ARMIDA BARELLI, LA CHIESA RICONOSCE LA SUA INTERCESSIONE NELLA GUARIGIONE MIRACOLOSA DI UNA DONNA PRATESE

Per questo la fondatrice dell’Azione Cattolica sarà proclamata “Beata”. L’incidente che coinvolse Alice Maggini avvenne nel 1989

Armida Barelli

PRATO. [a.b.] Grazie ad un miracolo avvenuto a Prato il 5 maggio 1989 Armida Barelli, fondatrice dei primi circoli della Gioventù femminile di Azione Cattolica, confondatrice insieme a Padre Gemelli della Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sarà presto “Beata”.

Papa Francesco ha infatti autorizzato la promulgazione del Decreto riconoscendo il miracolo attribuito alla sua intercessione. Nel lontano 1989 Alice Maggini, allora 65enne, venne investita da un camion mentre viaggiava in bicicletta. A seguito dell’urto riportò una forte commozione cerebrale.

I medici avevano previsto gravi conseguenze di tipo neurologico. Fu allora che la famiglia delle donna invocò l’intercessione della Serva di Dio e in modo scientificamente inspiegabile la Maggini si riprese completamente e senza avere riportato conseguenze continuò la sua vita in totale autonomia fino alla morte avvenuta nel 2012.

Il processo diocesano per la beatificazione di Armida Barelli iniziò nel luglio del 1970 per poi proseguire a Roma alla Congregazione delle Cause dei Santi. Il primo giugno 2007 Armida Barelli venne dichiarata venerabile da Papa Benedetto XVI che autorizzò il decreto di promulgazione delle sue virtù eroiche.

Nata a Milano il primo dicembre 1882, studiò in un collegio religioso svizzero, prima di incontrare, nel 1910, il francescano Agostino Gemelli, con il quale organizzò la consacrazione al Sacro Cuore dei soldati italiani nella Grande Guerra. Nel 1917 il cardinale Andrea Ferrari, arcivescovo di Milano, la invitò ad occuparsi del movimento femminile, e lei fondò i primi circoli della futura Gioventù femminile dell’Azione Cattolica, che nel settembre del 1918, per incarico di Papa Benedetto XV, furono estesi in tutta Italia.

Morì a 71 anni, il 15 agosto 1952, a Marzio, in provincia di Varese, ed è sepolta nella Cripta dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano.

“Con la sua intensa vita spirituale e l’instancabile attività organizzativa ha precorso i tempi contribuendo ad aprire strade nuove per il ruolo della donna nella vita della Chiesa e della società”, scrive in una nota il Comitato di beatificazione e canonizzazione di Armida Barelli composto da Azione Cattolica Italiana, Istituto secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo e Università Cattolica del Sacro Cuore.

E mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale della Cattolica, commenta: “Un esempio per tutta la Chiesa affinché si spendano energie umane, culturali e spirituali per le nuove generazioni”.

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