ASILO NIDO E CIS: LA POSIZIONE DEL ‘CENTRODESTRA UNITO PER MONTALE’

Gianna Risaliti
Gianna Risaliti

MONTALE. Tutto è andato come volevasi dimostrare. Nessuna risposta sull’interpellanza asilo a dimostrazione che questa Giunta è incapace di trovare soluzioni ai problemi e si affida sempre e solo alle indicazioni e dettami che arrivano da Roma piuttosto che da Pistoia o Firenze.

Problemi e difficoltà hanno attraversato, come fiumi in piena, anche il nostro mandato soprattutto dal 2010 in poi con gli stretti vincoli del patto di stabilità ed i tagli via via più consistenti ma non ci siamo fatti sopraffare dai problemi: abbiamo trovato ogni volta soluzioni che hanno permesso di portare avanti e realizzare opere su opere.

Il cantiere dell’asilo nido era perfettamente funzionante al termine del nostro Mandato con un cronoprogramma già discusso con i tecnici e la ditta appaltatrice e da loro stessi condiviso: certamente, all’epoca precisammo, che questo sarebbe stato il cronoprogramma nel caso in cui avessimo vinto noi le elezioni mentre niente avremmo potuto fare nel caso avesse vinto un altro gruppo.

Così, purtroppo, è andata ed alle problematiche a cui noi avevamo già dato soluzione a maggio 2014, l’attuale Giunta non ha saputo dare altrettante risposte fino ad arrivare, almeno a leggere l’ultima corrispondenza del 4/12, alla risoluzione del contratto. In 7 mesi non hanno trovato la strada per portare a termine i lavori pur avendo la possibilità di pagare fino a 550mila euro (ben oltre quindi le necessità) in deroga al patto di stabilità.

Il vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici Logli si è ben guardato dal rispondere e fare chiarezza su tutti i punti richiesti perché non ha risposte se non ammettere la propria incapacità a trovare soluzioni: il vicesindaco si è poi probabilmente ricordato dei proclami fatti appena insediato “concluderemo l’opera entro settembre 2014… poi entro dicembre… è la nostra priorità…” ed ora che anche dicembre è passato, che il pagamento in deroga al patto è scaduto, che la ditta con molta probabilità abbandonerà il cantiere, che tutto è in stato di abbandono, è la dimostrazione che le cose non si fanno con i proclami ma con la competenza e la capacità ad affrontare e dare soluzioni ai problemi che via via si presentano e che questa giunta ha dimostrato finora di non possedere.

L’ingresso di via Pacinotti a Stazione
L’ingresso di via Pacinotti a Stazione

Mi auguro che questa opera veda la sua conclusione almeno nel 2015 visto che il 2014 è già finito e che le prime promesse elettorali del Sindaco Betti e della sua giunta, con vicesindaco in testa, sono già state disattese: solo fumo e niente arrosto.

Sulle mozioni per la riduzione spese partecipate e sulla modifica da apportare alla Convenzione Cis/Ato è andato in scena il peggior teatrino che potevamo aspettarci sebbene già avessimo previsto che l’avrebbero bocciata perché la loro linea politica non fa altro che ripetere quella del proprio leader maximo Renzi: anche lui non ha fatto altro che cacciare Cottarelli (a cui devono essere comunque pagati 258mila euro) per far “rispondere la politica e non i tecnici”: il risultato è che le partecipate resteranno eternamente a gravare sulle tasche dei cittadini, che nessuna sanzione è prevista per chi non si adeguerà, che intanto un primo step è al 31/3/2015, poi al 31/12 per poi andare al 31/3/2016: così passa il tempo, la gente si scorda e tutto resta così com’è.

Questa stessa strategia è stata adottata dalla maggioranza che ha respinto la mozione adducendo che la stessa era “lacunosa” perché “mancante dei riferimenti normativi”.

Ora, se una mozione la si condivide nel merito e negli intenti, la non si boccia: la si emenda seduta stante colmando le “lacune” ed inserendo i riferimenti normativi, se ritenuti indispensabili.*

Siccome però la maggioranza non ha fatto niente di tutto ciò, vuol dire che il voto è contrario perché non ne condividono né il merito né gli intenti e, quindi, “restino le partecipate così come sono, in eterno”.

Il massimo della “pochezza” questa maggioranza l’ha però raggiunta bocciando la nostra mozione sulla convenzione Ato/Cis/Gestore Unico non volendo prendersi l’impegno di far inserire la modifica sulla durata dell’utilizzo dell’inceneritore e sulla richiesta di dimissioni o revoca per giusta causa del Cda di Cis. La nostra mozione ha ricostruito i fatti e citato gli atti: da giugno 2013 il consiglio comunale di Montale ha deliberato la data ultima di funzionamento dell’impianto al 2023, delibera condivisa anche da Agliana e Quarrata che però la passarono con lo stesso testo ma non inserendo la data ultima, come invece da noi fatto.

Edoardo Franceschi
Edoardo Franceschi

Da giugno 2013, semmai ce ne fosse stato bisogno, ma non ce n’era viste le precedenti innumerevoli conferme date al Cda in merito alla nostra volontà di dismissione, comunque da giugno 2013 c’era anche una delibera di Consiglio Comunale a rendere ancora più formale ed istituzionale tale volontà. L’aver firmato una convenzione che, invece, vincola il servizio dell’impianto per 20 anni, senza averne mai discusso in assemblea, senza passare dal vaglio dei sindaci (come dichiarò dr. Franceschi nel Cc del 25/11/2013), dimostra che il Cda di Cis ha tenuto un comportamento sleale nei confronti dei soci-proprietari, disattendendo le loro indicazioni, al fine solo ed esclusivo di dare compimento alla politica inceneritorista del Pd montalese, fiorentino, regionale e nazionale, in assoluto silenzio, tant’è che almeno 2 dei 3 ex sindaci (Scatragli e Ciampolini) e sicuramente l’attuale sindaco di Montale Betti (come da lui stesso dichiarato) niente sapevano in merito.

Come fa allora Sindaco Betti a non revocare quel Cda ed anzi a rinnovargli, come fatto anche ieri sera, fiducia? E lo chiede il gruppo che solo 8 mesi fa lo ha rinnovato essendo completamento all’oscuro del fatto gravissimo di cui Franceschi si era già macchiato (preciso che il membro di Cda da noi proposto agli altri soci non era Franceschi) e che certamente, se oggi fossimo noi a governare, ne avremmo già chiesto le dimissioni. Non sarà che anche in questo caso il fatto di essere uomo di partito, come lo è il dr. Franceschi, non ne imponga comunque la continuità?

Gianna Risaliti
Centro Destra Unito per Montale

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