ASL 3 SOTTO ACCUSA: «SANITÀ VO CERCANDO CH’È SÌ CARA…»

ASL 3 PT
Asl 3 contestata

PISTOIA. Ieri, in Consiglio Comunale, il tema fondamentale non è stato il bilancio, come si potrebbe immaginare, ma la sanità.

Il modello sanitario toscano (semper felix) fa acqua e non è più accettabile, soprattutto quando la voce di spesa di gran lunga più consistente della Regione è proprio quella per la Salute.

L’applicazione di fatto della Legge Regionale 28/2015, che riduce a 3 le Aziende Sanitarie Locali, mostra già i suoi effetti indesiderati, tanto che si parla di una raccolta di firme per abolirla attraverso referendum.

Sia dai banchi della maggioranza che da quelli dell’opposizione si sono levate critiche e circostanziate accuse ad un sistema che di giorno in giorno si dimostra sempre più inadeguato e per certi aspetti vessatorio, poi reclamizzato da una serie di comunicati-stampa che con la verità dei fatti ben poco hanno a che fare.

Le consigliere Carla Breschi (medico, Pd), Margherita Semplici (Pistoia Domani) e Anna Maria Celesti (medico, Forza Italia) hanno elencato dettagliatamente le tante inefficienze di cui proviamo a darvi conto.

Se gli ospedali sono “a intensità di cura”, quindi fatti per le urgenze e le emergenze, una volta svolto il loro compito, dovrebbero poter contare, sul territorio, su altre strutture che accolgano i malcapitati (ammalati, operati, psicolabili e quant’altro, data la nostra condizione mortale, ci possa capitare): ma così non è.

Anna Maria Celesti
Anna Maria Celesti

Anna Maria Celesti ha detto in consiglio che: “Quanto rilevato dal Mes quest’anno non è altro che la conferma della cronicità delle difficoltà in cui si trova da anni ormai la sanità pistoiese. Il rapporto o meglio il mancato rapporto tra ospedale e territorio è andato sempre più deteriorandosi raggiungendo il fondo con l’avvento dell’ospedale per intensità di cure. Come è possibile ridurre i letti e soprattutto i giorni di degenza quando sul territorio non esiste alcuna struttura per la stabilizzazione del malato e per le cure intermedie e per la riabilitazione (e paradossalmente all’unica struttura che c’è, la Turati, si vogliono ridurre le convenzioni, ovviamente a favore di altre! – con 6 esclamativi, n.d.r.). Inoltre questa mancanza di continuità assistenziale ci porta ad un altro primato che è ormai cronico: a ricorrere entro 30gg dalla dimissione ad un nuovo ricovero.

La sfida o meglio l’unica possibilità che abbiamo per tentare, ripeto tentare, di arginare una situazione sanitaria e socio sanitaria ormai in cronica sofferenza prima della fase terminale è realizzare quanto deliberato in consiglio comunale sul recupero del vecchio ospedale del Ceppo con la realizzazione di una Casa Della Salute di struttura complessa che significa creare in quell’area strutture per la continuità assistenziale tra ospedale e territorio, con posti letto per le cure intermedie oltre ovviamente un punto di Primo Soccorso attraverso le aggregazione funzionali.

Tutto questo significa investire in termini di Risorse Umane perché anche l’ormai cronico sottodimensionamento del personale sanitario è alla frutta! (con quattro esclamativi, n.d.r.) e dunque richiamo il sindaco, come da impegni presi in aula, a presentare tra fine giugno e luglio il dettaglio del progetto che l’Asl intende realizzare per valutare se risponde a quanto deliberato e votato dal consiglio comunale pochi mesi fa”.

La capogruppo Margherita Semplici
Margherita Semplici

Margherita Semplici ci ha spiegato che, piangendo miseria a causa dei tagli del Governo, la Regione Toscana ha introdotto il contributo per la digitalizzazione – cioè chiunque abbia bisogno di un accertamento diagnostico deve pagare 10 euro senza distinzione di patologia o di reddito – per le prime tre volte che fa ricorso al sistema: in pratica bisogna essere contenti di pagare perché se c’è un quarto intervento la faccenda è ancora più seria…

Ma mentre il contributo per la digitalizzazione è stato pubblicizzato e spiegato ai cittadini (che hanno capito e supinamente accettato, e che altro potevano fare?), la propaganda del governatore Rossi non illustra come e perché le infiltrazioni, interventi un tempo gratuiti, oggi costano 19,30 € ciascuna. Cioè l’infiltrazione è gratuita ma si deve pagare il farmaco, appunto 19,30. Come se si potesse fare a meno di infiltrare un qualunque liquido medicamentoso.

Maurizio Giorgi, M5S
Maurizio Giorgi

Maurizio Giorgi del Movimento 5 Stelle in una sua nota afferma che “negli ultimi due anni spesso la Asl, per bocca del suo direttore Abati, si è promossa nella difesa dell’operato aziendale e del concessionario che ha in gestione la struttura, ma restano i fatti a raccontare la storia da altri punti di vista. Forse non si sono dovute attuare dal giorno stesso dell’apertura del San Jacopo opere di rifacimento di impianti elettrici, di climatizzazione, di muri divisori? Ovvio non affermo che la Asl stia mentendo spudoratamente… ma che propone la realtà dal suo esclusivo punto di vista… Sembra quasi che la Asl 3 venda prodotti piuttosto che offrire servizi sanitari ed in questo il suo ex Direttore Abati ora gran Visir della prossima super Asl è maestro. Probabilmente le sue competenze di utility sono proprio queste: rendere appetibile ciò che è discutibile…”.

Alessandro Capecchi
Alessandro Capecchi

Alessandro Capecchi è intervenuto in consiglio sul tema sanità toscana, in particolare contro la decisione di tagli di fondi alla Turati che, con le sue due sedi di Gavinana e Pistoia, dà lavoro a più di cento persone e garantisce servizi di qualità alla cittadinanza, specialmente nel campo della riabilitazione.

Il consigliere d’opposizione si è rivolto al Sindaco, in qualità di Presidente della Società della Salute (mentre Lui non era in aula) chiedendo cosa pensasse di tali scelte operative: tagliare ad un importante presidio sanitario per favorirne altri.

Capecchi ha concluso chiedendo la calendarizzazione di un consiglio comunale specifico sulla sanità pistoiese. Sempre mentre il Sindaco era contumace…

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