arresti facili & (mala)fede. MA PERCHÉ DOVREI CREDERE CIECAMENTE A MAZZANTI, AI SUOI TECNICI NON PARTICOLARMENTE PROFESSIONALI E A CHI VUOLE TRATTARMI DA PERFETTO IMBECILLE CON TANTO DI COCCARDA?

Una riflessione seria, rivolta ai lettori di Linea Libera, su uno dei fatti (non isolati) che mi impediscono di dare sempre e comunque ragione a chi mi dice: «Lo fo per il tuo bene!». Gambe levate da così tanti campioni di trasparenza che agiscono in nome della legalità (loro)

 

Non si può impedire a nessuno di pensare, riflettere, narrare, analizzare, criticare la realtà che ci circonda o, se si fa, chi lo fa deve pure pagarne le conseguenze. Quarrata è “un posto dove si vive bene”, come diceva la sindaca Sabrina Sergio Gori, o più semplicemente un’isola che non c’è di Peter Pan? E chi deve farne le spese? Sempre e solo il cittadino ritenuto più debole, ma che alza la voce e dà noia? Bella democrazia, trasparenza e rispetto della legalità!

 

LA TESSERA A QUARRATA L’È DELL’ANPI

SE PERÒ TU ’UN T’ALLINEI, TU ’UN CAMPI!

 


 

Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio! Le cose sono vere solo se lo dice ufficialmente il Comune?

 

IL PROBLEMA del mondo è che, perlopiù, è fatto di gente fasulla, ma che al tempo stesso crede di essere intelligente, logica e in grado di capire quello che le capita intorno.

I calci nei denti, che una volta ci davano a scuola, scusate, non ci hanno fatto altro che bene. Oggi, a forza di comprensione, assistenza sociale e mammismo, c’è un sacco di laureati che fanno pena: anche se si sono «infrascati» di alloro con i 110 & lode svalutati al pari della vecchia £ira rispetto al modernissimo €uro fregapopolo.

Nelle mia vecchiezza – nella quale mi è pure toccato di finire agli arresti domiciliari in un paese democratico che tratta me peggio di un pusher incallito o di un molestatore di «giovini fanciulle», secondo quanto è stato scritto, assai improvvidamente, da giudici e da giornali che hanno ristampato, in maniera del tutto acritica, un più o meno insensato comunicato stampa diffuso trionfalmente da certi pseudo-salvatori della patria –, nella mia vecchiezza, dicevo, io dovrei fidarmi di quello che, a proposito delle strade vicinali e interpoderali chiuse di Quarrata (isola che non c’è di un Peter Pan che sa giocare solo a burraco), mi dichiarano ufficialmente le strutture portanti (e costosissime per chi paga le tasse) dell’ufficio tecnico del Comune di Quarrata.

Le quali strutture si sbracciano a cercare di convincermi che lo strozzamento della viabilità collinare è solo (pòero Mazzanti & C.!) una questione di beghe fra confinanti: in altri termini affaracci mia, come si diceva a Lucciano e a Lecceto qualche secolo fa.

Ebbene: vi racconto l’ultimo òvo fresco di giornata e poi mi dite se è il caso che io mi fidi di tutta la burokràzia komunista del Mazzanti, difesa a spada tratta, senza riflettere nemmeno un istante, da gente come Nocciolina di Lucciano che vorrebbe sottopormi a un Tso. Seguitemi.

In via di Lecceto e sempre lì, numeri civici 10-12-14-16-18, al foglio 44 delle mappe catastali – che sono presenti anche nell’ufficio tecnico comunale –, è rappresentata anche una particella (la 430) definita “area a comune”, su una metà circa della quale

è stata costruita una stanza di caldaia abusiva
è stata realizzata una pavimentazione a porfido (ma non era vietato inserire il porfido nelle aree toscane a protezione ambientale?)
sono stati realizzati muretti e ringhiere artistiche
è stato piazzato un bel cancello che non poteva né tantomeno doveva starci

Tutto questo è sempre stato contestato e avversato dagli altri proprietari della particella in comunione – nella fattispecie mia madre, Bruna Lapini. Eppure i lavori che ho detto furono eseguiti e contro ogni logica dato che il Comune – e precisamente il geometrO Franco Fabbri – sapeva perfettamente come stavano le cose perché gli erano state ufficialmente rappresentate e protocollate sotto il naso.

La rivoluzione, caro sindaco, non parte dalla dislocazione degli uffici, ma dalla creazione di una mentalità professionale rispettosa delle leggi e del cittadino: cosa che a Quarrata non c’è proprio

Stufo – ne avrò il diritto, Nocciolina? – di tutto questo ignominioso casino istituzionale (mi dispiace per chi la pensa diversamente, ma la situazione è quella che è e non quella che può e deve far comodo ai compagni, di partito e/o di merende), tempo fa – e precisamente il 21 agosto 2020 – chiesi, ai “padroni delle nostre vite in Comune”, di verificare la regolarità delle opere a prescindere dai permessi concessi: permessi che, ripeto e sottolineo – il Comune di Quarrata ha spesso dato, e probabilmente continua a dare, a occhi chiusi e a capocchia a prescindere, fatti salvi i diritti dei terzi, a cui, in verità, crea solo danni.

Alla fine – ma solo il 4 dicembre scorso; dunque dopo ben oltre i 30 giorni di legge per la risposta: e anche questo la dice lunga – mi è stato inoltrato un foglio (lo potete leggere ed esaminare) il cui succo è: «Qui va tutto bene. La Signoria Vostra è pregata di andare a rompere i corbelli altrove. Abbiamo esaminato le licenze e le concessioni ed è tutto in perfetto ordine».

Peccato, però, che io soffra di un vizio congenito: non essendo comunista e non essendo credente, mi sono fatto rilasciare le copie delle licenze secondo le quali “tutto sarebbe perfettamente in regola”. E immaginate voi la sorpresa: in quelle carte non ho trovato niente che autorizzava la pavimentazione in porfido, le cancellate, i muretti e il cancello che chiudeva – a uso privato – una parte di proprietà in comunione. Un ordine severo e nobile come la legge della gravitazione universale!

Questa cosa che vedo, che sia in regola proprio non credo

Allora io chiedo ai signori giudici; ai carabinieri che hanno diffuso il loro comunicato stampa dannoso nei miei confronti; ai giornali bravi e politicamente corretti di Pistoia, che si sono divertiti molto a pubblicare il discutibile comunicato dei carabinieri (e in maniera acritica, irriflessiva e inadeguata per chi si definisce giornalista):

spiegatemi per quale motivo io devo credere a ciò che mi dice e mi certifica l’ufficio tecnico del Comune di Quarrata, che mi prende in giro con affermazioni che non hanno riscontro nei fatti e negli atti, allorquando, con l’arroganza sgraziata dell’asino che raglia, mette nero su bianco che “la viabilità di Lecceto è solo una questione di litigi fra confinanti”.

No signori, signori cari! Non solo io non credo finché non vedo, ma insisto sul punto, lo sottolineo e lo dimostro con documenti alla mano. Non voglio comportarmi, nel mio modestissimo piccolo mondo insulso, come chi arresta la gente perché la mattina si alza e crede al primo bischero che racconta cazzate, magari sfornando decine di querele e migliaia di pagine di fuffa cucite insieme.

Spero di essermi spiegato anche con chi di dovere e buon fine Santo Stefano, patrono della parrocchia di Lucciano, in cui sono nato e sono cresciuto. Amen!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
La Costituzione non può imporre che il cittadino
debba essere comunque buono, obbediente
e – soprattutto – totalmente citrullo.

 

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