APR/MAIC, INDAGINI PER MALTRATTAMENTI AI PAZIENTI

Apr/Bardelli e Maic (Maria Assunta in Cielo) convivono
Apr/Bardelli e Maic (Maria Assunta in Cielo) convivono in via San Biagio in Cascheri

PISTOIA. Non solo gloria, ma anche qualche croce – almeno ogni tanto – alla Apr/Maic di Luigi Egidio Bardelli e di don Diego Pancaldo, oggi fiancheggiati e sotto tutela dei Fratelli Carrara (anche se la mega scritta del centro di bellezza e riabilitazione è stata di recente rimossa e messa da parte).

Il Superpresidente di tutto, l’intramontabile (dell’Aias, per quasi 50 anni, e poi dell’Apr – non riconosciuta però dal Tribunale di Roma: vedi 1 e vedi 2 – e direttore (commissariato da Alberto Vivarelli in Tvl?), deve ora affrontare, con il suo staff di fedelissimi-immortali, come venivano chiamati i manipoli del re di Persia al tempo di Atene e delle guerre persiane, deve ora affrontare, dicevamo, un’altra brutta gatta da pelare.

Uno dei pazienti affidati alla riabilitazione di Apr/Maic, circa un anno fa ha cominciato a dire che aveva male alla testa e ripeteva “Noci, noci in testa… e picchia… e calci…”. Che cosa avrà voluto indicare?

Le indagini sommarie di un familiare avevano portato a scoprire che il paziente, istituzionalizzato presso la fondazione Maria Assunta in Cielo e dietro il pagamento di una retta di 1240 € mensili, veniva tormentato da qualcuno dei dipendenti a cui veniva affidato.

Addirittura, quando veniva condotto alla sede della Maic, e riconosceva l’auto della persona che lo seguiva, diceva: “C’è… c’è…” e ne faceva il nome. E se gli veniva chiesto cosa per liberarlo dalla sua ossessione, il paziente esclamava: “Carabinieri con la pistola”.

Da tutta questa vicenda è scaturita una denuncia, affidata alla Questura di Pistoia (Squadra Mobile) e il fascicolo è finito in mano al Pm dottor Claudio Curreli, che ha concluso le indagini preliminari verso la fine del luglio scorso.

Luigi Egidio Bardelli. Le delibere APR sono nulle, ma continua a riscuotere soldi pubblici
Luigi Egidio Bardelli. Le delibere APR sono nulle, ma continua a riscuotere soldi pubblici

Il magistrato ha quindi avvisato la persona indagata che si stava procedendo nei suoi confronti in relazione a circostanze che andavano dalle mestolate in testa ai pazienti, per costringerli a lavarsi, a scappellotti, a lavaggi con acqua bollente o troppo fredda.

Ma, ancor più, l’assistente lasciava “soli nel bagno (i pazienti) tutti insaponati e nudi per andare a prendere il caffè” con un evidente inammissibile cinismo; addirittura in un’occasione sempre la stessa persona “sferrava a ***, ospite della casa alloggio e con grave handicap oltre che immobilizzata sulla sedia a rotelle, un ‘sonoro’ ceffone perché non stava dritta sulla sedia”.

Il Pm Curreli ha dunque provveduto ad avvisare la persona indagata della chiusura delle indagini preliminari ex art. 415 bis cpp, con l’invito a nominare un proprio difensore.

Abbiamo riferito i particolari da noi ritenuti più significativi. Aspettando gli eventi, ci viene da domandarci perché tanto silenzio da parte di Maic-Apr e di Bardelli (che pure era a conoscenza dei fatti) stesso che, da Presidente della struttura, ma al tempo stesso giornalista e direttore di una testata televisiva, non sembra aver sentito l’imperativo morale di narrare al suo pubblico una situazione imbarazzante, ma reale e umana.

È forse vero che – pur avendo potuto contare su fondi milionari di tutti noi toscani e comuni mortali da parte dell’Asl 3 Pistoia, e pur non avendone diritto (vedi sentenza di Roma) – la sensibilità del Presidente/Direttore e dei suoi collaboratori si ferma, come anche altre volte abbiamo dovuto sottolineare, ai limiti di ciò che lo/li riguarda personalmente?


[Intervento di critica e commento ex artt. 21 Costituzione e 10 della Convention européenne des droits de l’homme]

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4 thoughts on “APR/MAIC, INDAGINI PER MALTRATTAMENTI AI PAZIENTI

  1. perdindirindina! non sarà una noce in un vaso di mele profumate a diminuire il valore di tanto buon operare…certo se oltre alle noci ci sono anche gli sganassoni e le docce fredde, forse, si potrebbe arrivare a dire che tutti quei soldi pubblici sono spesi malissimo e che la carità cristiana non c’è mai stata…

  2. Certe cose sono forse un’indizio di una poco accurata selezione del personale? O di controlli interni ed esterni che non funzionano? (strano…hanno anche la psicologa che un barnout lo dovrebbe cogliere al volo….)…ovviamente le mie sono domande, ove fosse accertato il fatto in sede giudiziaria, perchè chiedere è lecito, sopratutto se si parla dei più deboli, sopratutto se si parla di soldi pubblici….come ho avuto modo di scrivere tempo fa ricordo bene che alla “clientela” non vedente provvedeva (per anni) una logopedista…..
    Ma si sa…non si può vere tutto dalla vita….nasci disabile? Cavolacci tuoi.

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