asessuati & politica. LA EX-SENATRICE E LE FOTO DEL CAV. BENITO SEMINATE LUNGO LA BRANA

Se qualcuno ha simpatia per Mussolini, già Duce d’Italia e dell’Impero che fu, stia certo che gli amici del de cuius le foto non le gettano. Le incorniciano e le tengono in casa o dove gli pare loro…


Una campagna elettorale degna di un’Italia rovinata da Mattarella e dai superdemocratici dei partiti tradizionali


CHI ANCOR TREMA PER IL DUCE

DI NEURONI NON RILUCE . . .


 

Lo avete mai visto uno stato comunista che scoppia di benessere? Ecco i democratici, maestri di economia, ci hanno portato alla soglia della fame e della «decrescita felice» cara a Beppe Grillo. E la Cina? È vicina? Preparatevi a piantare cipolle

 

Un tempo, in tutti i Comuni d’Italia, esisteva l’Eca, ente comunale assistenza, preposto a valutare le necessità del cittadino ed offrire l’assistenza di vario genere in relazione alle richieste.

Il Comune era vicino alle persone, pur nei limiti delle disponibilità e delle risorse economiche assegnate in bilancio.

Poi vennero i “ladroni organizzati” – leggi governi di centro-sinistra – e con questi le necessità del popolo si convertirono alle necessità degli appetiti partitici che hanno spolpato la sanità e gli enti pubblici fino all’inverosimile.

Anche gli altri organi dello stato si adeguarono; dalla scuola, alle partecipate, ai consorzi, alla magistratura, con immissioni invereconde di “terroni” che dal quartiere Forcella e dalla Federico II di Napoli, fecero al contrario di quello che fece Garibaldi.

Illo, Garibà, divise l’Africa dicendo di unificare l’Italia; Illi, i meridionali, invasero la nostra amata Toscana. Adesso paghiamo il fio di tanta stupida tolleranza!

Però uno si fa invadere se non oppone resistenza e, magari, offre anche le terga. Come noi facemmo con i “terroni”, ed io lo sono, così adesso i politici, i nuovi parassiti della società, stanno facendo con noi.

Ci hanno invaso, ci succhiano soldi a palate e più sono cretini, più sono blindati, più sono richiesti. Tutta roba da Versiliana, borghesia demente con i soldi in tasca ed il cervello nel didietro.

Faber est suae quisque fortunae, faceva dire Sallustio ad Appio Claudio Cieco, con questo intendendo che qualche “allitterato” abbia astutamente saputo mettere a frutto il suo sapere, usando il proletariato arricchito ma sempre invidioso dei veri signori e, dopo averlo reso avido e borghese, gli abbia infilato in tasca la tessera del Pd o quella, se già l’hanno stampata, dellə “candidatə” Barbarə Masini alla quale desidero fare un poco di propaganda politica.

Perché ne ha tanto bisogno, poverinə. Non ha un apparato di stampa e propaganda alle spalle che lə indirizzi e le consigli le affermazioni giuste da fare e i temi, magari locali, eh!, da affrontare.

Questə signorə ha sbrodolato in maniera inappropriata e lacrimevole, essendo al posto giusto nel momento giusto, cioè in Senato, le sue inclinazioni sessuali durante la discussione, trasmessa in Tv, sul decreto Zan-Zan-Zan. Con ciò facendosi conoscere dai vari Grand Hotel di turno e dagli elettori che l’avevano votatə quando era Barbara in Forza Italia, vicina ai barbari leghisti, prima di diventare Barbarə nella sua nuova cuccia, che non è quella del cane della Cirinnà e dei suoi 24 mila euro.

«Fama di loro il mondo esser non lassa», chioserebbe il ghibellin fuggiasco di Firenze. Diteci una cosa – una sola – che abbiamo fatto in questi anni in cui Mattarella ha dato il via solo alla sua adorata sinistra democratica-cristiana…

La nostra amicə, pur di farsi propaganda, trova durante una sua passeggiata – le auguriamo romantica – lungo la Brana, lato carceri, foto del cav. Benito Mussolini gettate per terra.

Denuncia il fatto al giornaletto cartaceo locale che nómasi Nazione e pensa così di farsi un po’ di propaganda “aggratis” denunciando il solito, deciso ed “immarcescibile” pericolo fascista.

Non ci siamo, dolce Barbarə! Non è così che si raccattano voti; questa è flatulenza politica e prolasso di biogenere, a scelta!

Bene ha fatto una ex compagna, anche lei in nuova verginità politica berlusconiana, a stigmatizzare questa propaganda di basso genere, alla Zan-Zan-Zan, con reciproche accuse sui social e via discorrendo.

Io la mia propaganda a qustə candidatə, nel mio piccolo l’ho fatta; solamente scrivendo queste baggianate e ponendo questə candidatə all’attenzione di miei tre lettori.

Di più non posso fare; anzi, sì. Una cosa posso farla. Se qualcuno ha simpatia per il Cav. Benito Mussolini, già Duce d’Italia e dell’Impero che fu, sappia l’amicə di Zan-Zan-Zan che gli amici del de cuius le foto non le gettano. Le incorniciano e le tengono in casa o dove cacchio pare loro.

A disposizione, ex onorevole, per ulteriori consigli. Gratis, naturalmente. Quid non dissignat, etc. verrebbe da dire, che tradotto con Giuseppe Giusti e non Conte significa: buon per me se la mia vita intera meriterà di guadagnare un sasso con sopra scritto: non cambiò bandiera. Amen.

Felice De Matteis
[redazione@linealibera.info]


Per non offendere la suscettibilità di nessuno, si è adoperato (al posto della a femminile) la desinenza ə asessuata, auspicata dalla Michela Murgia, intellettuale ispirata per il superamento del genere in quanto demonio del nostro tempo. M o F? No: ə!

Ma che abbiamo fatto di male per meritarci Basaglia e Pirella…?


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