ASL 3: ANCORA UNA VOLTA SI SCEGLIE DI NON INVESTIRE NEL CAPITALE UMANO

Il nuovo ospedale San Jacopo
Il nuovo ospedale San Jacopo «10 & lode»

PISTOIA. Ancora una volta l’Intersindacale dei Medici dell’Asl 3 di Pistoia è costretta a portare a conoscenza dell’opinione pubblica e di tutti coloro che hanno la responsabilità politica di rappresentare e tutelare gli interessi dei cittadini, l’atteggiamento miope e controproducente della Direzione Aziendale che con un provvedimento unilaterale  consente al personale medico di recuperare solo le ore effettuate nei giorni festivi e non tutte le eccedenze orarie effettuate.

Vogliamo sottolineare che l’organizzazione oraria del lavoro è complessa ed ha importanti ricadute sulla qualità e la quantità dei servizi offerti al cittadino.

Infatti, come  ben sa la Direzione Aziendale, la maggior parte delle eccedenze orarie accumulate dai medici (si parla anche di centinaia di ore a professionista che vengono azzerate a fine anno) si genera non nei festivi ma nel corso della settimana per motivi connessi alla tipologia del lavoro (situazioni cliniche complesse, instabili o di emergenza), all’organizzazione delle singole strutture e alla necessità di mantenere la continuità assistenziale in una condizione di cronica carenza di organico che costringe spesso i medici, nei giorni feriali, a prolungare il proprio orario di lavoro, o a sottoporsi a più turni di 12 ore consecutive durante la settimana.

Il recupero di tale eccedenza oraria è avvenuto, fino ad oggi, attraverso la fruizione di giorni di assenza dal lavoro, sempre concordati con i responsabili dei servizi, e sempre a patto che non vi fossero riduzioni di attività assistenziali.  Il recupero è, lo ribadiamo, parziale rispetto alla mole delle ore lavorate oltre l’orario contrattualmente dovuto, visto che a fine anno sono centinaia le ore residue, non retribuite, e che vengono perse in quanto azzerate con l’inizio del nuovo anno.

Tutto ciò, peraltro, mentre l’Italia è stata nuovamente deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea poiché le normative italiane privano i medici del loro diritto ad un limite nell’orario settimanale e a un minimo di periodi di riposo giornalieri, con riflessi negativi sulla qualità della performance fornita e potenziale aumento del rischio per l’utenza.

Tale provvedimento, oltre che unilaterale , è anche scorretto in quanto è avvenuto in spregio dell’esistenza di un Tavolo Tecnico Paritetico Azienda – Oo. Ss. che tratta del regolamento dell’orario di lavoro e delle presenze-assenze e che è stato ad arte insabbiato dall’Azienda.

A questo punto le scriventi Organizzazioni Sindacali non possono che consigliare ai propri rappresentati di attenersi all’orario contrattualmente definito anche se questo comporterà un irrigidimento dell’organizzazione del lavoro di tutti i reparti ed inevitabili disagi soprattutto laddove vi sono le maggiori carenze di personale.

Nello stigmatizzare quanto sta accadendo, l’Intersindacale non può che esprimere sconcerto e preoccupazione per la reiterata incapacità al dialogo costruttivo dell’Azienda non solo con i Sindacati, ma anche e soprattutto col mondo professionale, con totale disinteresse per la qualità ed i volumi di assistenza necessari per soddisfare i bisogni dei cittadini.

La Direzione Aziendale continua a perseguire un atteggiamento miope, penalizzante e squalificante verso gli operatori sanitari che erogano il servizio all’utenza, chiudendosi in una torre d’avorio di rigide regole e vincoli burocratici.

L’attività medica e sanitaria  non è sempre inquadrabile in schemi rigidi bensì necessita di una flessibilità che coniughi l’organizzazione del sistema con il rispetto dei tempi di riposo dei professionisti, a tutela della qualità e adeguatezza del servizio erogato al cittadino.

Ancora una volta si sceglie di non investire nel capitale umano, nella motivazione, condivisione, vocazione e senso di appartenenza che hanno sempre animato gli operatori dei servizi pubblici,  soprattutto in tempi di risorse economiche limitate come quelli che stiamo vivendo da anni, anche in ragione di vicende dai contorni ancora oscuri.

La voragine creatasi nel bilancio della Asl di Massa nonostante la tanto decantata certificazione del bilancio stesso, il fallimento delle Società della Salute, le pesanti prove di permeabilità nella gestione degli acquisti da parte degli Estav, la relativa sottoretribuzione di tutto il personale sanitario toscano rispetto alle medie nazionali, il tira e molla sulle centrali del 118, i recenti plateali annunci di accorpamento delle Aziende Sanitarie regionali in tre strutture centrate sulle Aziende universitarie (Firenze, Siena e Pisa), con la conseguente individuazione di professionisti medici in pseudoesubero da rottamare  (che potrebbe condurre al collasso del sistema ), producono come unico risultato, non si sa quanto auspicato, l’aumento del disagio e della conflittualità.

Nonostante la gravità della situazione, l’Intersindacale dei Medici dell’Asl 3 di Pistoia ribadisce il proprio impegno nel continuare a garantire ai cittadini tutti gli sforzi dei propri rappresentati nel perseguire il mantenimento ed il miglioramento dell’assistenza ai cittadini, unici ed effettivi datori di lavoro di ogni dipendente del servizio sanitario nazionale e a tutela del benessere della collettività.

Intersindacale Medica ASL3-Pistoia – e.mail: intersindacalemedicaasl3@gmail.com
Anaao Assomed, Aaroi Emac, Cgil Medici, Cisl Medici, Fassid, Fesmed, Fials Medici, Fvm, Uil Medici

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