ARRESTATO IL GIOVANE CHE HA TENTATO DI UCCIDERE LA CONVIVENTE

L’arma ritrovata fra i cespugli
L’arma ritrovata fra i cespugli

PISTOIA. Si è conclusa la fuga di E.N., il 34enne di Lamporecchio, responsabile della grave aggressione nei confronti della ex convivente, K.B. 25enne, avvenuta alle 20 di ieri nella frazione di Momigno, nel comune di Marliana.

Il giovane, ormai braccato dalle ricerche attivate subito dopo il fatto e che avevano ormai reso impraticabili eventuali tentativi di sottrarsi all’arresto nascondendosi presso amici e conoscenti, dopo avere fatto avvisare dal suo legale di fiducia gli inquirenti, si è costituito ai militari della Compagnia di Montecatini Terme e del Nucleo Investigativo di Pistoia, titolari dell’indagine, presentandosi alle 10 di oggi, 10 ottobre, presso il comando Provinciale dei Carabinieri di Pistoia di viale Italia insieme allo stesso legale, avvocato Fausto Malucchi.

Tale soluzione ha evidenziato anche il collaborativo atteggiamento della famiglia del giovane nello spingerlo a prendere tale decisione, che di ora in ora stava diventando sempre più ineludibile.

I militari hanno sentito E.N. alla presenza dei suoi legali e al termine delle attività, è stato adottato nei suoi confronti il fermo di polizia giudiziaria per tentato omicidio, che dovrà essere convalidato dal Gip del Tribunale di Pistoia lunedì prossimo, su richiesta del Sostituto Procuratore dott. Claudio Curreli.

Nel frattempo E.N. è stato trasferito presso il carcere di Prato ove sarà sentito dal Gip nei prossimi giorni.

L’arma con ancora tracce di sangue
L’arma con ancora tracce di sangue

Dalle dichiarazioni del giovane che per la riservatezza dell’atto, in questa fase del procedimento non sono pubblicabili, non sono comunque emersi elementi di particolare novità rispetto alla ricostruzione del fatto compiuta dagli inquirenti ieri sera.

La coppia, che ha un bimbo di quattro anni, si era lasciata prima dell’estate scorsa e il giovane, aveva cominciato a litigare con la ex convivente fino a arrivare a una vera e propria aggressione fisica al termine di un litigio avvenuto per strada a Pistoia nel giugno scorso, nel corso del quale aveva colpito la ragazza con schiaffi e pugni rapinandole fra l’altro il cellulare.

La vittima aveva denunciato i fatti ai Carabinieri di Marliana e la Procura di Pistoia aveva richiesto l’adozione, nei confronti di E.N., della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima; in un primo momento esteso anche al figlio, divieto quest’ultimo successivamente revocato dal Tribunale del riesame.

Attorno alle 20 di ieri sera, la vittima, a bordo della sua Smart, stava per arrivare a casa quando veniva speronata dalla Yaris dell’ex convivente che la costringeva ad arrestare la marcia fermandosi a bordo strada.

La Smart della vittima
La Smart della vittima affidata alla scientifica

Dai primi elementi raccolti, che dovranno essere confermati quando la giovane sarà in grado di fornire dichiarazioni più dettagliate, la giovane aveva probabilmente già incrociato l’ex convivente e era riuscita con il cellulare a far avvisare la madre che l’uomo si trovava lì, anche se la misura cautelare che gli era stata irrogata non lo avrebbe consentito.

L’aggressore, dopo l’urto, ha infranto il finestrino della Smart cominciando a colpire la ex, ancora all’interno dell’abitacolo, con un coltello da cucina di notevoli dimensioni.

L’uomo la ha poi trascinata fuori dell’auto proseguendo nella sua azione. In questo frangente c’è stato l’intervento di un giovane della zona, che passava in scooter e che, compresa la gravità della situazione, si è fermato e ha cercato di intervenire riuscendo a colpire l’aggressore con un pugno. Ma ciò non è stato sufficiente a contenere la furia dell’uomo che, tentando di colpire il ragazzo, con fendenti lo ha costretto alla fuga e a raggiungere la sua abitazione, da ove ha dato l’allarme.

