appastati & rimpastati. SOGNO DI UN ASSESSORE DI MEZZA ESTATE. FANTAPOLITICA E MOVIMENTI TELLURICI SOTTO LA TORRE DI CASTRUCCIO

«Vi meravigliereste se un domani (a breve o medio termine), sotto la Torre di Castruccio, un paio di suonatori (mettiamo Roy & Benedetta, per esempio) lasciassero strumento e spartito a due “new entries”, tutte, al momento, da immaginare? Boh!»
Il Pd serravallino è – più o meno – in agonia. Ha, per prima, una grave malattia nervosa che potremmo definire “sindrome dissociativo-schizofrenica da separati in casa”. Separati in casa perché i Pd casalvallini sono due: quello di Serravalle-Masotti e quello di Casal-Grillo. Oltre a questo, il Pd casalino (Rocco, in questo caso non c’entra: lui fa il badante a Conte, l’uomo della s-provvidenza) è un feto gemellare ma non monozigòtico: perché le anime, al suo interno, sono due e ben distinte, quella di Leardo Corsini e l’altra di Enrico Pratesi

SE TU INSISTI A INCASTRAR CANI

POI TI LEGHI PUR LE MANI


 

QUALCHE DECENNIO fa, quando mia figlia era piccola e ancora i comunisti non avevano giustiziato Craxi perché non volevano che li tenesse a bada, lui, unico a saperlo fare; tornando dal mare, in autostrada, e vedendo la bellissima torre grigia di Serravalle, mi scappò detto che quella era la torre di Castruccio Castracani.

All’improvviso scoppiò un pianto dirotto e la bimba iniziò a dire «Non voglio che fra le pietre della torre ci incastrino i cani!». I genitori sono cattivi e io mi misi a ridere. In realtà oggi riesco a capire meglio e mi chiedo chissà quanti cani ci hanno incastrato, fra quelle pietre, i compagni, in più di 70 anni di manipolazione del potere e di silenzio ermetico.

Sempre lassù, sotto la torre dei cani incastrati alla Roger Rabbit, fu recitato il famoso «Sogno di un assessore di mezza estate», rivisitazione di Shakespeare in chiave moderna. Un assessore che, da 15 giorni sulla poltrona, una mattina ricevette la visita di un distinto signore che si sedette dinanzi a lui e, senza mezzi termini, gli disse che “se avesse fatto il bravo, nell’arco del suo mandato avrebbe ricevuto (perché gli spettavano: testuali parole) 20mila euro”.

Risposta dell’assessore di mezza estate, che durò quanto quella di San Martino, tre giorni e un pochino: «Gentile signore, lei va a fare in culo da sé o devo chiamare il maresciallo?».

I casalvallini sanno tutti bene che queste non sono storie. Come storie non sono tutte quelle che finora questo povero, ma onesto giornale on line, vi ha narrato senza nulla tacere del “puttanaio” castrucciano, di cui oggi vi narriamo una nuova puntata: Beautiful, episodio 4.302esimo.

«Se Atene piange, Sparta non ride» è, come si sa, una frase che indica come tutti abbiano le proprie difficoltà. Nel nostro caso indicheremo Sparta (metafora del comunismo) come il Pd serravallino, e Atene (metafora della democrazia) come l’amministrazione Lunardi. Ma, per diritto di anzianità (oltre 70 anni di guai) iniziamo da Sparta.

SPARTA NON RIDE

Circolo Arci Masotti

Il Pd serravallino è – più o meno – in agonia. Ha, per prima, una grave malattia nervosa che potremmo definire “sindrome dissociativo-schizofrenica da separati in casa”.

Separati in casa perché i Pd casalvallini sono due: quello di Serravalle-Masotti e quello di Casal-Grillo. Oltre a questo, il Pd casalino (Rocco, in questo caso non c’entra: lui fa il badante a Conte, l’uomo della s-provvidenza) è un feto gemellare ma non monozigòtico: perché le anime, al suo interno, sono due e ben distinte, quella di Leardo Corsini e l’altra di Enrico Pratesi.

Se il Pd casalgrillese dovesse partorire, le due creature non si somiglierebbero affatto come due gocce d’acqua: sarebbero diverse e anche (come abbiamo avuto modo di vedere qualche tempo fa sul tema della discarica) in netto contrasto fra loro.

Il Pd masòttico, invece, che all’origine era ferreamente stretto fra gli artigli di Renzó Le Mokó, il gattone tanto soffice quanto pericoloso (ha il vizio di sparare alle anatre senza preavviso), quel Pd sembra che si stia liberando di famosi “ugnelli felini” e che stia per fare un po’ come il famoso sacco di topi quando si scioglie la balla e gli si dà l’anda: tutti di qua e di là in tutte le direzioni – e (pare) alla base di tutto lo «sparpagliolìo» ci sarebbe l’Arci-Masotti, inteso come locale. Cosa è successo? Anche questo locale ha subìto la botta da Covid-19, visto che non ha ancora accennato alla ripartenza?

