ASL 3/PISTOIA. ULTRAOTTANTENNE AL PRONTO SOCCORSO CON FEMORE ROTTO OPERATO DOPO 7 GIORNI

L’ospedale San Jacopo
L’ospedale San Jacopo

FIRENZE-PISTOIA. «Pagelle digitali per tutti i pronto soccorso toscani e operatori nei dipartimenti di urgenza e accettazione degli ospedali della nostra regione per monitorare, in via sperimentale, le opinioni dei pazienti dimessi sui punti critici rilevati dal Laboratorio management e sanità del Sant’Anna». È la proposta del consigliere regionale Gian Luca Lazzeri membro della IV commissione Sanità che richiede di estendere il piano di verifica delle criticità proposto dal direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa, in forma sperimentale e per un lasso limitato di tempo, a tutte le strutture di emergenza urgenza presenti in Toscana.

«La sperimentazione di un sistema di rilevazione costante e consultabile online – sottolinea – permetterebbe, in tempo reale, di apportare eventuali modifiche sulla base delle indicazioni dei pazienti oltre ad offrire una reale trasparenza sul servizio reso. Se questa modalità di raccolta feedback fosse stata in vigore a Pistoia forse avrebbe rilevato alcune delle disavventure che dei pazienti ci hanno riportato. Il caso più eclatante che ci è stato segnalato riguarda un paziente ultra ottantenne che, presentatosi il mese scorso al pronto soccorso di Pistoia con un femore rotto, afferma di essere stato operato esattamente dopo una settimana. Il motivo del ritardo, secondo quanto riportato dal racconto, è stato lo smarrimento da parte del personale della cartella contenente l’autorizzazione a procedere. Su questa vicenda presenterò un’interrogazione all’assessore Marroni per sapere se i fatti riportati corrispondano a verità.

Le criticità dell’ospedale di Pistoia erano già emerse proprio dall’analisi dei dati del Mes: il 75% pazienti intervistati dai ricercatori, alla domanda: “Durante il contatto con il personale medico ha avuto la sensazione di non essere considerato come una persona?” ha risposto di no. Mentre 1 utente su 4 si è sentito bistrattato. I quesiti posti dalla sperimentazione dovrebbero spaziare dal grado di soddisfazione percepito, al giudizio sui tempi di attesa e per avere la certezza di intervistare chi è stato per davvero al pronto soccorso, come suggerito dall’Aoup, ci si potrebbe basare sul codice a barre del referto.

I passi da muovere in termini di trasparenza sono ancora molti – conclude – e i fondi destinati alla sanità toscana in calo ma questo non significa che una buona idea non possa essere messa in pratica specie se a trarne beneficio è il rapporto con i pazienti che, ricordiamo, sono i primi finanziatori del sistema sanitario».

[comunicato lazzeri]

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