla chiusa o fatta chiudere: se si considera tutto questo, se la vedono comunque brutta tutti i casalvallesi. Che piattezza a Casale-Serravalle! L’unica cosa che “viene fuori” è un muro di cinta in via Valli contro cui sbatte un marciapiede.

Per via del Pollerone trema questo gattone?

Può anche darsi che le liste civiche, come dice Corsini nell’intervista del rossetto, durino quanto un aperitivo, ma ciò sarebbe in perfetta e coerente linea con il Pd di Letta. E tuttavia ce ne sarà pure una – almeno una – capace di andare in fondo e di turbare l’acqua-morta di Castruccio, mettendo parecchi in ginocchio.

Già, le liste civiche… L’ha fatta pulita il Maurizio Carrara a passare da Fi a Lega/bega. Secondo una delle mie buggìe, la Pira – che sta perdendo pezzi da tutte le parti – ha alzato il naso in aria e, fiutando il vento, sembra che si stia orientando altrove rispetto a FdI.

Per la prossima tornata (una volta la tornata ce l’avevano anche le donne che allattavano) corre voce – buggiàrda? – che la Sonia abbia già lanciato un’opa per Serravalle a riconferma di Lunardi-Sindaco, ma anche con qualche innesto legaiolo.

Se poi – così dicono le buggìe correnti – il senatore si vuole accodare, lo faccia: ma loro, di fede legana, con l’aiuto del rosario di Salvini, pensano e sono quasi certi di poter festeggiare la ri-vittoria, magari con una bella damigiana di prosecco.

Riepilogando: Forti Legami in crisi; Castellina con «gatto al corpo sciolto», in crisi; Pd di Corsini alLettato, causa ius soli (soletti, Pd poveretti). La sinistra, allora, a chi resta in mano come il cerino, se non c’è più? Al Daghini idealista e anpigiano? Allo Spinelli che partì dal Daghini, ma, perso l’orologio lungo la via, tornò tardi a casa e trovò l’uscio chiuso e la Kawasaki sull’aia? Alla Luigia Caferri, rappresentante dei più alti valori della lotta di liberazione, la quale però seppe piazzare la figliola in Comune – una figliola che fra l’altro pare sia in lista di attesa per transitare in carriera D al Comune di Pistoia? Eh, Luigia? Il che si dice verso il ponte della Nevaia? E non ridano sotto i baffi certi ex-assessori che fecero altrettanto con la propria rampolla impiegata, pur’essa, sul colle di Castruccio…

Luigia Caferri. In nome dell’Anpi, mia figlia bisogna che campi!

È un casino, gente! Ci credo che tutti abbiano paura del Bolognini. E credo anche che abbiano una fifa verde che quell’òngaro, discendente di Attila, faccia davvero una lista che spiaccìca tutti fra uscio e muro.

Il Bolognini terrore della piana e del colle! Anche e soprattutto per questo la fibrillazione è palpabile in tutti gli schieramenti. Perché il Bolognini fa parte di quella categoria di matti che, non essendosi arricchiti con la funzione pubblica, non li impaurisci nemmeno con le bombe come quella che gli fu fatta scoppiare alle spalle in centro a Casale qualche anno fa.

Lui non è ricattabile; è uno che vorrebbe far più ordine e più pulizia; è stato defenestrato dal Mochi; non lo hanno voluto il Lunardi e la destra: cosa vi aspettate? Che si faccia convincere dall’Agostini a lasciar correre, perché le cose di Serravalle vadano di male in peggio? Se credete che i giornalisti di Pistoia vi parlino di queste cose, morirete vergini.

Villa Montaletto. Sembra strano ma a volte con una sega si risolvono mille problemi

La lista del Bolognini non solo è in cantiere, ma addirittura farà scintille. Come in quella notte di luna in cui, a Villa Montaletto, si era persa la chiave del lucchetto del cancello.

E dovettero chiamar gente a tagliare le catene con una sega a disco a scoppio che tirava le “faille” fino alle stelle.

D’urgenza. Già… ma perché di notte e d’urgenza? Qualcuno lo sa? Mah…

Dallo Spielberg con onore, Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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