Nel proseguo dell’aggressione, probabilmente perché disarmato dalla vittima con una mossa disperata, o perché nella concitazione, ha perso la presa del coltello, l’aggressore ha spinto la vittima in una scarpata adiacente alla strada, coperta da un fittissimo roveto ove era caduto il coltello stesso, raggiungendola subito dopo.

L’arrivo della madre della vittima, allertata dalla stessa vittima, ha probabilmente impedito che la violenta aggressione potesse essere portata alle estreme conseguenze.

Il giovane, che peraltro non era riuscito a trovare il coltello, ha desistito e ha aiutato la madre della ragazza a issarla sino a bordo della strada prima di eclissarsi con la sua Yaris.

Da quanto ha dichiarato avrebbe vagato nei dintorni sino a fermarsi in una zona boschiva del comune di Piteglio ove la sua auto, danneggiata nell’urto con la Smart della vittima, si era fermata costringendolo a passare la notte in auto.

La Smart della vittima
La Smart della vittima durante gli esami

Le indagini, attivate dai militari della Compagnia di Montecatini e del Nucleo Investigativo di Pistoia, sono state subito finalizzate a individuare possibili luoghi o conoscenze che potessero garantirgli un appoggio eventuale, eseguendo nel contempo anche battute nelle zone boschive limitrofe nonostante le tenebre.

Particolarmente difficoltose si sono rivelate le operazioni per tentare di ritrovare l’arma con la quale è stato commesso il delitto.

Con la indispensabile collaborazione dei Vigili del Fuoco, i militari utilizzando imbracature di sicurezza, si sono calati nella scarpata liberando dai rovi, alla luce delle fotoelettriche, vari metri quadrati di boscaglia fino a che, nel cuore della scorsa notte, il coltello, lungo oltre trenta centimetri, è stato ritrovato e recuperato.

Alla giovane vittima, ricoverata presso il San Jacopo di Pistoia in prognosi riservata, anche se non in pericolo di vita, sono state riscontrate una trentina di lesioni da arma da taglio, sei delle quali, le più gravi, sono state inferte al collo al torace e all’addome.

Una in particolare ha costretto i sanitari a una operazione per ripristinare la funzionalità di un polmone lesionato da un profondo fendente.

[l/a – carabinieri]

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One thought on “ARRESTATO IL GIOVANE CHE HA TENTATO DI UCCIDERE LA CONVIVENTE

  1. Allora…come sempre in Italia si fanno le leggi, a volte anche ottime come quella sullo stalking e poi non le si applica, o per mancanza di strumenti o perchè, dopo un promettemte inizio dove si presta attenzione, subentra il menefreghismo e la sottovallutazione. In questi giorni sono due le donne uccise dai conviventi o ex, che pure avevano una denuncia (e anche di più di una) per stalking e un paio tra cui questa donna sono state salvate per un soffio. Allora è chiaro che c’è qualcosa che non va, se stalker conclamati non vengono processati come prevede la legge e nemmeno ottemperano alla diffida a non avvicinarsi alle vittime. Significa che queste donne, non vengono prese sul serio e questo è un fatto culturale. Ricordo che questo è il paese che fino agli anni 70 contemplava ancora il delitto d’onore nel suo codice penale…
    Ma come fare ad applicare la legge? La tecnologia potrebbe tranquillamente aiutarci: basterebbero due rilevatori gps, uno da far indossare al carnefice e l’altro alla vittima, Se i due si avvicinano a meno di 500 mt suona l’allarme, sia in questura che sul gps della potenziale vittima. Voi mi direte che un sistema simile, tipo braccialetto può essere tolto dall’aggressore. Si potrebbe pensare ad un sistema per cui se tenta di toglierselo ugualmente suona l’allarme. Più banalmente uno stalker, come prevede la legge dovrebbe essere arrestato e processato per direttissima ed eventualmente schiaffato in galera per almeno 2 anni. Ma nell’Italia dove ci sì impietosisce per le Martine Levato di turno, dove un Don Mazzi è sempre in agguato, dove il “soggetto era incapace di intendere e di volere al momento dell’atto” (e ti credo, me lo dite chi potrebbe mai fare certe cose se fosse in se? Con questa logica pseudo-cristiana è chiaro che tutto è giustificabile!), l’unica cosa proponibile è proprio questa…in attesa di un cambiamento culturale, dei giudici, delle forze dell’ordine e della gente pronta a perdonare…i delitti che non toccano le loro persone.

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