ARTICOLO3 POSSIBILE ALLA MOBILITAZIONE CONTRO LA COMMERCIALIZZAZIONE DELLA SALUTE

Domani, 7 aprile, una delegazione sarà a Firenze, in Piazza del Duomo alla manifestazione organizzata dal “Comitato Toscana Sanità”, a partire dalle 16, in occasione della “Giornata Europea per la difesa della Sanità Pubblica”
Un nuovo soggetto politico a Pistoia

PISTOIA. Insieme con gli altri comitati toscani di Possibile, siamo fortemente contrari a quanto avviene nella sanità regionale, ad opera del Governatore Rossi e dell’assessora Saccardi,  concordi con le scelte dei governi a guida Pd di privatizzare gran parte della sanità  attraverso  un sistema di welfare a due pilastri (pubblico-privato, con mutue aziendali praticamente sostitutive del sistema sanitario nazionale, ma sovvenzionate con finanziamento pubblico).

Ciò segna la morte del Servizio Sanitario Universalistico disegnato dall’art. 32 della Costituzione (secondo  il quale la salute è un diritto di ogni persona, non una merce da cui trarre profitto, o un diritto di pochi da esercitare in base alla condizione sociale) e la regressione al sistema mutualistico precedente il 1978.

La strategia di disaffezione dal Servizio Pubblico è nota da tempo e tristemente sperimentata anche a Pistoia: taglio dei posti letto, tagli degli organici, aumento delle liste d’attesa, parificazione dei ticket sanitari con le prestazioni convenzionate, oltre ad un accentramento che ha svuotato di servizi ospedalieri essenziali sia centri strategici per la loro ubicazione (come San Marcello e Pescia) e capoluoghi di Provincia (come il nostro) a vantaggio dei grandi centri, con il conseguente aumento della  disuguaglianza sociale in termini di accesso alle cure.

Il 6,2 per cento della popolazione italiana lamenta di non avere accesso alle cure per motivi economici, contro una media europea del 2,4 per cento. Basta questo dato a dirci che il nostro Paese ha bisogno di ripensare le sue politiche sanitarie.

“La sostenibilità economica non può essere ignorata, ma va ripensata. Solo una visione di breve termine, incapace di guardare al di là del proprio naso, può pensare di risolvere i problemi di sostenibilità economica del nostro sistema con tagli lineari e con il depotenziamento dei servizi e dei livelli di cura ad accesso universalistico.

“Non esiste sostenibilità economica reale e a lungo termine, che si tenga in equilibrio con il diritto alla salute, senza un sistema di prevenzione e senza una riorganizzazione del sistema di cure che dia finalmente il giusto peso ai bisogni di salute reali della nostra popolazione”. Ha scritto recentemente Pippo Civati, segretario nazionale di Possibile.

Come Comitato pistoiese, inoltre, siamo da tempo impegnati perché le politiche sanitarie abbiano come fase iniziale la prevenzione primaria, legata ai determinanti di salute «esterni» al sistema sanitario, come  tutela ambientale, innanzitutto,  condizioni di lavoro adeguato e reddito minimo di cittadinanza, senza i quali non c’è salute. E non si può rispondere adeguatamente ai bisogni di salute della nostra popolazione senza ripensare a un sistema che dia finalmente il giusto spazio alla medicina territoriale e alle cure primarie.

Forti di queste considerazioni,  daremo il nostro contributo ad una battaglia che non è più rinviabile, in Toscana come nell’intero Paese.

I portavoce del  Comitato “Articolo 3 Possibile” di Pistoia
Rosalba Bonacchi
Piergiorgio Pacini

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