architettura & architetti. PISTOIA, DOVE I CONCORSI RIMANGONO DELLE IDEE

§Alessandro Suppressa [La Nazione]
Alessandro Suppressa [La Nazione]
PISTOIA. È di qualche giorno fa la notizia: per il parco urbano nell’ex ospedale della Misericordia e Dolce a Prato, è stato scelto il progetto vincitore.

La commissione, formata da esperti di paesaggio, architettura e urbanistica di livello internazionale, ha decretato il progetto vincitore quello dell’architetto francese Michel Desvigne.

Il sindaco di Prato Biffoni ha dichiarato che “fino a poco fa c’era solo un bando di concorso mentre ora c’è un progetto vero che sarà realizzato”.

Duplice è stata la mia reazione: felice come architetto per il buon inizio di un progetto a scala urbana, contrariato come cittadino pistoiese se guardo gli esiti dei concorsi promossi nel tempo a Pistoia.

Basterebbe partire dall’ultimo bandito per l’area esterna di Palazzo Fabroni, giudicato in modo anomalo da una commissione interna all’amministrazione comunale, senza neppure una figura esperta in progettazione di spazi urbani.

Il progetto selezionato, seppure di un buon livello, non risolve del tutto il rapporto con lo spazio architettonico posto perimetralmente e le indicazioni del bando.

In precedenza il concorso per Piazza dello Spirito Santo: almeno questo aveva come presidente l’architetto e docente universitario Adolfo Natalini.

Palazzo Fabroni
Palazzo Fabroni

Dopo le strumentali polemiche non c’è stato il coraggio di portare avanti comunque il progetto vincitore dell’architetto Marco Arrigoni ed è stata scelta la strada di banalizzarlo con una pratica spianata di pietre senza un’anima di progettualità. Il tutto a cura con le risorse interne del Comune.

Tutto è perfettamente coerente con le esperienze passate a partire dal lontano concorso per l’Arboreto, vinto da Bassi e Foresi rimasto anch’esso nei cassetti. Altra occasione persa.

Nel 2001 viene bandito un concorso per un edificio scolastico nell’area ex Breda con oltre cento partecipanti ma ugualmente abbandonato senza neppure fare una mostra con la presentazione dei progetti.

Occorre giungere al 2007 con il concorso delle piazze e della spina centrale delle aree ex Breda: il progetto vincitore dell’architetto Domenico Delfini verrà, dall’attuale amministrazione, progressivamente archiviato e ad oggi i pochi conoscono cosa verrà realmente realizzato in un’area strategica per la città; certamente non il progetto risultato vincitore.

L’apice di questo malcostume tutto italiano, viene toccato nel 2009 con il concorso di idee per la progettazione di un parco urbano nell’ex campo di volo: il parco verde armonizzato con la nuova struttura ospedaliera del San Jacopo.

Risulta vincitore, tra oltre quaranta progetti, la soluzione dell’architetto fiorentino Pietro Basilio Giorgieri e nella presentazione alla stampa del progetto, nell’ottobre del 2010, si evoca un progetto ambizioso ma coerente con la volontà e l’impegno di dotate Pistoia di un parco contemporaneo.

La nuova amministrazione si guarda bene di portare avanti il progetto vincitore poiché iniziativa avviata dalla giunta precedente.

Nuova Piazza dello Spirito Santo. 1
Nuova Piazza dello Spirito Santo. 1

Il risultato è stato quello di aver fatto sparire dai riflettori un progetto vitale per la città e il suo territorio per elaborare, nelle segrete stanze, una nuova soluzione di ben più basso profilo ai più ancora sconosciuta, anche in questo caso con le risorse interne al comune.

Non c’è spazio per i sogni: chi immaginava un parco verde per l’area metropolitana è sbattuto nelle amorfe colline di terra oramai tratto distintivo di quello che fu l’orizzontalità naturale dell’ex campo di volo.

Qualcuno avrebbe potuto pensare che dopo tanti insuccessi, l’occasione della riconversione dell’area del vecchio ospedale del Ceppo, come è avvenuto per la citta di Prato, segnasse un punto di svolta per la città più volte declamata “amica dell’architettura”.

Niente commissioni di esperti internazionali e progetti di qualità: anche in questo caso tutto fatto in casa.

Gli attuali amministratori non hanno bisogno di sollecitazioni esterne ma solo di fedeli riproduttori dei propri convincimenti.

La città contemporanea, in grado di suscitare nuova urbanità e nuove relazioni sociali, lasciamola ai nostri cugini pratesi, noi possiamo continuare a vivere nel grigiore dell’ordinarietà.

Alessandro Suppressa

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