C’è un gran silenzio intorno alla lapide del caro estinto circolo Arci, ma qualche linguaccia stramaledetta va oltre e… si sente parlare di CooperCasa. O che c’entra? Boh! Non si saranno mica accorti che, con la cittadinanza onoraria al duce, quella cosa che rompeva i corbelli alla Simona Querci, a Mussolini era stata data la residenza in via Vecchia Provinciale Lucchese, 19/0, 51030 a Stazione Masotti PT…?

ATENE PIANGE

Attenti al… Cassero!

La giunta Lunardi l’hanno fatta piangere in tutti i modi, accidenti! Tra Pd sparpagliati dappertutto come le perle false di un vezzo che si rompe, e tutte le accuse a Lunardi di essere la causa del cloruro di vinile (ma i compagni dov’erano per 70 anni? A incastrar cani nelle pietre della Torre di Castruccio?), l’amico Piero è stato crocifisso in tutti i modi quando lui, che è l’ultimo arrivato, tanti casini in fila (dalla discarica alle Rocchine e non solo) non può certo averceli messi nel popò dei casalvallini, no?

Non credo che sia saggio e consentito dire che Emanuele Filiberto di Savoia, pur con tutte le sue colpe di sangue reale, possa essere accusato di aver firmato l’entrata in guerra in quel famoso 10 giugno 1940 tanto caro alla sinistra democratica!

Spremuto – Piero – a dovere anche dai suoi, per così dire, sostenitori. Dalla destra FdI alla Lega. La prima gli ha fatto improvvisamente un gruppo da cova sotto il sedere; e la seconda (cioè la Lega) insieme a FdI gli ha chiesto, proprio in questi giorni, un incontro urgente – e sembra che questo incontro ci sarà.

Anzi, si sente anche di più. Piero avrebbe detto «vi ricevo» a condizione che fosse presente anche Forza Italia con Elia Gargini: e, dietro a questo, il sindaco avrebbe avuto un risentito no dal duo La Pietra-Pira in quanto Elia fa già parte del suo staff. Soluzione di compromesso: Forza Italia manderà un rappresentante neutro. Così almeno si dice.

Ecco che allora occorre tornare indietro di un passo e riprendere la famosa storiella della videoconferenza di cui vi ho parlato nei giorni scorsi: quella fatta saltare da chi era sceso in campo a gamba tesa – e ora si può anche dire, l’Elena Bardelli.

A quella videoconferenza – che poi non c’è stata – doveva partecipare anche Patrizia La Pietra, sorella del Senatore. E, a questo punto, come si fa a pensare che il Senatore ne fosse completamente all’oscuro come pare che abbia dichiarato? E come dire che la fondazione del «triumvirato Fdi» (Patrizia La Pietra, Matteo Giovannoni, Stefano Agostini) serva solo a tenere una bandierina da sventolare in mano?

Vi meravigliereste se un domani (a breve o medio termine), sotto la Torre di Castruccio, un paio di suonatori (mettiamo Roy & Benedetta, per esempio) lasciassero strumento e spartito a due new entries, tutte, al momento, da immaginare? Boh!

Per oggi credo di avere detto anche troppo. Non vorrei che il pulminaro Spinelli, ora in pensione, ma molto attivo negli scambi-gemellaggi con l’estero, fratello di Kawasaki, il «trombatore» del Rio di Casale, ricominciasse a fare il prezioso e tornasse a dire che, a fare il giornalista, anche meglio di me, ci riuscirebbe assai bene perfino in piedi su una gamba sola come le gru quando dormono.

Patrizio La Pietra in Senato

Magari un consiglio, però, vorrei darglielo. Quello di non scrivere più «havete» con l’acca nei suoi interventi facebook, come mi è stato maliziosamente segnalato…

Politici di Casalvalle, state in campana. Iniziate a oliare il fucile, perché stanno per aprire la caccia alle anatre! Qualcuno potrebbe rimetterci le penne.

A Elia Gargini dico: non prendertela se non ti ho chiamato per conferme. So per certo che, se l’avessi fatto, mi avresti detto che non è vero, per cui per quale motivo avrei perdere anche solo due minuti di tempo? Un saluto.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca, critica e satira

Forse è l’ora di cominciare a liberare i cani incastrati nelle pietre della Torre di Castruccio, anche in vista del Serravalle Jazz!


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email