APPELLO A SERGIO MATTARELLA

«Avevamo un piccolo, ma efficiente presidio ospedaliero. Per risparmiare è stato trasformato in un ambulatorio, salvo che i risparmi ottenuti sono stati impiegati per ripianare debiti fatti da amministratori “attenti e responsabili”»
Il Sig. Sergio Mattarella
Il Sig. Sergio Mattarella

LIMESTRE-MONTAGNA. Ieri, sabato 22 marzo, alle 16 alla Dynamo Camp di Limestre, l’architetto Roberto Prioreschi ha presentato il suo ultimo volume dal titolo “I Paesi della Montagna Pistoiese”, quarto volume dell’opera da lui stesso curata “Campo Tizzoro Antologia dei 100 Anni”.

Foto, filmati, musiche e canzoni si sono alternate con ritmo incessante per oltre tre ore, tutte ovviamente incentrate sulla storia e le tradizioni della montagna.

Sul finire la professoressa Daniela Fratoni ha letto il seguente appello rivolto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, redatto e firmato dalla stessa professoressa, Sauro Romagnani e Roberto Prioreschi. A primi firmatari si sono poi aggiunte le sottoscrizioni di molti presenti.

Di seguito il testo dell’apello, scaricabile qui: Appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Signor Presidente della Repubblica
a Lei ci rivolgiamo affinché ricordi al Parlamento che l’Italia è un territorio costituito da zone pianeggianti e da zone montuose e la zona montana ne costituisce almeno il 55%, tanto che i nostri padri costituenti vollero incidere a chiare lettere nella norma fondativa della Repubblica Italiana all’articolo 44 : La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane. Dal primo gennaio 1948 sono trascorsi 67 anni e lo Stato ha di fatto completamente dimenticato le zone montane che ogni giorno subiscono un abbandono inesorabile, portandole ad una morte certa con grave danno e squilibrio per il resto della Nazione tutta.

Solo alcuni esempi fra i molti che potrebbero essere fatti:

La quasi totale scomparsa dei poderi, delle coltivazioni, dei terrazzamenti, dei molti piccoli borghi tutti fagocitati dalla impetuosa avanzata del bosco spontaneo, disordinato e privo di qualsiasi controllo da parte dell’uomo.

Gli alvei dei corsi d’acqua sono aggrediti dalla presenza incontrollata degli alberi che, privi da decenni di qualsiasi tipo di manutenzione o di interventi di bonifica, rappresentano, in caso di piena dei torrenti, un sicuro pericolo per i ponti e per tutte quelle zone a valle che vengono ripetutamente allagate.

Minori possibilità di impiego, costo del lavoro superiore rispetto alle zone di pianura, trasporti sempre più difficili e onerosi, una spesa maggiore per avere meno servizi e quasi sempre di peggiore qualità.

Il Giudice della Corte Costituzionale Sergio Mattarella
Il Giudice della Corte Costituzionale Sergio Mattarella

La recente istituzione di una tassa sui terreni agricoli e boschivi è assurda, ingiusta, anticostituzionale e non facilita certo la vita dei pochi rimasti.

Abbiamo la presenza di una delle più belle ferrovie, la Porrettana, con l’unica stazione al mondo ad avere ben sei portali di gallerie, costruita nello stesso periodo in cui gli austriaci realizzarono la linea del Semmering e che oggi è patrimonio mondiale dell’umanità, mentre la nostra Porrettana si vuole chiudere.

Un pezzo e un documento eccezionale della Storia d’Italia perché teatro di avvenimenti importanti, essenziale allo sviluppo di una zona in degrado a costo zero in quanto già esistente, con tutte quelle peculiarità e potenzialità che dovrebbero essere di forte stimolo alla Fantasia di chi amministra per il suo giusto e necessario utilizzo. È buona amministrazione sostituire il trasporto ferroviario con quello su gomma? Questo è quello che i nostri amministratori locali vorrebbero fare.

Publio Virgilio Marone, 2050 anni fa, aveva scritto: Cura la Montagna, se vuoi salvare il piano. Infatti la Montagna, o meglio i suoi abitanti sono stati ben curati:

Avevamo un piccolo, ma efficiente presidio ospedaliero. Per risparmiare è stato trasformato in un ambulatorio, salvo che i risparmi ottenuti sono stati impiegati per ripianare debiti fatti da amministratori “attenti e responsabili”.

Articolo 3 della nostra Costituzione:

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Limestre, 21 marzo 2015 firmatari

Daniela Fratoni
Sauro Romagnani
Roberto Prioreschi

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PALETTA (E SECCHIELLO)

 

Non dobbiamo mendicare ciò che è nostro
Non dobbiamo mendicare ciò che è nostro

COME UNO CHE COMPRA una paletta di plastica e si mette a dirigere il traffico non è – e non sarà mai – un vigile urbano, e le sue multe le possiamo (se fatte su carta morbida) attaccare al chiodo del cesso; allo stesso modo quella Costituzione che i firmatari dell’appello (io dico al Signor Mattarella e non al Presidente!) citano, ci insegna e ci impone di rispettare le regole, tutte le regole che, da Monti in poi, non sono state più rispettate in questo villaggio (non Paese) che si chiama Italia (vedi).

La legge e la legalità sono cose serie: non si impongono agli altri fregandosene in prima persona, come è successo anche nella pseudo-elezione del Presidente della Repubblica.

E – piaccia o no – un giudice costituzionale (il Signor Mattarella, per intenderci) avrebbe dovuto in prima persona rispettarla, la legge, e darne testimonianza assoluta, rifiutando di essere eletto da un parlamento dichiarato illecito dalla sua stessa Corte.

È così che si fa. Purtroppo… Poscia, più che ’l dolor, poté ’l digiuno! Ovviamente di soldi e di potere.

Fate quel che vi pare, prendetela come volete. Ma è proprio su questo senso di sottomissione da miracolo di Međugorje che la marea dei “mangiapane a ufo” gioca per fare il male comune e non il bene dell’Italia.

Epicuro aveva ragione: gli Dèi esistono eccome! Ma sono lì solo per fare il loro interesse e non per pensare a un popolo che, comunque, li prega con il culo all’aria.

Alzàtela la testa, invece di abbassarla!

Edoardo Bianchini

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